ROMA, 29 apr - Lorenzo Crespi non ci riesce proprio a star tranquillo: anni fa, un
serio problema di salute alla schiena gli impedì di vestire di nuovo i panni del maresciallo Palermo nella fiction
Carabinieri, tuttora in onda su Canale 5. E la produzione non gli rinnovò il contratto nemmeno dopo, probabilmente anche a causa delle dichiarazioni di Crespi che, non condividendo il modo in cui il copione era stato trasformato rispetto alle intenzioni iniziali, parlò esplicitamente di «
truffa» ai suoi danni.
Appassionato di pugilato, non è nuovo anche a qualche pubblica scazzottata, sempre a fin di bene, a sentir lui: l'ultima volta è stato per difendere una donna aggredita in un parco. Ora però Crespi è di nuovo nell'occhio del ciclone. Pietra dello scandalo, la fiction
Gente di mare 2, che l'attore messinese ha abbandonato durante le riprese perché, dice, sarebbe stato
minacciato. Crespi avrebbe ricevuto già a gennaio una
busta contenente due proiettili: per due mesi, durante la lavorazione della fiction, l'attore ha girato
sotto scorta, fino alla decisione di lasciare definitivamente la serie tv.
Già dalle pagine del
Corriere della Sera, qualche giorno fa, il
produttore Carlo Degli Esposti aveva replicato alle denunce di Crespi: «È stato
protestato il 2 aprile dopo l'ennesimo abbandono ingiustificato della serie e rimosso per
gravi inadempimenti e
atteggiamenti non consoni perduranti dall'inizio delle riprese. Umanamente ci dispiace. Professionalmente siamo stati costretti per tutelare una bellissima produzione». Si è letto di una relazione burrascosa con l'attrice co-protagonista, di violenze nei suoi confronti, di improvvise fughe non giustificate, di ritardi dannosi e costosi alle riprese. Come stanno allora le cose?
Tocca ora a Crespi dire la sua: «Preferisco non dire dove sono in questo momento - ha dichiarato l'attore a
Tv Sorrisi e Canzoni -. Diciamo che sto in una città italiana per cercare di rilassarmi, senza farmi
sentire né vedere da nessuno. Ho anche spento il cellulare. Fino a venti giorni fa ero un
attore bravissimo e avevo un
ottimo rapporto con Degli Esposti - continua Crespi -. Ora, invece, lui dice che non sono mai cambiato, che sono sempre lo stesso. Ma io dico: possibile che mi ritenessi così inaffidabile quando mi hai fatto entrare a casa tua, con la tua famiglia, e mi hai trattato come un figlio?».
Circa i motivi per i quali Crespi sarebbe stato minacciato, lui stesso si dimostra perplesso: «Certo che me lo sono chiesto, ma ancora non ho trovato una risposta. Anche perché
in Calabria (dove si gira la serie,
ndr) non ho
mai avuto problemi, sono stato
trattato sempre
come un principe. E poi, quella è una terra che amo: mia madre è calabrese e, a 11 anni, mi ero persino trovato una fidanzatina che abitava a Vibo Valentia. Facevo l'autostop - racconta Crespi - per scappare da Messina e andare da lei. Il problema è che, se vivi in un ambiente ostile, impari a stare all'erta; quando invece ti trovi, come mi sono trovato io, in Calabria vai
nel panico più totale. Perché quella
busta può essere arrivata da chiunque, anche da chi ti sta sorridendo. Mi creda, questa storia mi ha fatto stare davvero male».
Quanto alla fama di attore capriccioso, violento con i colleghi e
aggressivo con le donne, Crespi nega tutto: «Sul set i malumori e i momenti di nervosismo possono capitare, soprattutto quando i tempi delle riprese sono stretti. Ma questo non vuol dire che uno sia violento. Per quanto riguarda le donne, se davvero uno come me, che pesa novanta chili e ha fatto pugilato, ne avesse
mai picchiata una, le assicuro che porterebbe ancora i segni. La verità è che io
le donne le ho solo amate. Ancora oggi ricevo sms da queste donne che avrei picchiato. Io credo che il problema sia un altro. Non si perdona che Lorenzo Crespi, uno arrivato dal niente,
dal 1996 a oggi non abbia
mai perso una serata televisiva. Quando sono andato in onda,
non mi ha mai battuto nessuno. Però l'
unico premio che ho ricevuto, nel
1998, è stato il
Globo d'Oro come migliore attore ma, ad assegnarmelo, è stata la
stampa estera». (
Libero News)