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Venezia riscopre Anne Frank

Notizia del 22 agosto 2005 - 15:30

Il 4 settembre alla Mostra del cinema tante iniziative per non dimenticare la Shoah


A pochi giorni dall'invito del Papa, a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventu, a tenere deste le coscienze, «eliminare conflitti ed esortare alla pace» per evitare il ripetersi di un «crimine inaudito» come la Shoah, soprattutto nel momento attuale, in cui «purtroppo emergono nuovamente segni di antisemitismo», il cinema risponde.

Il 4 settembre, in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà proiettato il trailer del film di animazione fotorealistica 3D "Cara Anne" di Dario Picciau. Alla presenza del regista, dell'autore Roberto Malini (da tempo collaboratore di Libero), del produttore Andrea Jarach e di artisti e dirigenti della 263 Films, scorreranno immagini esclusive in digital reality, che restituiranno al mondo, dopo sessant'anni, i movimenti, la fisionomia e perfino il sorriso di Anne Frank nell'Alloggio Segreto.

Ma non solo la punta più avanzata delle tecnologie di animazione alzerà la voce per dire no all'antisemitismo, ai pregiudizi e alla guerra: la stessa sera i "Ragazzi dell'Arcobaleno", israeliani appartenenti alle tre grandi religioni monoteiste, metteranno in scena "Anne in the Sky", spettacolo di teatro-danza scritto da Malini con Angelica Calò (candidata al Premio Nobel per la Pace 2005), per indicare ai giovani la via della pace e del dialogo.

E infine, sempre a Venezia durante il festival, ci sarà la presentazione del libro "Le 100 Anne Frank" di Roberto Malini: cento vicende di donne nella Shoah, che erano tutte ebree e si chiamavano come l'autrice del Diario: Anne Frank.

Le iniziative legate ad Anne Frank vantano i più importanti patrocini: l'alto patronato della Presidenza della Repubblica; i patrocini del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Venezia; i patrocini e il sostegno della Task Force della Shoah (20 governi fra cui gli Usa); i patrocini culturali e scientifici di Yad Vashem, il più importante istituto di ricerca sulla Shoah, e Beit Lohamei Hagetaot. (Libero News)