

Hai cominciato con la conduzione di Miss Muretto
Un’esperienza bella, divertente, emozionante. Sono stato ad Alassio tre giorni insieme a Maddalena Corvaglia, che mi ha affiancato nella presentazione della serata. Abbiamo conosciuto le ragazze e vissuto con loro l’emozione di una finale moto animata. C’erano Franco Califano e Andrea Pinketts, che insieme a Gigi Rizzi hanno detto la loro in modo piccante. Poi con Maddalena c’è un rapporto che va oltre l’esperienza della radio (entrambi sono conduttori di R101, ndr.), siamo amici e ci siamo divertiti.
Sei autore di programmi molto diversi, qual è il genere che ti calza meglio?
Vorrei inventarmi un programma che piaccia al pubblico. Ho diverse idee che spero di mettere in piedi, ma vorrei unire sia la parte aurorale che la conduzione in un unico show. Una cosa che mi posso cucire addosso, insomma. Il modo per farlo c’è, in radio per esempio è andata così, il mio show, “Mitico” è nato perché l’ho tagliato su di me ed è stato un successo, tant’è che ora lo rifacciamo..
A che genere di show pensi?
Comico, allegro, solare.. Un varietà, uno show o anche un programma che racconti la vita delle persone, ma sempre con allegria, perché mi piace portare gioia. Anche una cosa che emozioni, ma sempre in positivo. Che emozioni con una risata, ecco.
Il tuo talento come autore lo hai dimostrato. Ora preferiresti fare il conduttore o vuoi comunque stare dietro le quinte?
Io farò il presentatore. È il mio sogno da quando ho 8 anni e lo sto inseguendo con caparbietà, con tutte difficoltà che ci sono in un modo competitivo come il mio. Ma ho accanto delle persone che mi danno fiducia e mi insegnano. Il direttore di Radio 101, per esempio, il mio agente… Persone che ti danno sicurezza e ti trasmettono la carica giusta per provarci con serenità, senza essere sottoposto a stress o giudici. Però è un percorso, anche lungo, e io non ho fretta. Ho lavorato con grandi della tv, mi hanno insegnato molto e so aspettare il momento giusto.
Della tua vita privata si sa poco…
Sono single, ma innamorato. Non pesco nel mondo dello spettacolo, quando si tratta di cuore. Però, ecco sì, direi che la definizione innamorato ma single ci sta.
No che non ci sta! Che significa?
Ma sì ci sta, ci sta. È diversa dal solito ma è così, descrive bene la situazione.
Com’è lavorare con Simona Ventura, è esigente?
È sicuramente una donna esigente, ma perché è una vera professionista con intuizioni geniali. Lavoro con lei dal ‘97 da quando facemmo “Matricole”. È lei che mi ha voluto alla conduzione di “Music Farm” nel day time. Lavorare con Simona è molto bello, perché ti sprona a dare il massimo, perché lei è la numero uno e vuole essere circondata solo da gente che dà il meglio. Per essere i numeri uno bisogna essere sempre pronti alle sfide e lei lo è, crede moltissimo nel gruppo di lavoro - e lei ha il più bello che ci sia, quello di “Quelli che… il calcio” – e se hai delle idee, lei le sostiene, le fa sue e alla fine diventano delle figate.
Sarai anche quest’anno a “Quelli che il calcio”?
No, non lo faccio perché sono impegnato con la radio e spero di chiudere alcuni contratti con la tv. Seguirò il lancio di stagione del “Mercante in fiera” come autore e poi spero di firmare alcune cose che mi portino sul sentiero della conduzione, magari di un programma nato da un’idea mia.
Da addetto ai lavori, che ne pensi di “Vallettopoli”?
A me proposte indecenti non ne hanno mai fatte… (ride, ndr.). Per quanto riguarda l’universo femminile, conosco tantissime donne che hanno ricevuto proposte del genere e non le hanno mai accettate e ricoprono comunque dei ruoli importanti. Perché il segreto non è arrivare, quello non è importante, c’è la può fare chiunque. Il segreto è rimanere, farsi amare dal pubblico.
E il trucco per riuscirci?
Soltanto la passione e l’amore che metti nelle cose. Facci caso, Simona ama quello che fa in maniera viscerale e si vede e ha successo perché ci mette il cuore. Così come Paolo Bonolis e Gerri Scotti, tutte persone che fanno il loro lavoro con passione e con grande umiltà.
Ora tocca a te, la conduzione del pre-serale di “MF” ti ha dato la giusta visibilità
Sì, “Music Farm” è andato in onda per tre mesi e ha riscosso un bell’interesse da parte del pubblico, ma è stata più un’esperienza di vita che altro, una cosa totalizzante. Essendo anche autore, ero lì 22 ore al giorno e seguivo gli artisti passo a passo. Mi ha segnato anche per le scelte lavorative future.
Perché?
Perché ho capito che quando scegli un programma così impegnativo ci devi arrivare allenato. E intendo proprio fisicamente, perché se no non reggi il ritmo. Io mi sono fatto le ossa strada facendo, ma se mi capitasse un’altra occasione saprei come prepararmi.
E come?
Un bel mese di palestra e tante dormite prima di iniziare.
Giorgia Camandona
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