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Franco Battiato e "Il vuoto"

Notizia del 9 febbraio 2007 - 10:06

L'ultimo disco del "Maestro" siciliano è il ritratto preoccupato della società civile


Esce oggi Il vuoto il nuovo disco del Maestro Franco Battiato. Mai titolo di questi tempi fu più giusto. L'album preannuncia un lavoro diretto disegnando con le note uno scenario colmo di nuvole, contemporaneo dove si cerca disperatamente un punto di riferimento a cui aggrapparsi. Il vuoto è una grande scatola che può essere riempita con qualsiasi cosa.

È l'alienazione e la perdita di tempo di chi è bloccato nel traffico per ore, rinchiuso in pochi metri di lamiera, è lo stress e il tempo che scorre, è la cronaca con la violenza negli stadi: «Io non la farei molto lunga – dice Battiato durante l'incontro a Milano con la stampa – la prima causa è la famiglia incapace di dare una corretta educazione e poi il fatto che oggi si scambia il significato di democrazia col fare quello che si vuole». Sul tema interviene Manlio Sgalambro co-autore dei testi: «La convivenza è sempre più difficile, l'uomo bruto che è in ognuno di noi, è sempre lì a un passo, sempre pronto a uscire, viviamo come diceva Freud nel disagio della civiltà».

Con il suo fare un po' snob, ma solo a piccoli tratti e poi diciamolo, se lo può permettere, il cantautore siciliano racconta dell'ormai collaudata collaborazione con gli FSC e con la band tutta colorata e punk rock delle MAB: «Le MAB le ho conosciute durante il mio concerto agli Arcimboldi, sono venute a trovarmi nel camerino e poi a Londra ho chiesto alle due chitarriste di provare a cantare nel singolo Il vuoto».

L'album descrive un percorso circolare, inizio e fine si mescolano, come il tempo e lo spazio, il passato e il futuro, l'inglese e il latino, il rock e il pop. Unico punto fermo è l'individuo nel suo essere differente da ogni altro «tutto il resto non conta».

Nella vita dell'artista varie discipline si intersecano. Il Battiato cantautore si spoglia delle vesti di cantante per indossare quelle di regista e raccontare attraverso la macchina da presa. In questi giorni è in fase di post-produzione Niente è come sembra, quarta traccia dell'album e terzo film dopo Perduto Amor e Musikanten: «Tra gli interpreti ci sono Giulio Brogi e Pamela Villoresi, non so se parteciperà a qualche festival, il film ha bisogno di essere protetto, perché ha un forte punto di vista, la gente deve andare verso il film e non il contrario».

Come Pippo Baudo anche Battiato se interrogato sul ruolo della chiesa in Italia non si tira indietro: «La chiesa si occupi di messaggi spirituali e non sociali, Papa Ratzinger ha dato una svolta politica alle linee del Vaticano». E a proposito di Sanremo, andrà al Festival? Puede ser. Risposta in spagnolo, troppo chic!

Gianbattista Pinna