Una penna sempre più... Selvaggia

Notizia del 29 luglio 2005 - 02:56

A tu per tu con la Lucarelli a due anni dall'ultima intervista concessa a Libero.it. E di cose ne sono cambiate...

È una delle più famose blogger italiane. Sposata con Laerte Pappalardo ,ha costruito la sua fortuna mediatica e professionale anche grazie al web che l'ha fatta conoscere al grande pubblico. A due anni di distanza dalla prima intervista abbiamo incontrato di nuovo Selvaggia Lucarelli che per la prima volta parla di sé, della sua gelosia per il marito, del suo amore per la scrittura e soprattutto della sua personalissima teoria statistica sulle corna e sull'amore eterno...

Ti ho lasciata due anni fa con un blog di successo e ti ritrovo sposata, mamma, penna brillante su quotidiani e riviste, opinionista tv. Che ti è accaduto, la rete ti ha portato fortuna?
La fortuna ha sempre la sua parte di merito, ma ovviamente non è stato l'unico fattore determinante. Diciamo che per farsi notare e conoscere in certi ambienti, per una donna esistono varie strade da percorrere: la più battuta è la calza a rete, io ho optato per la rete e basta, che forse non è la via più semplice ma di sicuro la meno scontata.

Quando l'hai aperto tu, un blog, in pochi sapevano veramente che cosa fosse. Adesso è diventata una moda. Ci racconti come e quanto ti ha aiutata nel tuo lavoro e se ti aiuta anche oggi?
A dire il vero quando ho aperto il blog neanche io sapevo che si chiamasse blog. Seguivo da anni il diario virtuale di Jovanotti che lui aveva battezzato "Mumble mumble" (non blog) e mi aveva creato una sorta di dipendenza. So che questo mi farà perdere parecchi punti, ma c'era un periodo in cui nel diario di Lorenzo leggevo che il suo cane Pinocchio aveva il cimurro e rimanevo tutta la notte in piedi a vegliare lo schermo del computer per non perdere gli eventuali aggiornamenti. Non so se il blog sia di moda, di certo posso dirti che se lo apri senza una passione vera per la scrittura e per il mezzo e se non ci si mettono delle idee, ci si disamora presto. Il blog non mi ha aiutata nel lavoro, ha fatto molto di più. Mi ha fatto scoprire qual è il lavoro che mi piace fare, quello per cui credo di avere più talento: scrivere con ironia. Se nasci carina, uscita dalla nursery, sei già certa di non essere geneticamente programmata per far uso dell'ironia nella vita. La neonata più brutta fa sorridere. Di fronte a quella carina sono solo convenevoli e carezzine. Il mondo ti vizia, dell'ironia non te ne fai niente. Io mi sono salvata perché affacciandomi al mondo dello spettacolo ho subito un ridimensionamento: considera che ai provini per una pubblicità di un anticalcare per lavatrici la ragazza più brutta è Miss Ingambissima America.

Blog = egocentrismo o cosa? Tu sei egocentrica?
Egocentrica IO? Ti pare che IO sia un'egocentrica? IO detesto gli egocentrici. Quelli che sono sempre lì a dire "io io io... " IO li mandrei al rogo.

Che tipo di rapporto hai con il tuo pubblico? È importante? Scrivi per te o per chi ti legge?
Il pubblico mi diverte, mi stimola. Alle volte mi fa arrabbiare. Con il tempo, per esempio, ho imparato che i tuoi più incalliti sostenitori, quelli fanatici, quelli che hanno un totem con le tue fattezze accanto al letto, saranno quelli che ti serviranno il tuo animale domestico in tavola con contorno di patate novelle non appena riterranno che tu abbia cambiato strada, tradito la loro fiducia. Scrivo per me, perché mi diverto come una pazza a scrivere e scrivo ovviamente per gli altri. Scrivevo diari anche da bambina. Dimenticavo sempre la chiave attaccata al lucchetto, per cui... si scrive sempre con la speranza di essere letti.

