di Marcella Gaudina
da MilanoAlena Seredova ha le idee molto chiare. Nonostante sia diventata da poco mamma di un bambino, non ha intenzione di rinunciare al lavoro e di vivere all'ombra del calciatore
Gigi Buffon, suo compagno da diversi anni, nonché padre di suo
figlio. Tutto questo però facendo sicuramente grandi salti mortali visto che il bimbo, il compagno e la sua famiglia rimangono comunque sempre al primo posto nella sua vita. Così non c'è da stupirsi se a pochi mesi dopo la nascita di Louis Thomas
la
Seredova è riuscita in un'impresa alle più impossibile: smaltire tutti i chili regalati dalla gravidanza. In occasione dell'anteprima cinematografica dell'ultima commedia scritta dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, diretta solo da Carlo,
Un'estate al mare, la trovo così in
perfetta forma (anche se durante l'intervista lei si lamenterà di dover perdere ancora due chiletti). E soprattutto serena nonostante girare questa pellicola abbia rappresentato per lei sicuramente una doppia sfida: quella di dimostrare prima di tutto di essere all'altezza dei Vanzina e di aver girato una pellicola che esce in un periodo dell'anno in cui la gente solitamente snobba le sale cinematografiche.
Com'è stato lavorare con i fratelli Vanzina e con Carlo in particolare?
Per me è stata la prima volta con loro. In passato avevo già ricevuto altre proposte cinematografiche che avevo però rifiutato perché in quel periodo ero incinta. Non ho grandi esperienze con altri registi perchè prima di
Un'estate al mare ho fatto solo altri due film. La cosa che mi piace di più di Carlo è che super veloce come regista . È una persona che evidentemente scrivendo anche lui la sceneggiatura, sapendo veramente quello che vuole, riesce a girare subito al primo ciak. E mi piace lavorare così. È stato veramente un'esperienza molto carina. L'unica cosa negativa è stato il clima perché quando abbiamo girato il film faceva un gran freddo. In costume da bagno la cosa più difficile era nascondere la pelle d'oca. Abbiamo girato il film in un periodo in cui non faceva proprio caldo. Però io mi sono trovata a girare a Capri e sono stata molto fortunata. È un'isola bellissima.
Come ti sei calata nel tuo personaggio?
Non è stato difficile. Il mio personaggio racconta la storia di una donna bella sposata con un uomo ricchissimo, che però la trascura. E che non ha coscienza di tutte le cose del suo comapgno. Così alla fine salta fuori che mio marito è più interessato agli uomini che a me. Mentre io che non mi sento amata cerco le attenzioni di un altro uomo che per convenienza si spaccia per gay e che poi invece scopro essere invece etero. Un intreccio che può capitare nella vita.
Da poco sei diventata mamma e immagino che la tua vita sia stata rivoluzionata.
Ma la vita cambia. La differenza è che se diventi mamma a trent'anni sei cosciente dei cambiamenti che avverranno nella tua vita già prima perché hai le esperienze delle amiche. Per ciò è stato un cambiamento tutto sommato piccolo. Più che altro i primi mesi ci metti un po' per abituarti alla convivenza con una nuova persona, ma è come in qualsiasi altro rapporto. Alla fine quando ti incontri con una persona i primi mesi sono quelli più difficili, devi vedere come abbianre le due vite insieme. Alla fine con mio figlio è stato uguale. Ho divuto capire le sue esigenze e diventare un pochino più flessibile per le sue cose. Rinunciare a certe mie piccolezze. Così.
Riuscirai a conciliare il lavoro di madre con quello di attre-showgirl?Penso di sì, come ho fatto sempre. Mai mettendo lui in secondo piano. Questo è il detto della mia vita. La mia famiglia, Gigi e il bambino e i mie genitori sono al primo posto. Ho la fortuna magari di poter scegliere il mio lavoro, perciò ho la fortuna di non dover lavorare sempre, di scegliere lavori meno impegnativi e di essere accompagnata da qualcuno dei miei familgiari a lavoro. Come quando abbiamo girato a Capri dove ho portato con me mio figlio e mia mamma. Perciò per il mio bambino non è stato nulla di traumatico. La mamma la vedeva tutta notte. Dormivamo assieme. La mattina ci svegliavamo insieme. Poi Andavo a lavorare. Ad ogni pausa tornavo a trovarli. Per pranzo e per cena eravamo di nuovo assieme. Per ciò penso che il lavoro di una donna che lavora in un ufficio sia molto più impegnativo per la famiglia. In confronto alla vita di tante mamme che lavorano girare "Un'estate al mare" è stata una passeggiata.
Com'è Gigi Buffon come padre? Se perde una partita tiene il muso? Penso agli Europei dove l'Italia per una rigore da lui non parato.Gigi è una persona splendida. E quando torna a casa "perdente" non ce lo fa pesare. Le sue cose timangono al di fuori dalla casa. Le nostre problematiche proviamo a non portarle a casa. Non vuol dire che non ne parliamo e non ci sfoghiamo, ma non è che ne fai proprio un peso. Io perché non sono dimagrita due chili devo fare a casa delle scenate. Il lavoro è lavoro ed è giusto che rimanga al di fuori della casa.
Progetti futuri?
Ho un nuovo progetto in cantiere ancora con Carlo Vanzina, ma questa volta per la televisione. E questo per me è un piccolo successo personale perché il fatto che mi abbia voluta ancora significa che con me si è trovato bene.
Ferie?
Quest'anno non andremo all'estero. Faremo una vacanza tranquilla perché il bimbo è ancora piccolo. Vedremo le bellezze del
Mediterraneo un po' come nel film.