Quattro serate, dal 27 dicembre al
Veglione di Capodanno: sono queste ad aver scatenato una vera e propria guerra tra il
sindaco di Cortina d'Ampezzo e il
super-agente Lele Mora. Pochi giorni fa, il primo cittadino dell'esclusiva località dolomitica, Andrea Franceschi, aveva lanciato il suo attacco contro il manager: «Il signor Lele Mora e il suo circo, che frequentano Cortina da oramai 10 anni, sono
persone non più gradite».
Alla base dell'ostracismo pareva esserci una
differenza di stile troppo marcata tra il comune e il
procacciatore di vip: «I suoi personaggi - lamentava Franceschi - sono molto
distanti dal nostro target. E 12 mesi fa lo stesso Mora era stato multato e allontanato per un
abuso edilizio realizzato in pieno centro» (una casetta di legno per raccogliere fondi per progetti umanitari in Bolivia).
Mora - che sempre in Veneto ha creato scompiglio nel consiglio comunale del
Lido di Venezia per dei progetti di eventi per la prossima estate - aveva risposto: «Nessuno mi vuole? E io
ci vado lo stesso. Ma li querelo. Franceschi è poco stimato e pensa soltanto al gossip. Mai più manifestazioni per la Regina delle Dolomiti, non porterò più i miei soldi, ma ci continuerò ad andare
quando mi pare. Spero di incontrare il primo cittadino e
pretenderò delle scuse pubbliche».
Scavando un po', però, si scopre che, come sempre, la verità sta nel mezzo, nel bel mezzo delle scatenate feste di fine anno. Mora ha organizzato
quattro serate a base di aperitivi, cene e balli scatenati fino a notte fonda in un locale
chalet e le ha ampiamente promosse con spot a base di vip (altro che ritirare i soldi!). Franceschi si è infuriato perché la location dei party sta a quasi 10 km da Cortina, rientra nei confini di un comune limitrofo (
San Vito di Cadore), ma sfrutta il nome della località più celebre per farsi pubblicità.
«Nel corso della prossima seduta di Giunta - ha detto il primo cittadino, proclamatosi "orgoglioso di ricevere la querela da parte di Mora" - proporrò di intraprendere
un'azione legale per l'utilizzo improprio del marchio di Cortina che viene associato a un evento che si svolgerà in buona parte fuori dai confini comunali». Ecco, alla fine
solo di soldi e business si tratta, altro che «target» e «classe». Ma dal livello della disputa s'era capito subito che non era una questione di stile...