Che effetto fa essere l'editore di se stessi e non dover sottostare a nessuna regola, compromesso per scrivere quello che si ha in testa? E che differenza c'è tra scrivere su un blog e scrivere su un quotidiano "vero"?
Marzullo direbbe che ti sei fatto la domanda e ti sei già dato la risposta. Il fatto di non avere nessuno a cui rendere conto di quello che scrivi è esaltante. Il problema è che all'inizio, quando hai un numero esiguo di lettori e i tuoi articoli circolano poco, scrivi davvero in completa libertà. Quando il blog comincia a godere di un certo successo e gli articoli circolano, ogni tanto tocca autocensurarsi un po'. Io ci provo ogni tanto a mettere il bavaglio alla tastiera, ma scrivere quel che penso è più forte di me. Ho scoperto che la gente più permalosa è quasi sempre la più insospettabile. Tanto per farti un esempio recentissimo e che vede coinvolti proprio voi di Libero: per il mio ultimo articolo su Tommy Vee e la sua terrificante pubblicità delle Pringles che avete pubblicato sul vostro portale, il deejay veneziano se l'è presa un bel po'. Minaccia querele. Ora ho un dubbio che mi assilla: secondo voi, l'avviso di querela me lo manda in busta semplice o infilato nel tubo delle Pringles? Vabbè, quando mi arriverà la querela gusto paprika vi saprò dire.

Come ti hanno accolta i colleghi della carta stampata? Come un'intrusa, una letterina, una di talento oppure ti hanno semplicente snobbata?
Come tutte queste cose. Generalizzando un po' direi che le giornaliste donne (e le donne in generale) sono le mie lettrici più fedeli ma la soddisfazione di farmi lavorare non me la danno. In quasi due anni ho scritto un po' ovunque, perfino sulla "Gazzetta dello Sport", ma le riviste femminili (e i loro direttori donne) mi snobbano alla grande. Con gli uomini è andata decisamente meglio. Franco Bechis, il direttore de "Il Tempo", mi ha dato una fiducia totale. Poi, tra quelli che hanno creduto in me ci sono stati D'Agostino, il direttore di "Max" Giuseppe Di Piazza, il direttore di "Capital" Iozzia e altri. Un complimento disinteressato sulla mia scrittura che mi ha fatto un grandissimo piacere è stato quello di Sebastiano Messina.

Che accoglienza ha ricevuto poi il tuo libro? A quando il prossimo?
A dirla proprio tutta tutta, ho venduto qualche copia in meno di Melissa P. ma ora uscirà una riedizione di "Mantienimi" un po' più piccante con i miei ricordi adolescenziali più scabrosi. Terminata l'ultima stesura invierò a voi di Libero il primo capitolo, quello sui miei primi approcci con l'amore lesbo con tanto di particolari sconvolgenti sui miei incontri sessuali con "Camilla la bambola col passaporto" in certi torridi pomeriggi d'estate.

Nel tuo blog spesso parli di tv, i tuoi commenti sono al vetriolo; ma ci sarà pure qualcuno che secondo te la tv la sa fare, o no? Chi? Quali sono i programmi che segui più assiduamente?
Mi chiedi di fare una cosa contro natura! E va bene, ci provo. Tra le donne salvo senz'altro la Hunziker, disinvolta, bella, solare e senza alcun timore reverenziale nei confronti dei personaggi maschili che spesso affianca (dovrebbe solo ridere un po' meno). Poi mi piacciono personaggi femminili molto diversi, che so, Licia Colò, Ritanna Armenni, Vanessa Incontrada, Platinette quando non è ospite di Costanzo. Per quel che riguarda gli uomini, beh, direi che ho i gusti dell'italiano medio. Amo Bonolis (più lui dei programmi che fa), Gerry Scotti, Fiorello, Piero Chiambretti, Enrico Mentana, Tony Capuozzo. Per ragioni di curiosità e cultura generale guardo di tutto. I miei programmi preferiti sono diversissimi: "E!" su Sky, "Dr 90210" sempre su Sky, "Terra!" di Capuozzo, quasi tutti i reality, "Alle falde del Kilimangiaro", "Le iene", la Gialappa's, "Markette", "Un giorno in pretura". Un bel minestrone di roba insomma.

Hai conosciuto tuo marito commentando "L'isola dei Famosi". Ti hanno più proposto di fare l'opinionista a qualche reality show?
Credo che non mi abbiano più chiamata a fare l'opinionista per il timore che la prossima volta mi accasi con un figlio di Pupo o un cugino di Mal.

E se la prossima volta fossi tu a partecipare a un reality e tuo marito a fare l'opinionista? Ti ci vedi? Accetteresti? Che cosa pensi dei reality show?
Io dopo due giorni su un'isola con una tipo la Ribas tornerei subito in Italia per partecipare a un altro programma: "Un giorno in pretura", dove racconterei nei dettagli come ho picchiato la soubrette brasiliana a colpi di cocco. Troppo inadatta alla convivenza forzata, non andrei mai. È anche vero che se la mia alternativa nel futuro sarà vendere pentole ci farò un pensierino. Dei reality penso bene se sono fatti bene come "L'isola dei Famosi", "Grande fratello" o "La fattoria", male se sono fatti come "Ritorno al presente", "Reparto maternità" e "Campioni". Non amo i generi, amo i programmi. Dire «Amo i reality» è come dire «Mi piacciono gli uomini» senza tener presente che al genere "uomini" appartiene sì Brad Pitt, ma anche Gigi Marzullo.

