«Siamo la prima generazione in cui i figli stanno peggio dei genitori e la nostra reazione è mangiare sushi?»: si sfoga così con un amico Matteo. È lui il portabandiera della
Generazione 1000 euro, quella raccontata in un libro da Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa e portata al cinema con 01 Distribution dallo storico regista di Aldo, Giovanni e Giacomo
Massimo Venier (autore di tutti i film del trio tranne l'ultimo). Matteo è un genio della
matematica, sogna di insegnare all'
università (dove il suo professore
Paolo Villaggio, pronto alla pensione, non può raccomandarlo) e poter stare più spesso con la fidanzata Valentina (
Francesca Inaudi).
Invece, per potersi permettere lo scalcagnato appartamento nel quale vive con
Francesco (Mandelli), maniaco della Playstation e proiezionista in un cinema d'essai, è costretto a lavorare - con
contratto flessibile in eterna scadenza e
stipendio da fame - nel
marketing di una società che progetta cover profumate per cellulari e antenne camuffate da palme. A "rallegrarlo" provvedono il suo collega pessimista Faustino, detto Chernobyl, un buco che si apre nel pavimento di casa e Valentina, che di colpo lo pianta. Matteo però non si rassegna a diventare uno di quelli di cui «quando se ne parla nei talk show si scuote la testa», così tira avanti
senza troppo lamentarsi (né emozionarsi). In fondo, come dice lui stesso, quando in casa hai solo pasta e ricotta, pasta e ricotta diventa il tuo piatto preferito.
Ma "nel piatto" finiscono
Beatrice, vicedirettrice marketing senza tanti scrupoli interpretata da
Carolina Crescentini, e
Angelica, ottimista e sorridente insegnante precaria (
Valentina Lodovini), che si trasferisce a casa sua e di Francesco. Non potrebbero essere più diverse: una è
bionda, magra, potente, astuta e
arrivista; l'altra è
mora, femminile, innocente,
idealista e un po' goffa. In un film acceso dalle musiche di
Malika Ayane, girato in una Milano insolita e arricchito da camei di Lucia Ocone, Natalino Balasso e Roberto Citran, l'esistenza di Matteo viene stravolta dalle due donne (molto più forti e determinate dei maschi) e dalle sue incertezze, ma soprattutto è messa di fronte a un bivio:
diventare "stronzo" o restare (povero e) fedele a se stesso? Accontentarsi o rischiare per inseguire le proprie aspirazioni? (
Libero News)