Io, splendida 40enne

Notizia del 16 maggio 2008 - 09:01

Alla soglia dei famosi "anta" Debora Caprioglio fa un bilancio della sua vita, da Tinto Brass al grande cinema

di Giorgia Camandona

Il pubblico maschile la conosce per "Paprika" di Tinto Brass, quello femminile per l'Isola dei famosi (si è piazzata seconda, tra l'altro), gli appassionati di teatro per la sua abilità come attrice. Il palcoscenico è il suo mondo. A quarant'anni appena compiuti, Debora Caprioglio fa un bilancio della sua vita. E racconta del suo sogno nel cassetto: un film d'autore, magari in costume, per una rentrée in grande stile.

Hai appena compiuto 40 anni, come ci si sente?
Un po’ mi rompe devo dire la verità… È una tappa importante per una donna, perché acquista il pieno della maturità, però la cosa che contrasta è che io non me li sento 40 anni. Per esperienza sì, ma come spirito e energia me ne sento molto meno. Però sono molto contenta e serena, il bilancio di tutto quel che ho fatto in questi anni è positivo. Sono una persona molto ottimista. È anche un motivo d’orgoglio aver compiuto 40 anni, intanto per esserci arrivata…

Beh, non esageriamo!
E beh non si sa mai… Sono stati anni molto ricchi, di cose diverse fra loro, di tante esperienze. Era un po’ quel che volevo sin da quando ero ragazzina, avere una vita non normale, un po’ diversa. Facendo questo lavoro sono stata avvantaggiata. Ero terrorizzata perché ho visto molte mie amiche compiere 40 anni e andare in crisi e temevo molto di fare la stessa fine, invece finora va tutto bene. Poi magari tra dieci giorni... (e ride, ndr.)

Tantissimi progetti a teatro ma niente in tv, come mai?
È un po’ un gatto che si morde la coda. Io ho un brutto vizio: quando mi vengono proposte cose che mi entusiasmano dico subito di sì. Per esempio l’anno prossimo ce l’ho tutto pieno. Per cui capita che mi offrono delle fiction e io non posso accettare perché in teatro gli impegni si prendono con un anno e mezzo d’anticipo. Ho dovuto rinunciare a parecchie cose. Ho cercato spesso di conciliare, ma è molto faticoso. La mia scelta di dare la priorità al teatro è perché è la forma di spettacolo che mi dà più soddisfazione, mi sento veramente bene quando sono sul palco. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con grandi maestro come Scaccia adesso. Tanto per fare un bilancio, per esempio, non ho più l’ansia da prestazione che avevo a vent’anni. La tv mi piace farla e la faccio se capita, ma non ne sento la mancanza, cerco di dosarmi. Magari faccio delle cose anche eclatanti come l’Isola dei famosi e poi però mi ritiro in buon ordine.

È valsa la pena fare l’Isola dei famosi?
Quando ho deciso di fare questa esperienza non è che mi aspettassi grandi risvolti professionali, in fondo quel che facevo prima faccio adesso. Per me l’Isola è stata quasi un discorso di marketing, per farmi conoscere meglio al grande pubblico. E in questo caso ho avuto ragione perché ho guadagnato tanta simpatia, soprattutto da parte delle donne, lo vedo dalle e-mail che mi scrivono. Per esempio oggi ho incontrato una tassista e non mi ha fatto pagare la corsa. E poi per la strada mi fermano… Le donne tramite la tv mi hanno conosciuta e ora mi stimano di più. Ed era quello che volevo. Non mi aspettavo cose diverse. Da Toro ho sempre i piedi per terra. Umanamente invece, per essere sintetica, ti posso dire che adesso non mi fa paura più niente! Ho riscoperto anche una Debora che non mi aspettavo, essendo io molto pigra, ho tirato fuori una grande forza d’animo e un grande autocontrollo, cosa che mi ha fatto piacere.

L’amicizia nata sulla spiaggia con Manuela Villa prosegue?
Ci sentiamo al telefono e ci mandiamo messaggi. Lei è in tournèe e io sono in teatro per cui è difficile incontrarsi, ma questo non vuol dire nulla. Tutte le mie amiche sono lontane da me e magari sto a lungo senza vederle però so che loro ci sono e io per loro. E lo stesso con Manuela, anche perché abbiamo diviso una esperienza particolare e per certi versi lei è simile a me, siamo due donne abituate a essere indipendenti fin da ragazzine, con una grande volontà. Magari io sono più riservata e lei è più diretta nel modo di esprimersi, ma ci assomigliamo molto.

Quando hai scelto di partire per l’Honduras c’è stato uno screzio con Costanzo: com’è andata a finire?
C’era un progetto al Parioli, un testo scritto da Costanzo. Era un pour parler, quando mi hanno offerto l’Isola ci ho pensato un po’ e l’idea di Maurizio è stata realizzata da altre attrici anche perché in realtà io non ne ero molto convinta. Forse non lo avrei fatto ugualmente. Adesso è stato tutto chiarito però. Anzi, era già stato chiarito prima che io partissi per l’Isola.

Hai lavorato con Tinto Brass e come te anche Claudia Koll, che come sai ora è molto cambiata
Che posso pensare, che comunque dal di fuori è difficile capire e io poi non mi permetto nella maniera più assoluta di giudicare nessun tipo di scelta, perché ognuno nella vita è libero di scegliere i percorsi che vuole. Posso solo dire che se ha scelto questo percorso è perché evidentemente la rende serena, appagata e felice. Ben vengano tutte le scelte che ci rendono serene con noi stesse e con gli altri soprattutto.

Non vi siete più viste?
No, l’ho incontrata una sola volta a una cena e poi l’ho vista a teatro qualche anno fa e l’ho trovo un’attrice di teatro molto brava.

Che cosa ti piacerebbe fare al cinema?
Mi piacerebbe tornare sul grande schermo con un bel film d’autore come quello che feci con Francesca Archibugi. Ci sono state diverse proposte in questo periodo, ma le cose vanno fatte bene. Se dovessi rientrare nel mondo del cinema lo vorrei fare in grande stile.

Niente “Vacanze di Natale” insomma?
È un’operazione diversa. Diciamo che se mi offrissero un cinepanettone non lo rifiuterei, è una cosa simpatica e comunque lavorerei con attori di serie A come Boldi e De Sica. Ma in questo momento fare un bel film d’autore è proprio il mio sogno nel cassetto. Magari un film in costume, che io amo molto, anche se se ne fanno sempre di meno perché costano tantissimo.