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CINEMA
Genova

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Recensione del 14 ottobre 2009

Talentuoso e stiloso il Michael Winterbottom trapiantato in Liguria. Ma è un film sbagliato

E' raro al cinema provare più fastidio che per un automobilista che non guarda la strada. Fatto sta che il professor Joe (Colin Firth) rimane vedovo e accetta un insegnamento a Genova, offerto dalla vecchia amica Barbara (Catherine Keener): nel capoluogo ligure, la figlia 16enne Kelly (Willa Holland, stupenda) imparerà l'amore, mentre la minore Marey (Perla Haney-Jardine) si perderà, anche letteralmente, seguendo le visioni della madre morta (Hope Davis, irritante). Se il cast è ben diretto e uniformemente all'altezza, Winterbottom si conferma regista eclettico e talentuoso, maestro del digitale (il direttore della fotografia Marcel Zyskind ci regala fascinose viste in "camera-scooter") e artefice di un nuovo docu-drama. Ma, pur importanti, i pregi di Genova, realizzato con troupe al 50% locale, si fermano qui: l’amaro in bocca non è tanto per l'infelicità formato famiglia, ma per la dabbenaggine con cui è procurata. Perché il professor "non si sa di che" Colin non fa vedere da uno bravo la piccola Marey? Semplice, perché il film finirebbe ancor prima di iniziare. Morale: seguendo con stile e sapienza un ricetta sbagliata, non viene fuori una bella torta. E nemmeno il pandolce genovese

Federico Pontiggia - cinematografo.it

 
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SONDAGGIO

Morgan escluso da Sanremo: giusto cosi'?

  • Sì, sarebbe stato un insulto alla decenza
  • Il solito perbenismo di facciata
  • Ha detto di essere stato frainteso. Quindi no
  • "Allora ci vuole l'antidoping per tutti"
  • Si è scavato la fossa da solo
  • No, ha avuto coraggio a dirlo (se lo ha detto)

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