Bastardi solo fuoriA XFactor fa si raccontavano così
http://magazine.libero.it/speciali/x-factor-3-sanremo-morgan-maionchi-mori-facchinetti-amici-sp366/pg12.phtmlGli zuccherini dei Bastard....
XFactor, lo specialeI retroscena della nuova edizione


di Sara Gambèro
(A inizio intervista commento con Jacopo che la copertina del loro album sembra tratta da un libro di Mauro Corona. Lui capisce Fabrizio e mi toglie il saluto...)
Un bilancio di quest’anno da famosi: cosa avete perso e guadagnato
Jacopo: Per i bilanci meglio che parli Federico, il nostro "ragioniere"
Federico: Perso non saprei, forse un po' di tranquillità, ma credo sia normale.
Michele: Il contatto ravvicinato col pubblico, finora abbiamo suonato su palchi grandi e perdi quell’intimità che c’è nei locali piccoli.
Jacopo: Dove ti spaccano l’asta del microfono in bocca perché ti battono nelle aste!
E cosa avete guadagnato?
Fede: Conoscere molte persone dell’ambiente, capire come funziona il "giro", le robe del mondo musicale. E la possibilità di suonare e basta. Che è già una bella conquista.
Di cosa parla In stasi perpetua, quali sono i temi portanti?
Michele: La linea portante è più armonica che concettuale. Nell’album ci sono pezzi che vanno dal 2003 a maggio di quest’anno, pre e post XFactor. Non c’è un filo conduttore preciso. Ogni canzone ha una sua storia.
Jacopo: Noi avevamo già fatto due dischi autoprodotti, anche se questo è il primo distribuito da una etichetta importante e ne siamo molto orgogliosi, perché siamo riusciti a raccogliere quello che la maggior parte delle persone non ha potuto sapere di noi attraverso il programma. Era giusto quindi mettere dei pezzi della nostra storia passata, però rivisti con la maturità che abbiamo ora.
Avete detto: «Se non sfondiamo nella musica torniamo a “lavorare”». Fare musica non è un lavoro?
Fede: Torniamo a lavorare ma per permetterci di suonare! Non abbiamo ancora la certezza che questo possa diventare per noi un lavoro definitivo. Se non ci potremo vivere, continueremo a farlo la sera nei locali.
Jacopo: Come abbiamo sempre fatto, per duecento serate e passa…
Dove passato voi portate divertimento e scompiglio. Come l’altra sera a XFactor con i famosi zuccherini...
Jacopo: Quella è stata una goliardata, ma mi hanno detto tutti che era una cosa carina. Mi dispiaceva solo che la situazione fosse degenerata (erano tutti alticci, ndr), mi sentivo in colpa.
Cosa c’era dentro? Siate sinceri...
Ma niente, servono per la voce, davvero! È zucchero immerso nell’alcol puro con aromi, cannella, pepe, e quando ne mangi uno ti libera per un’oretta le corde vocali
Un difetto e una qualità di ognuno di voi?
Jacopo: Io non faccio niente di organizzativo, perché c’ho la memoria troppo corta. Quindi il mio difetto l’è nessun tipo di qualità a livello organizzativo. Però sono compensato da Fede che è bravissimo, da sempre è lui che pianificava le date dei concerti. Invece Vice (Michele) ha il difetto, che poi è anche un pregio, che non parla mai. Non si capisce cosa pensa. Però poi quando c’è da incazzarsi si incazza davvero e basta e avanza. Lo teniamo come arma di distruzione
Michele: Invece Fede, come diceva Jacopo, ha il pregio che è precisino e organizza tutto, però poi tutti devono seguire i suoi ordini.
Jacopo l’anno scorso diceva: "I jeans della Levi’s non li ho mai comprati perché costano troppo. C’è uno sfizio che vi siete tolti con i primi guadagni?
Jacopo: Io mi sono comprato una macchina. Di seconda mano. Anche se ho guardato sul libretto, l’è di quinta!
Fede: T’ha inculà
Jacopo: "Non è che m’ha inculà. L’è di quinta man. Ghe scrit su tut, kilometraggio di volte in volte e l’ha tenuta ferma il proprietario. I g’ha fat 300 km" (alcune espressioni sono volutamente tenute in dialetto per rendere meglio il concetto... ndr). È una macchina d’epoca, del 1977, l’ho comprata per 4000 euro. Cercavo una macchina economica
Fede: Io mi sono regalato computer, telefonino e televisione.
Ce l’avete le groupies che vi seguono?
Jacopo: Sì, abbiamo due tipi di fan che ci seguono: quelli che l’hanno fatto fino a XFactor, i nostri amici, che ci seguivano nei week end in Trentino ma che lavorano e non hanno più il tempo per farlo. Poi ci sono i ragazzi della community, dei veri appassionati, che hanno il tempo per seguirci sempre. Ci difendono a spada tratta, soprattutto nella rete.
