di
Daniele PassananteMassimo Boldi lo scorso anno ha incassato al botteghino ben
12 milioni di euro con il suo "
Matrimonio alle Bahamas". Quest'anno spera di fare lo stesso con "
La fidanzata di papà", ambientato a Miami, Usa. Nel cast ha inserito oltre agli ormai fidati
Enzo Salvi (otto film con Boldi) e i
Fichi d'India (sette cinepanettoni in cui hanno fatto - così dicono - da uvetta) anche Simona Ventura e Elisabetta Canalis nel ruolo della cattiva. E nel caso la gnocca non bastasse ha scelto per un ruolo di secondo piano, ma pur sempre di spessore (almeno stando alle misure)
Natalia Mesa Bush.
Boldi, scommette sul successo di questo film? «Ma, non è che io possa scommettere sul successo. Punto invece sul fatto che il mio è un film onesto, un film divertente e un film molto interessante e soprattutto casualmente in linea con i nostri tempi. Siamo nel nuovo millennio, cambia il mondo e cambia anche il mio modo di fare cinema dopo tanti anni di film di Natale, questo è un pre-Natale».
Già cambia il mondo, ma le nostre commedie restano sempre le stesse. Cosa avranno mai trovato quest'anno Massimo Boldi e Enrico Oldoini (il regista del film) per fare ridere gli italiani in vista delle vacanze di Natale? Nientemeno che la storia di un
bambino nero che nasce da una coppia di giovani italiani bianchi, con tutti gli equivoci del caso. Il bebé in questione, si scopre alla fine, sarebbe nero non per un tradimento della mamma, ma per una scappatella della nonna (Simona Ventura) con un
afroamericano che oggi è diventato un uomo importantissimo. La storiella, fatta uscire ad hoc a una settimana dall'elezione di
Barack Obama a presidente degli Stati Uniti suona quantomeno farsesca. A maggior ragione dopo le uscite del presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi.
Boldi cosa ha pensato quando è scoppiata la polemica dell'"abbronzato" di Berlusconi riferito a Obama? «Chiaramente - risponde non senza imbarazzo - è una domanda difficile, però è successo così... Noi abbiamo scritto questo film raccontando questa storia e poi è successo che dall'altra parte, in America è successo quello che è successo. Non era previsto». Già, ma Boldi, non siamo un po' provinciali a fare film sui bimbi neri che nascono da coppie bianche, su questi equivoci? «No, ormai viviamo in un'Italia dove dobbiamo essere abituati a vivere con gli extracomunitari, con le altre persone. Le brave persone ci sono sia negli altri Paesi che nel nostro: le brave persone rimangono tali e quali, non è il colore della pelle che conta». Perché lei ha scelto
Simona Ventura nel cast di questo film? «La scelta di Simona Ventura è stata strategica, l'ho voluta io fortemente perché sono convinto come si è potuto vedere che Simona è veramente un talento anche come attrice».
Un capitolo a parte sarebbe da spendere sulla tanto
decantata comicità di Boldi. Le
scene clou del comico di Luino giocano su
espedienti quantomeno già visti, sicuramente triviali: eccone due a titolo esemplare. La prima: un pasto frugale che produce una
reazione intestinale improvvisa e Boldi (che lamenta di avere uno "
squaraus") si trova a cercare una toilette nell'aeroporto di New York, finisce nel bagno delle donne e alla fine viene menato da un gruppo di femmine. La seconda: l'acqua che finisce durante una doccia, Boldi rimane insaponato ed è costretto a
girare nudo per la villa di Miami della consuocera Simona Ventura. In sala tra i giornalisti nessuno ride, a parte forse per qualche battuta di
Nino Frassica. A un certo punto Boldi e Salvi fanno il verso al duo
Totò e Peppino nella mitica scena della lettera. Una voce in sala grida: "Vergogna!". Ma in conferenza stampa tutti fanno domande in linea con il prodotto. C'è persino
Carlo Rossella che presenta ufficialmente il film con
entusiasmo: «Una commedia molto bella, molto attuale, con dei personaggi che magari non ci sono, sono un po' a coté del film (si riferisce all'allusione a Obama - ndr); il tema è attualissimo, basta guardare i giornali di oggi. E io scrivo anche quelli di domani e anche la televisione, c'è un cast di attori molto bravi e c'è un esordio nel cinema. Io lo chiamo esordio perché svolta è proprio attrice iperprotagonista e scintillante, quello di Simona Ventura e di altri attori del cast. Poi c'è un grande regista che è il nostro Oldoini e con un grande protagonista e inventore che è il nostro Massimo Boldi». Davvero una presentazione ai limiti (forse anche oltre) della marchetta. Una nota curiosa: poco prima dell'inizio della presentazione, dietro le quinte arriva addirittura
Daniela Santanché. Che Boldi stia pensando a scritturarla per il prossimo cinepanettone?