Con un corpo come il suo poteva fare un sacco di cose. Magari sistemarsi con un produttore, come le avevano suggerito in molti. Carmen Russo, una trentina di anni fa, scelse una strada diversa. Bomba sexy sì, ma alle sue condizioni. Perché mamma e papà le avevano insegnato a camminare a testa alta. Tutto questo Carmen lo racconta tra le pagine de
La mia nuda verità (Armando Curcio Editore). I successi, il grande amore (la corte sfrenata e il sesso a tutta velocità), il figlio che non è (ancora) arrivato, una carriera costruita a fatica un passo di danza dopo l'altro. I mille pettorali e una preghierina ogni sera per far crescere il seno. Prima che esplodesse per conto suo. Il primo strip televisivo a 19 anni e quel patto di sangue col marito. E poi Berlusconi, le colleghe ingombranti, qualche attenzione di troppo stroncata sul nascere e quel tarlo sulla fedeltà di Enzo Paolo mentre lei era all'
Isola dei Famosi. Nel dubbio, tanto per capire il personaggio, gliel'ha fatta pagare comunque.
Lei si sente una primadonna, lo dice e lo scrive. C'è stata una rivale?
Diciamo che se a un certo punto spunta un'altra primadonna, vieni messa da parte o in secondo piano per forza di cose.
Parliamo di...
Lorella Cuccarini. Io ero la protagonista di Canale 5 con programmi come Drive In, Risatissima, Grand Hotel. Poi è arrivato Pippo Baudo e ha imposto lei per i ruoli più importanti. Senza polemica, ma è storia.
Viceversa, c'è un'erede di Carmen Russo in giro?
Io ho rappresentato un certo tipo di artista in un particolare tipo di televisione. Che non c'è più. E lo dimostra il fatto che il pubblico è ancora affezionato a me. Non vedo un'erede perché non vedo più il ruolo.
Infatti Antonio Ricci, che l'ha inventata e amata, adesso sforna Veline
Ricci ci vede lungo. Una volta capito che il vento era cambiato, ha sterzato sulle Veline. Cioè una specie di caricatura.
Qual è la follia più folle che ha fatto per Enzo Paolo?
Non è che ne ho fatte tante ("E non le fara mai", interviene lui). Anzi, sì: cercare di mantenere in piedi un rapporto d'amore in questo ambiente.
Una follia che più saggia non si può...
Abbiamo fatto sacrifici e rinunce, ma alla fine si è premiati. È più lui che ne ha fatte. Per esempio quando corse da me in moto, fino a Madrid, in una sola notte, per accertarsi che stavo bene dopo un piccolo incidente a Samanà, durante l'edizione spagnola dell'Isola dei famosi. Siccome nessuno gli dava notizie al telefono, andò direttamente in studio.
Capitolo gelosia. Nel libro racconta di un fotomontaggio che creò il panico in casa Russo-Turchi, con urla e minacce. In quell'occasione il gelosone era suo marito. E lei, mai fatto scenate?
Lui è popolare, è simpatico, è napoletano e piace. Io mi accorgo che gli sguardi delle donne certe volte vanno oltre, lui è maschietto e non si può tirare indietro. In questi casi mi faccio spazio e parlo con le donne.
Ci parla e basta?
Certo, parlo di lui e comincio a elencare i suoi difetti.
Quindi nessuna sceneggiata... "napoletana"?
Sì, una c'è stata, quando sono tornata dalla prima Isola. Perché secondo me in quel periodo ha fatto un po' il bricconcello. E comunque, nel caso, gliel'ho fatta pagare.
Lei scrive: "L'importante è non dare l'idea di essere disponbili". Da quante mani fuori posto si è dovuta difendere?
Non tante. Sapevo di avere un fisico molto esplicito, mi mettevo sulla difensiva e precludevo qualsiasi possibilità. Io non mi volevo nascondere ma volevo fosse chiaro che non ero disponibile. Ecco perché mi sono fatta un... diciamo ho fatto tanti sacricifi, ché è più elegante, per crearmi una professionalità al di là dell'aspetto fisico. Anche se molti mi dicevano di fragarmene, fare la bonona e trovarmi un produttore da sposarmi.
Cosa pensa quando sente dire che una donna che veste in modo troppo provocante induce in tentazione e quindi non può lamentarsi se riceve qualche attenzione di troppo?
Rabbia, perché di fronte a un fatto grave come una violenza non si può ribaltare la questione sulla vittima. Anche ci fosse un concorso di colpa, è più colpevole chi usa la violenza. Posso però dire che certe donne, con superficialità, non si rendono conto che vestirsi in un certo modo può far scattare certi istinti e creare problemi.
Apro e chiudo il capitolo sul suo desiderio di maternità...
Grazie. Quasi mi pento di averne scritto, ma l'ho fatto perché veniva dal cuore. Ma da qui a parlare solo di quello ce ne corre. Sembra che nel libro non ci sia altro.
Infatti io volevo solo sapere se si è data un termine prima di arrendersi al destino
No, perché per me la speranza di fare un figlio deve rimanere sempre accesa. Anche perché psicologicamente significherebbe dire che più non c'è niente da fare. Spero di avere ancora un po' di tempo per affrontare questa situazione. È un punto dolente però, il pensiero con cui mi addormento la sera. E me ne faccio una grande colpa.
Lei è stata una colonna portante della domenica della Perego. Cosa ne pensa di quella della D'Urso e, poi, potrebbe succedere che la vedremo al suo fianco?
Io credo di stare molto bene nella domenica pomeriggio in tv. Perché il pubblico è familiare e mi segue da molti anni. Nel 1992 facevo Domenica In, balletti da 8 milioni di spettatori e il gioco del cane che era diventato un cult. Ringrazierò sempre la Perego per avermi dato quella visibilità. Solo che oggi c'è il Grande Fratello, che è un programma della rete, di cui bisogna parlare. La Perego lasciava più spazio anche per altro, per problematiche sociali non da poco.
La pagina dei ringraziamenti è pienissima. I nomi non sono in ordine alfabetico. Il primo è Silvio Berlusconi. Gli deve così tanto?
Ho dato i nomi e li hanno messi così. A parte il primo, appunto. Se non ci fosse stato Canale 5 io forse non sarei mai nata, non ci sarebbe stato Drive In. Avevo già fatto tante cose in Rai ma non avrei mai potuto aspirare al sabato sera. Berlusconi stima molto me e mio marito, ci ha detto che siamo un esempio per gli italiani. Forse perché si rende conto della difficoltà di avere dei rapporti.
Appunto. In che rapporti è oggi col premier?
L'ho incontrato varie volte, in campagna elettorale e a Porta a Porta. Magari potessi incrociarlo più spesso (ride di gusto, ndr) ma penso che lui, e i fatti lo dimostrano, sia molto impegnato (altra risata, ndr).
Anche lei rivede nel Berlusconi di oggi lo stesso piglio dell'editore che ha conosciuto vent'anni fa?
Sicuramente non si è montato la testa, è sempre uguale. La sua classe, il suo stile sono sempre quelli. È un grande artista, ha estro e intuito.