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Carla, tutto Cafè e famiglia - Dopo molto teatro, diversi programmi televisivi e alcuni film per il cinema, La Signoris inizia ora l’avventura di Colorado Café Live. Senza mai perdere d’occhio i suoi due figli

Carla, tutto Cafè e famiglia

Notizia del 22 aprile 2005 - 01:30

Dopo molto teatro, diversi programmi televisivi e alcuni film per il cinema, La Signoris inizia ora l’avventura di Colorado Café Live. Senza mai perdere d’occhio i suoi due figli

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Professionista di talento, colta, autoironica e sempre con la battuta pronta, Carla Signoris continua la sua evoluzione professionale approdando alla conduzione del Colorado Café Live, accanto a Rossella Brescia, e continuando nel frattempo a lavorare a progetti futuri. Il tutto senza mai perdere d'occhio i suoi due figli di 4 e 6 anni e il marito, Maurizio Crozza, perché per lei «c'è sempre prima la famiglia».

Diplomata alla Scuola di Recitazione del teatro Stabile di Genova, dopo aver partecipato all'avventura del Teatro dell'Archivolto, nei primi anni '90 fonda il gruppo comico dei Broncoviz insieme al marito, a Marcello Cesena, Ugo Dighero e Mauro Pirovano. Ed è con loro che approda in televisione nel '92 partecipando a diversi programmi come Avanzi, Tunnel e Hollywood Party: è la "testimonial" dell'improbabile pubblicità della Passata Posillipo (Avanzi) l'indimenticabile Supereroina Tuttapatata e la sfolgorante Sheila di Hollywood Party, lo show demenziale dedicato al mondo del cinema. È presente nel cast de "La grande notte" del lunedì sera, con Gene Gnocchi, dove presidia il foyer e introduce i premiati. E anche nel cinema trova il suo spazio recitando, dopo la realizzazione di "Peggio di così si muore" (un lungometraggio che raccoglie le più divertenti performance dei Broncoviz), ne "La bruttina stagionata" di Anna Di Francisca, "Quore" di Federica Pontremoli e "A cavallo della tigre" di Carlo Mazzacurati. I bambini, invece, (e non solo loro) ridono ancora adesso per la sua simpaticissima interpretazione della smemorata pesciolina Dory nel fortunato film d'animazione "Alla ricerca di Nemo" firmato Disney/Pixar.

Questa è la tua prima conduzione?
Sì è la mia prima conduzione tout court. Io non ho mai condotto un programma... sì beh, con Gene (Gnocchi, ndr) ne "La grande notte", ma quella non era una conduzione, io introducevo gli ospiti. Qui invece è una conduzione vera e propria ed è un esperimento, anche per me... imparare a lavorare in questo gruppo è un esperimento.

Cosa darà Carla al Colorado Café Live?
L'idea è quella di contribuire a creare armonia, riuscire a essere utile a loro. Il mio obiettivo è quello di mettermi al servizio del programma. E qui forse sto anche cercando di fare dell'altro, ma vediamolo andando avanti col programma perché non mi escludo di ballare o di cantare.

È un'anticipazione?
È un'ennesima evoluzione. La vita è un'evoluzione, finché abbiamo dei progetti.

Come ti trovi a lavorare con Rossella (Brescia ndr)?
Devo dire benissimo, con Rossella ci siamo molto divertite. Ieri abbiamo registrato la prima puntata e c'è già un'evoluzione dalla prova, c'è feeling. Credo perché Rossella non è una inventata ieri, è una che ha studiato, è una ballerina e viene da una disciplina teatrale non da una cosa del tipo: ieri mi sono svegliata e ho deciso perché sono bella di fare.

Si dice che ci sia un po' di rivalità fra il "Colorado Cafè" e "Zelig", è vero?
Ma quale rivalità con Zelig! Ma come si fa? Certo sappiamo che molti di loro vorrebbero venire da noi, ma purtroppo noi siamo già in tanti! No, dai a parte gli scherzi, siamo due spettacoli diversi, loro vanno avanti per la loro strada e noi per la nostra.