Siete molto legati alle vostre radici, alla "valle". Facchinetti ha raccontato che questa estate, tra un concerto e l’altro, tornavate sempre a casa
Jacopo: Ma tornavamo a casa per lavorare. Perché lo studio è in Trentino. Se avessimo potuto stare al mare due o tre giorni, figurati se non ci andavamo.
Ma se vi chiedessero di trasferirivi definitivamente in qualche grande metropoli, magari a Londra o Los Angeles, per proseguire la carriera, abbandonereste il vostro Trentino senza batter ciglio?
Jacopo: Ma questa cosa non la capisco! Se mi dessero delle valide motivazioni percui lasciare definitivamente il Trentino, ok. Ma a cosa serve staccare del tutto? Se hai bisogno di stimoli culturali puoi farti un viaggio o leggerti dei libri. Ma poi si può sempre tornare a casa.
Vi rifiutate categoricamente di cantare in playback. Perché?
Michele: Siamo una band che ha sempre suonato dal vivo e ha gusto a farlo, ci sembra una pazzia cantare in playback. Perdi il divertimento
Jacopo: È come il gioco di un equilibrista. Che se è tenuto su da una corda e sta in equilibrio con l’aiuto di quella a te vien da dire: perché me lo fa vedere? Son capace pure io di farlo così! Invece noi non cantiamo mai per finta, nel bene e nel male. Perché se uno sbaglia, pazienza, può capitare. Noi non vogliamo prendere in giro nessuno, perché tanti non se ne accorgono gnianche, non ci fanno caso, ma io sì. E non voglio che pensino di me quel che penso io di chi suona in playback
C’è una cantante con cui vi piacerebbe duettare?
Jacopo: Oddio, com’è si chiama…c’è qualcuno, ma non ricordo il nome!
Fede: Cristina Donà
E un uomo?
Jacopo: Più che a cantanti singoli, mi viene da pensare a gruppi. Abbiamo già cominciato una collaborazione felice con i Rezophonic. però io non capisco perché si fanno tutti sti featuring. Magari non si conoscono gnianche! Finora a parte i progetti benefici non ci abbiamo mai pensato. Deve esserci una idea figa sotto per collaborare con qualcuno.
Siete rimasti in contatto con qualcuno dei vostri ex compagni?
Michele: Questa estate abbiamo fatto il tour insieme
Jacopo. Ora ci mandiamo qualche messaggino, ci siamo scambiato i complimento per i lavori fatti, ma tutti hanno da fare, cercare di organizzare qualcosa è dura
Si discute sul fatto che a XFactor i cantanti di Morgan vadano avanto grazie al suo essere personaggio. E per questo motivo quelli di Mara abbiano meno fortuna. Siete d’accordo?
Jacopo: Penso che il pubblico sia in grado di valutare i cantanti senza farsi condizionare dalle opinioni dei giudici.
Mi dite cosa c’è realmente nei "succhini" di Morgan?
Jacopo: Solo succo e red bull, davvero!.
L’altra sera Tommassini ha detto che se si fanno uscire quelli discograficamente più pronti (la giustificazione di Mara nell’eliminare Sofia, ndr), poi finisce che non vincono i più bravi
Fede: Ma la Mara ha dato quella motivazione per eliminare Sofia perché doveva dire qualcosa. Se dici elimino questo e non lo spieghi sei una merda perché non l’hai motivato, se lo dici sei criticato comunque. Comunque fai c'è sempre polemica...
Jacopo: Comunque era vero che Noemi quando è uscita l'anno scorso era effettivamente discograficamente strapronta: dopo sette giorni aveva pronto l’album. Altro che matura, era una prugna marcia!
Chi vincerà quest’anno?
In coro: Marco
Siete ancora fidanzati con quelle “morose” che vi mancavano tanto a XFactor?
Jacopo: Sì. Ma non dire "quelle", dai….
Se mi dici come si chiamano, le posso chiamare per nome...
Jacopo: No no, va bene così
Michele ha detto che tra le sue passioni c’è andare al bar perché "socialmente produttivo"...
Michele: Noi viviamo in paesi piccolini, e non è che la sera si va al cinema o al teatro
Jacopo: il cinema più vicino è a Trento!
Fede: Per andarci devi prendere la macchina e se sei minorenne o ti porta qualcuno o non puoi, perché l’ultima corriera è alle sette!
Michele: Poi concerti non ne fanno, feste solo qualcuna d’estate, quasi sempre in baita. Capisci che l’unico movimento è nei pub, nei bar di paese. Se vuoi andare a chiacchierare vai lì.
I tre aggettivi usati per descrivervi quando siete entrati a XFactor: "rampanti, superock e rurali". Sono ancora questi?
Jacopo: Nella goliardia in cui sono stati detti, son sempre quelli.
E lo slogan è sempre: "Chi l’ha duro la vince?"
Jacopo: Ma queste son tutte robe che ci hanno chiesto quando eravamo entrati nel programma e abbiamo detto soltanto puttanate. Mica robe serie! Non abbiamo slogan
Fede: Mica potevamo dire: "Crederci sempre, arrendersi mai!" Ma per favore...
Bastardi solo fuoriA XFactor fa si raccontavano così
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