Noemi: «Sanremo, tiè!»

Notizia del 7 maggio 2009 - 09:00

L'artista femminile rivelazione di "X Factor" esce con suo primo EP. Ed è pazza di felicità, perché per una cresciuta a pane e musica è un sogno che s'avvera. Pensare che Baudo non la volle a SanremoLab...

di Alessandra Del Re

Qualcuno dice che il suo singolo Briciole è un po' gigione, che non ha nulla di nuovo e neppure sconvolgente. Parlino pure (gli invidiosi), intanto Veronica Scopelliti, in arte Noemi, ha debuttato al primo posto dei più scaricati su iTunes, e la si sente per fortuna anche in radio. A noi piacciono il singolo, il suo EP e lei: genuina, positiva e solare, l'ultima concorrente donna a essere eliminata, ahinoi, da X Factor, dopo 12 puntate che le hanno permesso di farsi conoscere e amare dal pubblico.

Ti sei resa conto di com'è cambiata la tua vita?

Un pochino sì ma per ora è ancora tutto molto evanescente. Mi fanno strano le persone che mi fermano per strada. Le guardo e penso: "Ma io ti conosco?"

E invece sono loro che conoscono te. Dispiaciuta di non essere arrivata in finale?
Capisco la scelta di Mara Maionchi, io quella sera ero senza energie, dodici settimane là dentro mi avevano uccisa. Anche perché sono stata l'unica concorrente a non essere mai tornata a casa.

Perché?
Non so! Ero in castigo nel loft. L'unica cosa che hanno fatto è stata portare il mio ragazzo, un incontro che mi ha devastata psicologicamente, perché l’ho vissuto come un estraneo. Io mi sentivo una cavia da esperimento e mi ha fatto soffrire molto l'averlo vissuto in quel modo. Per fortuna una volta uscita l'ho ritrovato, ho ritrovato i nostri posti, la nostra birretta a Trastevere. Ma lì, sul momento, incontrarlo mi ha infastidita. La scelta di Mara è stata giusta perché Juri a parità di qualità in quel momento aveva più energia per arrivare in finale.

Anche lui però nelle ultime puntate pareva un po' scazzato
Sì, ma alla fine è entrato tre puntate dopo di me, era più fresco. Sicuramente avrei fatto una figura barbina la puntata dopo. Certo che una volta uscita ero felice, poi mi sono venute mille paranoie, pensavo: "Oddio, non farò mai il disco". E invece la Sony per fortuna mi ha contattato. E ho fatto l'EP di sei pezzi. Sono contenta che i quattro inediti siano stati scelti tra le cose che ho portato io.

Chi ha scritto il tuo bellissimo singolo Briciole?
Francesco Sighieri, un amico che ho conosciuto in Toscana quattro anni fa, che scrive canzoni ed è molto bravo. Questo pezzo l'avevo presentato nel 2007 a SanremoLab, ma la giuria di Pippo Baudo mi ha cannato.

Ora si staranno mangiando le mani…
Mi avevano detto che il pezzo non era abbastanza forte. Tiè! Sono contenta, adesso invece lo sento per radio.

Come sei arrivata a X Factor?
Mia sorella ha chiamato la redazione per farmi partecipare. Io mi sono anche incavolata: «Come ti permetti, io in televisione non ci andrò mai», le ho detto, anche se la prima edizione di X Factor l'avevo vista. Poi mi hanno presa al primo provino e mi sono detta: proviamoci. Meno male che l'ho fatto, perché adesso il mio sogno forse si sta per avverare ed è bellissimo.

Come hai scelto le due cover?
Sono una fan di Vasco, e poi mi piaceva molto la versione di "Albachiara" che abbiamo fatto in trasmissione. Inserirla nel mio album è come un portafortuna: da grande fan inserisco una sua canzone nel mio album di debutto. "Il cielo in una stanza" è una delle canzoni che mi facevano cantare i miei, mio padre mi accompagnava con la chitarra. Abbiamo fatto l’esperimento di metterci un bit r'n'b. Qualcuno magari storcerà il naso, altri magari la balleranno per la prima volta non abbracciati.

Partirà un tour estivo di X Factor?
Spero tanto di sì, sarebbe una fantastica rimpatriata con gli altri. E poi mi piace tanto fare i live, e mi sembrerebbe di fare qualcosa per tutte le persone che da casa mi hanno sostenuta. Non è mica da tutti prendere il telefono e votare. Vorrei ridare indietro qualcosa a quello che mi hanno dato loro, che mi hanno permesso di restare fino alla dodicesima puntata.

