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Finizio, soprattutto l'amore

Notizia del 14 agosto 2010 - 10:30

L'artista napoletano ci parla del suo ultimo cd "Regalarti l'anima". La carriera, l'impegno sociale e la sua amatissima terra

di Daniele Passanante

Cantanti come Gigi Finizio non possono vivere senza Napoli. Una città che è fonte di creatività ed energia. E la musica neomelodica dei cantautori partenopei non a caso ha radici comuni. Amore soprattutto, ma anche storie legate al sociale.

Ci parli un po' del mestiere del cantautore?

Non so se tu sei documentato su di me. Faccio questo da quando avevo 9 anni, quando mi sono iscritto alla Siae. Ho fatto una ventina di album, poi nel 1995 ho fatto Sanremo. La mia vita quotidiana è legata alla musica e a quello che succede nel sociale. Il mio argomento è l'amore e cerco di miscelarlo con le situazioni sociali. Mi proposero di fare questo progetto non proprio legato alla mia musica ma alle situazioni dei quartieri di Napoli e mi sono sentito protagonista di un messaggio forte. Oggi sono tornato sui miei passi con il mio ultimo album che mi identifica maggiormente e si chiama Regalarti l'anima. Adesso siamo impegnati nonostante la crisi, in un tour estivo che ovviamente mi vedrà in alcune piazze di mare. C'è una rassegna alle Ville vesuviane, ci sono date in Sicilia e in Sardegna. C'è la Russia a gennaio, andrò a San Pietroburgo al teatro dell'Opera in una specie di Festival con i cantanti russi e ci sarei solo io come italiano. Insomma la vita di un cantautore è molto articolata.

Di recente hai collaborato con Ramona Badescu, canti nel suo disco Jumi Juma di canzoni metà rumene e metà napoletane. Andrai anche in tournée in Romania o in altri Paesi dell'Est?
Sono già stato in Romania con lei alla presentazione dell'album. Ho fatto Resta cu'mme di Modugno, l'ho cantata qualche anno fa a Milano con Mike Bongiorno, siccome mi è molto congeniale come stile e abbiamo deciso di farla insieme. Questo album è legato a un'idea di contaminazione. Questa etnia che si sente negli strumenti mi ha preso molto. Siccome sono un musicista mi piaceva questa cosa.

Porti sempre avanti i tuoi progetti nel sociale?
Sicuramente, sono uno molto disponibile. Sento nell'anima questo dono che ho ricevuto dal Signore, poi è diventato un lavoro, ma cerco di farlo senza trascurare l'idea che sia un dono. Questa è una cosa che senti, molto spirituale come situazione. Appena mi si presenta una situazione sociale mi ci butto.

Che fine hanno fatto i ragazzi di Scampia che ti eri portato a Sanremo nel 2006?
Erano legati a un progetto di Raitrade. Volevamo scegliere i ragazzi di un progetto musicale, ma era difficile trovarne 18 di una sola scuola che lo facessero. Abbiamo cercato di mettere dentro loro perché già facevano parte di un progetto. C'eravamo io, Fiorello e Giancarlo Giannini. Mi sono prestato con tutta l'anima e il corpo, ma essendoci in mezzo Raitrade non si è capito più niente dopo. Li ho curati fino a un certo punto poi li ho persi di vista.

Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Gigi D'Alessio, Pino Daniele e molti altri. Con chi vorresti ancora cantare?
Con Baglioni sicuramente perché ha fatto parte della mia vita e poi lo stimo molto come persona. È uno degli artisti che considero più sincero e vero. Mi manca Renato Zero che è un carissimo amico e che molte volte mi telefona anche per farmi fare interviste su Radio Rai. È uno che ha capito molto la mia anima. Vorrei cantare nuovamente con Giorgia e penso anche a un cantante americano. Osando, sinceramente mi farebbe piacere fare un duetto con Stevie Wonder o se dovesse essere una donna con Mariah Carey o Céline Dion. Ho fatto un duetto straniero in una canzone latina con Marcela Morelo, una cantante messicana.

C'è un'immagine sul tuo sito in cui sei in una terrazza con una vista splendida del mare. Sei a casa tua?
È la mia Napoli, sì, sono a casa mia.

Ci racconti un aneddoto della tua carriera?
Quando Pippo Baudo mi fece duettare con Giorgia in un top festival a San Remo. Mi ricordo che Giorgia in quell'edizione non era uscita con un disco. Quindi Baudo la chiamò e le fece fare una sorta di valletta o presentatrice della trasmissione. Io mi trovai lì su richiesta di Baudo cantando un pezzo napoletano che era Io te vurria vasà e la cantammo improvvisando del tutto, a cappella. Mi ritrovai nel retro del teatro alle prove con Giorgia che masticava pochissimo il napoletano e io che per la prima volta mi trovavo a duettare con lei. Alla fine Baudo applaudì. Ci fu una sinergia particolare tra noi.
 

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