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«Marco, occhio al successo»

Notizia del 19 febbraio 2009 - 09:04

Luca Jurman per Sanremo consiglia all'ex pupillo Carta di «non farsi stritolare dalla macchina produttiva». E su Amici: «Fa bene alla musica e grazie al successo e all’attenzione suscitata nel settore dà concrete possibilità di lavoro ai ragazzi»

di Sara Gambèro

In un momento in cui Amici è al centro delle polemiche, vuoi per l’incredibile vittoria di un programma come Dimmi la verità in termini di ascolti, vuoi per i battibecchi a distanza De Filippi- Ventura, vuoi per le solite critiche sulla eccessiva litigiosità di ragazzi e professori – sottolineata anche dall’ospite della scorsa settimana Laura Pausini- Luca Jurman, professore di canto della scuola, dice la sua. «Amici è un programma che, grazie al successo cresciuto anno dopo anno, fa bene e serve alla musica. I ragazzi che arrivano hanno un livello sempre più alto e al termine del programma vengono offerte loro, grazie alla sinergia creata con le più importanti case discografiche, concrete possibilità di lavoro». E sull'ex pupillo Marco Carta: «Se posso dargli un consiglio, è importante che faccia attenzione a non farsi risucchiare dalla macchina del successo».

Partiamo secchi: su quale ragazzo punti di più quest’anno?
Su chi punto si è capito fin dall’inizio, perché abbiamo avuto la possibilità di scegliere chi seguire. Quest’anno comunque si sono presentati ragazzi con un livello molto alto.

Più dello scorso anno?
Non si può paragonare, diciamo che è cresciuto il successo di Amici nel settore musicale. Siamo onesti, questo programma dà ai ragazzi la possibilità di avere uno sbocco concreto. E lo fa grazie soprattutto all'attenzione crescente da parte degli addetti al settore..

Come rispondi alle polemiche sull'eccessiva litigiosità e sul vostro schierarvi a favore di questo o quall'altro, alimentando anche alcuni atteggiamenti irrispettosi dei ragazzi? (vedi recente polemica di Laura Pausini, ndr.)
Ma questa è una realtà esistente in tutta Italia, in ogni scuola. Quando uno vuole imparare qualcosa, sceglie quali corsi frequentare e ha ben chiaro in testa con chi vorrebbe lavorare. Anche ad Amici i ragazzi, nel momento in cui entrano, hanno già le loro preferenze. Poi certo può capitare, come nel caso di Daniela e Steve, che questa collaborazione allievo-insegnante si rompa per determinati motivi. Ma è giusto che ciascun ragazzo faccia le proprie scelte.

Come è cambiata la tua carriera con la popolarità di Amici? Hai anche pubblicato un disco
Il disco non è stato il mio primo, in realtà. Diciamo che si è "distribuita" la mia popolarità ad un pubblico misto, più eterogeneo, che va dal giovanissimo all’anziano. E questo mi ha dato la possibilità di far conoscere il mio pensiero sull’arte. Continuerò a fare con entusiasmo il mio lavoro, che mi porta via tanta energia perché mi costringe a dividermi tra Roma e Milano, dove ho una scuola in cui insegno il mio metodo, il Vocal classes. Tutto questo è molto impegnativo, significa dormire poco e lavorare sempre! Ma va bene così.

Il tuo sistema Vocal classes: ce lo spieghi in maniera semplice?
Diciamo che avendo avuto la fortuna, grazie al mio lavoro da vocalist e producer, di girare il mondo e studiare le varie tecniche, ho potuto mettere a punto un metodo che potesse aiutare a creare qualcosa di importante per i giovani. Il fatto per esempio di fargli fare attività fisica non è un mio schiribizzo, ma una cosa che esiste da anni, solo non è conosciuta. E l'importanza di seguire una alimentazione corretta per la performance non è una mia invenzione, è una educazione che il cantante dovrebbe avere. Si tratta solo di istruire e far conoscere anche al grande pubblico queste cose. Magari uno inizia questa carriera pensando di possedere una voce forte e potente, poi esercitandosi con un lavoro pesante e costante può ritrovarsi ad avere dei problemi. Bisogna mantenere lo strumento in funzione con la ginnastica, una buona alimentazione e una corretta respirazione. Il tutto applicato alle regole della musica, ovviamente.

