ROMA, 28 apr - Transessuale,
attrice,
parlamentare: ora anche
scrittrice. Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, non si nega proprio nulla. Esce per Bompiani, infatti,
Chi ha paura della Muccassassina, un libro che racconta la vita di Luxuria prima dell'impegno politico, quando le sue serate gravitavano attorno alla
discoteca romana Muccassassina, appunto, noto locale gay della Capitale, dove Vladimir(o) lavorava come art director («Meglio dire
door queen», confessa nell'intervista concessa a
Io Donna, il femminile del
Corriere della Sera).
La «door queen» Luxuria faceva la
buttafuori del locale: suo il compito di «tener lontani buontemponi e provocatori». Tutti quegli uomini, insomma, che «
vivono dentro un film porno».
Direttori di giornali,
calciatori, compassati padri di famiglia: Luxuria sa quant'è vasta la fauna degli
uomini in cerca di trans. Ma nomi vip non ne vuole fare, anche se lascia intendere che nell'ambiente circolano: «Tra noi parliamo - dice -. Se te lo dice solo una puoi diffidare, quando lo senti da più persone che non si conoscono tra loro...».
Nonostante un passato decisamente
bordeline, in tutti i sensi, una certa tendenza alla
spregiudicatezza e l'attitudine a stare al centro delle
polemiche, Luxuria si definisce una persona
pudica.
Non le va, per esempio,
di mostrarsi nuda: «È la mia parte bigotta - spiega -, anche in privato faccio fatica. Questione di insicurezza». Attualmente single in cerca di un compagno («Ho un obiettivo - dice l'onorevole 42enne -:
a 50 anni mi fidanzo. Ho la sindrome da Gina Lollobrigida», aggiunge).
Dando dimostrazione di un certo spirito («A sedici anni, a chi mi diceva "
Brutto frocio" rispondevo: "
Brutto a chi?"»), probabilmente ereditato dalla madre (saputo che Luxuria si era rifatta il seno, «mi ha chiesto: "
Hai fatto pure la convergenza?"»), Vladimir ha intenzione di utilizzare il seggio in Parlamento per fare il più possibile a favore dei transgender.
«A fine aprile sarà pronta la mia
proposta di legge per la
Piena cittadinanza delle persone transgenere: consentirà di modificare il nome sui documenti anche senza un intervento chirurgico - spiega -. Solo il 20% delle trans affronta il cambio di sesso». Una libera scelta? No, secondo Guadagno il problema è un altro.
«
La transizione costa: il cambio dei genitali è a carico del servizio sanitario nazionale; il resto, l'elettrocoagulazione della barba,
operazioni estetiche, dosaggi ormonali, è
costoso. A volte i genitori ti aiutano, altre volte ti cacciano di casa. Non resta che battere: la strada diventa l'unica strada». Da qui la proposta di mettere
a carico dello Stato anche gli interventi - come li ha definiti il ministro
Livia Turco - di «
armonizzazione del corpo».
Dal canto suo Luxuria, che non ha problemi di soldi, è ormai «
liscia per sempre»: «Ho fatto l'elettrocoagulazione, l'alone di barba proprio non potevo sopportarlo. E poi la luce pulsata per la peluria su braccia e gambe». E per essere "più donna", non risparmia in cure estetiche quotidiane.
Creme su creme, dunque: «Ogni giorno, tutte. È una goduria. Mi ricordano mia nonna Emanuela, curata, profumata come una rosa». Il resto lo fa un'
eleganza sempre più ricercata, considerata la sua nuova veste istituzionale: «Un conto sono le piume in scena, un conto è il Parlamento.
Mai la cravatta, però:
mi sentirei un travestito». (
Libero News)