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CINEMA
Il grande ritorno di Spike - Lee s'infila nel caveau di una banca con un gruppo di grandi attori e confeziona un film bello e sorprendente

Il grande ritorno di Spike

Notizia del 8 marzo 2006 - 12:00

Lee s'infila nel caveau di una banca con un gruppo di grandi attori e confeziona un film bello e sorprendente

MILANO, 8 mar - Intrighi, suspense, ironia, avidità, grossi scheletri negli armadi e un pizzico di critica sociale. Torna alla grande, dopo la delusione di She Hates Me, il terribile Spike Lee con una delle sue più convincenti, anche se vagamente disimpegnate, "dosi" cinematografiche (i suoi non sono film ma, secondo una personale definizione, joint).

E proprio di un "viaggio" si tratta nel caso di Inside Man, un poliziesco che trasforma, con l'aiuto di un mazzo di grandi attori, il trito spunto di una rapina in banca in un rompicapo coinvolgente, un'astuta rivalsa con 50 anni di ritardo, una denuncia della
(in)giustizia dei potenti e un'affettuosa carezza all'amata New York.

Al centro di tutto c'è un furto con sequestro di persone a un istituto di credito di Manhattan, organizzato alla perfezione da un freddo Clive Owen e tre compari incappucciati, a sventare il quale viene spedito, con l'aiuto del capitano Willem Defoe, il detective di seconda classe Denzel Washington. Il caveau però nasconde dei segreti che il presidente della banca Christopher Plummer non può permettersi vengano rivelati, perciò assolda la losca "mediatrice" Jodie Foster affinché li protegga. Ben poco di quel che accade poi (e che è meglio tacere per non rovinare il piacere della visione), corrisponderà però alle speranze e aspettative dei protagonisti, rapinatore escluso.

Serrato, ingegnoso, sorprendente e ricco di battute fulminanti (come quando si scopre com'è essere un sikh a New York o si sorride dei rapporti multietnici nella Grande Mela), Inside Man riesce a spiazzare continuamente lo spettatore sia rispetto alla trama sia rispetto ai personaggi. Che, attraverso una scrittura sapiente, partono incasellati in clichet (il ladro senza sentimenti, il poliziotto non tanto furbo e in disgrazia, il ricco onnipotente, la cinica opportunista) per trasformarsi e sostituirsi gli uni agli altri.

Il tutto è filmato efficacemente da Lee in un duplice registro, quello convulso dell'azione e quello inquisitorio degli interrogatori della polizia. E se pure il finale sceglie la prevedibile strada della correttezza morale e della giusta punizione della Storia, le oltre due ore precedenti sono un piacevole regalo, quasi come un diamante trovato a sorpresa nella tasca della giacca...

Emanuele Benvenuti

 

 
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