Come ti trovi tra pappe e pannolini? Quanto ti ha sconvolto la vita l'arrivo di un figlio?
Sono più stanca e più felice. Il sentimento prevalente è la curiosità: nonostante mio figlio fisicamente sia la mia copia esatta, non lo vedo come un mio prolungamento, una mia diramazione. So già che sarà un'altra cosa. Ecco, sono curiosa di scoprire cosa. C'è una bellissima poesia di Gibran che dice "I vostri figli non sono figli vostri. Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, e benché vivano con voi non vi appartengono."

Laerte è un bell'uomo: sei gelosa? Quanto?
Non sono gelosa. Nel nostro rapporto sono per la libertà assoluta. Lui è libero di andare dove vuole, tant'è che gli ho lasciato un metro e mezzo di corda e gli rabbocco la ciotola dell'acqua ogni tre ore.

Se un giorno tu scoprissi che ti tradisce cosa faresti?
Ci sono moltissime cose che si possono fare in carcere... La bibliotecaria, forse.

Ora filosofeggiamo. Ti risparmio la marzulliana fatti una domanda e datti una risposta, ma: credi nell'amore eterno? Perché?
Certo che ci credo. Dopo la dichiarazione d'amore spassionata della Falchi a Ricucci io credo pure a Babbo Natale, alla rabdomanzia, alla Bibbia Raeliana, al mostro di Lochness, a Gargamella e alle promesse di Berlusconi.

Hai mai tradito?
Moltissime volte la fiducia di un uomo: il mio dietologo.

Sei stata mai tradita?
No, mai capitato. E non sono mica contenta. Hai presente il ragionamento di quelli che per la paura degli aerei si affidano alle statistiche? Ecco, sui veivoli di compagnie aeree che non hanno mai avuto incidenti non mettono piede perché vuol dire che prima o poi gli tocca. Le corna mi toccheranno statisticamente.

Ti senti più top model, tap model, cabarettista, fortunata, ognuna di queste cose a giorni alterni? Nessuna di queste cose ma...
Nessuna di queste cose. Per essere una top model mi mancano dieci centimetri d'altezza in più e dieci anni di meno. Cabarettista no, un vero cabarettista si è cambiato almeno una volta tra casse di birra nel retro di un pub del Casertano.

Ti va di definirti in due righe due?
Critica e autocritica. Non mi godo mai niente fino in fondo perché io nelle cose cerco sempre il difetto, la fregatura, la smagliatura. Curiosa. Affettuosa. Allegra con disincanto. Volubile. Generosa. Instancabile. Una prevaricatrice e rompipalle clamorosa.

Gioco della torre. Tra Vespa e Mentana chi butti giù?
Vespa, perché se butto giù Mentana Brunone mi dedica una puntata di "Porta a Porta" con tanto di plastico della torre e Crepet con cardigan color salmone a psicoanalizzarmi.

Tra la Ventura e la De Filippi?
La De Filippi seguita da Garrison, Kledi e tutti i ragazzi di "Amici" e "Uomini e donne", ma poi temo sarebbe un genocidio. Tra l'altro suppongo che interverrebbe Costantino a salvarla: la prenderebbe al lazo con una delle sue raffinate collanine Paciotti.

Tra Berlusconi e Prodi?
Prodi. Anche se temo che perfino nella versione "Willy il coyote spiaccicato sull'asfalto" arriverebbe qualcuno a dire che è quel leader incisivo di cui in questo momento ha bisogno la sinistra.

Tra Bush e Blair?
Laura ha rivelato che George va a dormire alle nove di sera. Cherie ha rivelato che il marito è ancora tipo da "cinque volte a notte". Secondo te, chi butto giù?

Tra Libero.it e il resto dei portali italiani?
Il resto dei portali italiani, naturalmente! Però se Tommy Vee mi querela l'avvocato lo paghiamo a metà, ok?

Come va con tuo suocero? Anzi, riformulo: chi è il più matto tra voi due?
Lui. Ora non c'è concerto in cui non faccia sei ore di monologo su quanto sia scandaloso il cachet di Al Bano all'"Isola dei Famosi 3". Esilarante.

Alessandro Gennari