In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.
Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.
Certo è che l'ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia.

Questa volta ha scelto il
Corriere della Sera. Il messaggio è lapidario, breve ma intenso. La signora Lario è appena tornata da una vacanza in Puglia, a Castellaneta Marina, con il nipote Alessandro e la mamma Flora. A vegliare su di lei anche tre bodyguard, ma non Alberto Orlando,
indicato da Daniela Santanchè come il suo amante storico. Una pausa di riflessione, lontana dalla valanga di notizie, insinuazioni, foto, pruriti e rivelazioni che le sono piovuti addosso dal 29 aprile, giorno in cui
ruppe il silenzio con la lettera a Repubblica.
Il tono dell'ultima comunicazione, se possibile, è
ancora più amaro. Non si rivolge mai al marito: né per pretendere scuse (che poi arrivarono) né per puntare il dito. Parla del
suo amore per lui, del
suo senso della famiglia, del
suo matrimonio. Lei al centro di tutto. Definisce "brutale infangamento" quello che ha letto e sentito da allora (le prime pagine, le onorevoli indiscrezioni, i presunti tradimenti) Dice che la verità sul rapporto col premier "non è neppure stata sfiorata". E chissà che prima o poi non decida di raccontarla tutta. (
bdp)