Li senti gli altri?

Sono in contatto con Ambra Marie e Serena. Matteo l'ho visto, è impegnatissimo. E ho sentito anche i Bastardi ed Enrico, è stato grazie a lui che ho scoperto di essere prima su iTunes, perché nelle ultime settimane da reclusa mi sono disintossicata totalmente da internet e tv. Ma la musica la compro solo online. Perché un singolo costa solo 99 centesimi, e se pensi che quei soldi servono anche a promuovere nuovi artisti è una cosa bella. Mi sono appena scaricata Malika Ayane.

Nessuna rivalità tra di voi, nemmeno tra donne?

No, assolutamente. Devo dire di avere avuto a che fare con donne molto tranquille, come Ambra Marie e Serena. Anche le Sister of Soul, che sembravano le più fighette, in realtà lo erano. Laszlo, la bionda, che sembra così sofisticata, è una bambina, molto coccolona. Non c'era nessuno di stronzetto, l'atmosfera era magnifica.

Talent show unica via per emergere?
Purtroppo sì, perché Sanremo è una bellissima vetrina ma è difficilissimo arrivare perché è blasonata, devi avere essere fortissimo come cantante, avere un pezzo forte e un entourage altrettanto. Di Amici non amo la politica della trasmissione, ho un po’'di difficoltà a seguirla. Anche se sono uscite bravissime cantanti, come Alessandra Amoroso e Karima. Credo che siano molto più brave di me, perché alla fine io ho l'etichetta di X Factor che è molto positiva, sinonimo di programma musicale di qualità. Personaggi come Karima e la Amoroso invece si sono trovate ad affrontare l’etichetta di Amici, che è anche quella di programma un po' trash. Psicologicamente il loro percorso è molto più pesante. Per questo le considero in positivo dei "mostri", che sono riuscite a uscire da questo tritacarne indenni. Faccio loro i miei complimenti, sono state veramente bravissime.

Avessi avuto qualche anno in meno non ti avremmo mai visto da Maria De Filippi, quindi

No, non sono mai stata una telespettatrice di programmi del genere. L'anno scorso ho seguito X Factor da metà edizione in poi proprio perché mi piaceva il taglio del programma, del modo in cui è stata raccontata la musica.

Com'è nata la tua passione?
Mio papà aveva il gruppo, faceva il chitarrista. Ha partecipato anche a Castrocaro nel '71. La Fonic Cetra lo corteggiava ma mia nonna non ha voluto assolutamente che facesse niente. Lui infatti mi dice: «Che bello, quanto mi piacerebbe essere al posto tuo!». Mia mamma la mattina mi svegliava con Berry White, Janis Joplin, De Gregori, Battisti, il the best di Elton John, John Lennon, i Beatles, Joe Cocker e anche un po' di musica dance. A me piace anche la musica più elettronica, tipo Justice. Mi piace molto spaziare.

Eri un po' allergica alla musica italiana prima di riscoprirla grazie a
Morgan?
Nel cantarla sì, nonostante abbia da sempre amato tantissimo Mia Martini e la Nannini degli Anni Ottanta. Morgan mi ha insegnato l'importanza del testo in italiano. Adesso preferisco cantare in italiano che in inglese.

Ti sei rimessa le tue All Star
Sì, ma ho imparato anche a portare i tacchi. Mi allenavo nel loft, camminavo, le scalette. Mi piace un sacco questa cosa di "infighettarmi" un pochino. Quel modo di essere io ce l’avevo, è stato bravo Marco (Morgan, ndr) ad aiutarmi a portare alla luce cose che avevo dentro.

Cosa ne pensi della
polemica sugli inediti?
Sono scelte. Certo, se un autore molto importante ti porta un bellissimo pezzo perché no. Ma penso a Juri, ai Bastardi e a Matteo, e a quanto ci tenessero a portare dei pezzi loro. Sono rimasti fedeli al loro disegno. A me poi l'Amor carnale mi piace un sacco, è il pezzo che preferisco. È una scelta che non semplifica la vita ma secondo me hanno fatto tutti bene a portarsi pezzi loro, anche per essere più trasparenti nei confronti del pubblico.