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Giulio, il nuovo Mister Gay Ai Vip: "Fate coming out"

Notizia del 7 settembre 2010 - 09:00

Ce l'ha coi politici ("che prendono i nostri voti ma poi non ci aiutano") e con chi non ha il coraggio di uscire allo scoperto. Per esempio i calciatori

di Barbara Del Pio

Giulio Spatola, 26 anni è il nuovo Mister Gay. Toccherà a lui rappresentare il mondo lgbt fino al 2011. Palermitano residente a Roma, neolaureato in cinematografia e già regista di un cortometraggio. "Avevo 13 anni quando i miei genitori entrarono in camera mia e mi videro baciarmi con un ragazzo - ha raccontato - Da allora fui costretto a fare il giro degli piscologi fino a quando sono diventato maggiorenne e ho potuto condurre finalmente la mia normalmente".

Appena indossata la fascia hai gettato
nello stagno due sassoni. Partiamo dall'appello ai personaggi famosi che sono gay ma non lo dicono. Ti sarà capitato di parlare con qualcuno di loro: perché questo coming out non arriva?
È molto semplice. Alla base c'è l'egoistica paura di perdere consensi da parte delle masse, quindi un danno economico soprattutto nel caso dei cantanti o la più generica paura di perdere il posto di lavoro. Parlo di sportivi, attori, registi e gente di spettacolo in toto. O ancora la paura di perdere potere. E qui non restano che i politici.

Alternative?
Chi ha avuto il coraggio di parlare liberamente della propria sessualità non è stato trattato coi guanti. Le castrazioni sono reali, vedi il caso di Fabio Canino e del suo programma di successo Cronache Marziane scomparso nel nulla. Spero che le cose cambino. Se posso fare una citazione cinematografica - mi sia concessa la deformazione professionale - ricordo il film "Queen of the Damned": «Rivelatevi, rivelatevi, chiunque voi siate!».

Anche Cecchi Paone ultimamente ha invitato qualcuno a uscire allo scoperto. Renato Zero ha ri-dichiarato di amare solo le donne, Tiziano Ferro - come sempre - non ha replicato. Ricky Martin si è dichiarato omosessuale dopo anni di silenzi. Questi sono i Vip, la gente comune come è messa?
Non trova il coraggio per dichiararsi anche perché ha pochi esempi da seguire. Se ci supportassimo l'un l'altro, se ci facessimo forza a vicenda e dimostrassimo che non siamo poi così soli come si crede, allora molta più gente riceverebbe quegli stimoli necessari a un passo così importante come il dichiararsi pubblicamente.

Altra frase-bomba tua: "I politici prendono i nostri voti ma poi non ci aiutano". Dicci due o tre cose - urgenti - da cui si potrebbe cominciare
L'urgenza semmai sta proprio nel cominciare. Bisognerebbe ricordarsi ogni tanto che la comunità lgbt è composta da esseri umani e non da alieni provenienti da UrAno (altra citazione da "Priscilla, la regina del deserto", ndr) con l'intento di depredare il pianeta Terra (che poi si chiama anche Gaia o sbaglio?). In quanto esseri umani pretendiamo non solo gli stessi doveri, ma anche gli stessi diritti della comunità eterosessuale: dal riconoscimento come singolo individuo alla possibilità di metter su famiglia, quindi la libertà d'adozione e, perché no, la possibilità di procreare in vitreo e avere un figlio geneticamente proprio. Uguaglianza: questa è l'unica vera urgenza.

La dedica "alla coppia gay maltrattata dal carabiniere omofobo". Gli ultimi fatti di cronaca raccontano di una situazione allarmante. Qual è la tua percezione?
Penso che sia una triste realtà. Quando arrivai a Roma, circa sette anni fa, non si sentivano tutte queste storie di violenza omofoba. Lasciavo Palermo, che mi appariva tanto arretrata e (omosessualmente) primitiva, per una città dalla mentalità più aperta. Oggi, paradossalmente, mi sembra il contrario: Roma ha fatto tanti passi indietro aggiudicandosi il primato in fatti di cronaca omofoba mentre la Palermo gay si è emancipata, c'è più interazione tra gay ed etero - lo vedo dalle serate in disco sempre più miste - e non si registrano atti di violenza o almeno non con la stessa intensità e frequenza del resto d'Italia. Non resta che sperare che le cose migliorino.

Qualcuno dice che, soprattutto in certi ambienti (moda e tv prima di tutto) "essere gay fa figo". È così?
Trovo un po' ridicola questa affermazione. Magari essere gay bastasse ad essere fighi, ma purtroppo servono ben altre credenziali per quello...

In altri invece (il calcio per esempio) resta un tabù assoluto
Un tabù ampiamente denunciato dalle tante testimonianze di "marchette" che abitualmente frequentano i calciatori nei loro hotel tra una partita e l'altra. Essere gay non sminuisce affatto la virilità o la prestanza fisica. I calciatori potrebbero essere un ottimo esempio di questo se solo decidessero a dichiararsi.

L'Italia, in fatto di omofobia, è messa tanto di peggio di altri paesi?
Non abbiamo la pena di morte per l'omosessualità, questo è vero, ma questo non basta certo a fare di noi un Paese "maturo". È ancora tanta la strada e per fortuna abbiamo gambe forti.

Dovrai rappresentare il mondo lgtb per un anno. A proposito di "icone". Ultimamente, mi riferisco al GF, alcuni gay hanno fatto discutere: l'immagine "urlante" che trasmettevano non è piaciuta al mondo omosex. Ti trova d'accordo?
Penso che i media, per anni, abbiano insistito troppo con l'immagine stereotipata del gay. La comunità lgbt, come quella etero del resto, è molto variegata e ritengo che la gente abbia diritto e "bisogno" di conoscerla in tutte le sue sfaccettature. La stessa comunità gay ne gioverebbe perché questa "pubblicità selezionata" che si è fatta di noi ci ha spesso portati a non riconoscerci e quindi a creare una spaccatura al nostro interno: una frattura che non aiuta di certo la nostra causa.

È vero che Paola Perego ti ha confessato che sarebbe fiera di essere tua mamma?
Sì, e lo sarebbe stata di tutti i concorrenti molto giovani che hanno partecipato al concorso insieme a me. È stata una madrina veramente gradita, simpatica e molto sincera nelle sue affermazioni. Un atteggiamento lodevole ed esemplare da parte di un personaggio pubblico. Speriamo che il suo non resti un caso isolato e possa essere l'inizio di un cambiamento.

 

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