Quest'anno il tuo ex pupillo Marco è a Sanremo. Avete mantenuto rapporti?
Cerco di mantenere sempre rapporti professionali con tutti i ragazzi con cui lavoro. Non a caso Marta e Cassandra (Amici 2007/2008, ndr) frequentano la mia scuola, perché ho dato loro una borsa di studio lo scorso anno. Marta dopo una serie di provini è entrata a far parte di un musical, è la protagonista femminile di Peter Pan. Cassandra sta studiando molto e si sta preparando per la sua carriera. Lei ha una vocalità molto particolare, che le potrà dare grandi soddisfazioni. Marco lo stiamo vedendo tutti dove è arrivato.

Ma continui a seguirlo?
Appena mi è possibile, perché lui ora ha una casa discografica cui deve rispondere, c’è tutto un "management" dietro. Ormai è entrato appieno nel meccanismo. Ciò che posso fare, se lui mi chiede dei consigli, è di dirgli di fare attenzione, di non farsi stritolare dalla macchina del successo.

Chi ha la voce più particolare ad Amici?
C’è una larga scelta, perché a differenza dello scorso anno ognuno ha una sua precisa collocazione discografica: Alessandra è senza dubbio quella che ha il timbro più "riconoscibile". Valerio Scanu ha una vocalità veramente notevole per una ragazzo di soli18 anni. Silvia è un talento da canalizzare ma forte. E poi c’era Jennnifer, entrata per ultima e già eliminata, che era molto brava e ho avuto modo, seppur in poco tempo, di scoprirla con sorpresa giorno dopo giorno. Anche Luca Napolitano ha un timbro molto particolare e poi c'è Mario, cantautore che scrive molto bene, anche se vocalmente inferiore agli altri. Insomma, è davvero una bella squadra. (Non ha menzionato Martina, sarà stato un caso? ndr).

Ma perché Grazia e Gabriella, le altre due insegnanti di canto, sono così ostili al tuo metodo di insegnamento?
Non lo so, andrebbe chiesto loro. Non voglio entrare nella polemica, ognuno ha il suo metodo e il suo modo di vedere le cose. Io vado avanti per la mia strada.

Ti piace lavorare con i ragazzi?
Mi è sempre piaciuto, ho una scuola da quasi 20 anni. E ti faccio un esempio esplicativo: quando lavoravo con Alex Baroni, all’inizio lui non veniva considerato come vero cantante nemmeno dalla sua famiglia. E manco da mia madre che lo sentiva quando facevamo lezioni privatamente, pure lei sosteneva che non avesse nessuna possibilità. Io invece credo che ogni artista abbia dentro delle potenzialità che solo la sua forza e l'abilità di apprendere e volersi mettere in discussione possano far uscire. Alex all’inizio era stonato, aveva una voce inascoltabile, ma la cosa che mi è sempre piaciuta di lui è che per cinque anni ha studiato tutti i giorni con una umiltà e una voglia di imparare incredibili. E ha studiato così tanto, con l’intenzione di modificarsi e migliorare, che è arrivato a essere quello che era.

Vai contro il Celentano-pensiero: dici in pratica che la volontà può sopperire le carenze
Beh, non proprio. Poi attenzione: la danza e il canto sono due cose completamente diverse. E sia chiaro: se uno non ha le corde vocali funzionanti, la materia prima, non c’è niente da fare. Che però non vuol dire essere intonati, perché l’intonazione è tutta una questione di allenamento e si può curare. Si tratta di bilanciare l’orecchio esterno a quello interno, ma qui scendiamo troppo nel tecnico. Diciamo che la definzione stonato è fondamentalmente scorretta, si dovrebbe dire "non allenato all’intonazione". Insomma, quasi tutti possono imparare.