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«Paola, non essere gelosa»

Notizia del 2 giugno 2009 - 09:30

La fidanzata di Juri Magliolo è arrabbiata. Colpa di certi commenti su Facebook. Ma il terzo classificato di x-Factor non ha dubbi: è lei la ragazza che "gli fa spaccare il mondo"

di Alessandra Del Re

«Non voglio bruciare le tappe, perché è ciò che vorrei fare nella vita. Sostanzialmente facevo musica prima, e lo faccio anche adesso. Solo che prima ero solo, ora sono "accompagnato". Ero più spaventato quando non avevo nessuno con me. Adesso ho tanta gente che mi supporta, mi sostiene ed è interessata a me». Così Jury Magliolo, bresciano classe 1986, ci racconta la sua esistenza post X-Factor. Il diamante grezzo di Simona Ventura, terzo classicifato nel talent show di Rai2, ha da poco pubblicato il suo ep "Mi fai spaccare il mondo", che prende il titolo dall'inedito dedicato alla fidanzata Paola. Che è piuttosto arrabbiata. Scopriamo perché...

Cos'hai fatto appena rientrato a Bovezzo?
Ho festeggiato con gli amici, ho suonato. Mi hanno organizzato una sorpresa. Tutti conoscevano la canzone perfettamente, non avevo neppure bisogno di cantarla! Sono rientrato come rientra uno dalla guerra (ride). È stata una cosa molto epica

Qual è l'insegnamento più grande che ti ha dato X-Factor?
Ho imparato a stare sul palco senza uno strumento. Ero abituato ad avere la chitarra o il piano, mentre lì ero "nudo". Ho cercato di trovare il modo giusto di comunicare con microfono, farlo con uno strumento è più semplice. Ho imparato tanto da Luca Tommassini. Simona Ventura mi ha insegnato come affrontare le sfide. Il vocal coach Stefano Magnanensi è stato importante per la preparazione vocale, che non è tanto come cantare ma come concentrarsi, la preparazione musicale totale piuttosto che la voce. La cosa bella di X-Factor è che i vocal coach ti preparavano sull’interpretazione, sui testi, sull’intonazione.

La sfida più difficile?
Cantare "A te" di Jovanotti: è stata la prima difficoltà vera che ho incontrato. Ci vuole un’esperienza incredibile per cantarla. Sembra facile, alla portata di tutti, ma in realtà non era così. Ci ho lavorato molto, in tanti mi hanno fatto i complimenti ma mi hanno fatto anche molte critiche. Un altro pezzo difficile che mi ha portato al ballottaggio è stato "La musica che gira intorno" di Ivano Fossati. Ma ci ho messo sempre le palle in quello che ho fatto.

E il duetto con Ambra Marie?
"Life on Mars" di David Bowie è uno dei miei pezzo preferiti. Per me è un’opera incredibile! Alcuni dei miei brani prediletti non li avevo mai cantati prima di X-Factor, perché sono talmente belli per me che non me la sono mai sentita di cimentati in una sfida del genere. Non mi sentivo all’altezza, e lo stesso valeva per "Life on Mars". L’impresa risultava più semplice se qualcuno mi dava una mano, e infatti il duetto con Ambra Marie è uscita una figata. Se l’avessi fatta da solo non sarebbe stata così bella.

Un segno di pace tra Bergamo e Brescia...
Fra Bergamo e Brescia e anche tra i concorrenti. Non c’è concorrenza! La musica non ti deve separare.

Sei in contatto con gli altri concorrenti?
Ora no, perché dopo due mesi e mezzo insieme ci dobbiamo disintossicare. Ma abbiamo in progetto di rivederci. C’è un tour in programma, qualcuno è già stato invitato, io ufficialmente non lo so. Le uniche cose che sto facendo adesso sono eventi di beneficienza, purtroppo o per fortuna, come lo SmAil di Brescia, organizzato da Francesco Renga.

Com'è che hai deciso di partecipare a X-Factor?
Sono stato spinto dai miei amici. Io guardavo il programma ma non lo seguivo attentamente.Poi ho visto i provini su YouTube mi sono reso conto che valeva la pena di tentare.

Inseguite i concorrenti di Amici nei primi posti delle classifiche. Pensi che abbiano qualcosa in più di voi?
Assolutamente niente. Loro escono da un talent show, come noi. Loro hanno inediti, noi abbiamo degli inediti. Questi inediti noi li abbiamo scritti personalmente, loro non so, non mi sono informato. Forse il valore aggiunto è questo. Noi veniamo dal palco. Mi informerò per sapere da dove vengono anche gli altri. Però è brutto dire che noi abbiamo qualcosa in più, perché in fondo loro sono sopra di noi in classifica. Ma non c’è problema.

Il momento più duro da recluso nel loft?
Non credevo di arrivare così avanti, e più andavo avanti mi aspettavo di essere messo alla prova. Gli altri erano delle colonne portanti, io sono arrivato in corsa. Mi dicevano tutti: anche tu avrai il tuo momento di crisi prima di arrivare in finale. E io niente. Alla fine senza cellulare, senza internet, senza tv, lontano da casa, sono andato in crisi pure io! Un po' mi ci hanno mandato, eh.

Cosa ti è mancato di più?
La mia ragazza (Paola, ndr)

E' felice per te?
Sì. Ora un po’ meno. È incazzata per alcuni commenti che ci sono su Facebook. Non sono commenti delle fan: è roba vecchia. Lei è molto orgogliosa di me. Se mi ha aspettato due mesi e mezzo senza sentirmi mai neanche al cellulare vuol dire che saprà capace diaspettarmi per tutta la vita. Sa che questo è ciò che voglio fare, e crede in ciò che faccio. Sto leggendo un quadernetto che mi ha scritto giorno per giorno nel periodo che siamo stati lontani, come ho fatto io, e mi rendo conto che è stato difficile per lei. Ma credo di averla in qualche modo premiata con "Mi fai spaccare il mondo": dice che ci devi credere nel tuo sogno ma è importante avere il sostegno della persona che ti sta accanto.

Se Simona non ti avesse ripescato?

Il mio sogno l’avrei inseguito anche senza il programma. Sicuramente mi sarei dovuto dare più da fare. Avrei finito di scrivere e registrare il disco. Ci avrei riprovato.