La donna, e la comicità: in televisione stiamo vedendo che è un binomio che funziona e ha funzionato in passato. Tu come lo vedi?
Lo vedo benissimo, siamo solo meno abituate a vedere la donna in comicità per un problema di ruoli codificati nei millenni. Anche perché generalmente la comicità sia maschile sia femminile è associata non all'estetica. Per esempio noi non ci siamo mai accorti che Jerry Lewis era un bellissimo uomo, però era un bravissimo comico. Per quanto riguarda le donne, da noi in questo momento donne come Franca Valeri, Luciana Litizzetto, Anna Marchesini stanno dimostrando che è possibile. Ci stiamo abituando a vedere donne in comicità. Ma è difficile perché ancora siamo legati all'immagine. Anche perché la scatoletta (cioè la tv, ndr) è immagine. La televisione si basa sull'immagine: innanzitutto vedi quello.

Quindi lo stereotipo è quello della donna che è bella e basta?
Sì, e (con sguardo ammiccante) io qui punto molto sulla bellezza!

Per conquistare un uomo conta di più la bellezza o la simpatia?
(ironica) La bellezza, per questo sono qui!

Ma tu come lo conquisti un uomo?
(sempre sorridendo ironica) Non sono molto pratica di questa cose.

Una battuta potrebbe essere un buon modo?
Aspetto che sia lui a farla, la battuta, poi io rispondo.

Ti senti comica?
Se mi sento comica? Ma quando mi guardo allo specchio più che altro mi trovo buffa! Comunque io non amo definirmi un'attrice comica, preferisco definirmi brillante. Ho sempre fatto ruoli brillanti, almeno così mi hanno detto che si definiscono.

Tornando un po' indietro, Hollywood Party non era una sorta di conduzione?
Li era una conduzione, è vero, però Hollywood Party aveva una matrice quasi da sit-com perché era tutto a copione, era come se noi recitassimo il ruolo di due conduttori in una cosa molto costruita molto prestabilita qui invece è anche molto d'impronta, questa è un po' la scommessa di questo programma, almeno per quanto mi riguarda

Una curiosità, come mai avete deciso di chiamarvi all'epoca "Broncoviz"?
Broncoviz deriva da un film di John Landis che si chiamava "Ridere per Ridere". Lo hanno visto in quattro, ma è un film assolutamente mitico, epocale dove viene citata una fantomatica casa cinematografica che si chiamava Samuel L. Broncoviz Pruduction. E noi eravamo, siamo, perché siamo ancora tutti vivi, cultori di questo "Ridere per ridere", una specie di sconclusionato, immaginiamoci il suo percorso cinematografico e "Ridere per ridere" era il suo secondo film.

Una domanda che non posso non farti: come è nato il personaggio di "Tuttapatata"?
(Ridendo) Tuttapatata è un "must"! Era un personaggio a cui io sono legatissima (con aria ironica, sorridente) perché anche l'altra sera, durante uno spettacolo un anziano, che era in platea mi ha detto: Tuttapatataaaa!". E io ho risposto: "non lo dica che non è bellissimo da sentire". Però ecco Tuttapatata era una specie di cartone animato per bambini, la sua immagine era assolutamente da Banda Bassotti, da supereroe alla Paperinik. Ecco Tuttapatata era come Paperinik. Ed era venuta dal gioco fra di noi. Era un'idea di Crozza (Maurizio, ndr), che ne ha poi pagate le conseguenze.

Tornando a te, tu sei anche una mamma, come riesci a conciliare il lavoro con la famiglia?
Con grande difficoltà. La cosa che i bambini piccoli, come sono i miei adesso (hanno 4 e 6 anni, ndr), mi costringe a fare è fare delle scelte. Se vale la pena si sceglie il lavoro. Se no c'è sempre prima la famiglia. Questa cosa per quanto mi riguarda valeva la pena e in più mi occupa fuori casa, perché io sono di Genova, non così tanto tempo, nel senso che poi io lavoro da casa con i miei autori, quindi riesco a conciliare facilmente le due cose. Quindi le scelte per me adesso vengo fate sempre in funzione della lezione di calcio o di nuoto dei miei figli.

Alice Voltolina

 

 
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