Magazine Home Page Libero News
PROTAGONISTA
Shapiro, musica contro la mediocrità - «Siamo Stanchi è un invito ad usare le orecchie per sentire quello che non ci raccontano e gli occhi per vedere quello che ci nascondono»

Shapiro, musica contro la mediocrità

Notizia del 12 agosto 2005 - 02:34

«Siamo Stanchi è un invito ad usare le orecchie per sentire quello che non ci raccontano e gli occhi per vedere quello che ci nascondono»

foto

Sono passati 3 anni dall'uscita del suo ultimo album e ora Shel Shapiro ritorna sulla scene discografiche con un nuovo brano dal titolo "Siamo stanchi", singolo che anticipa il suo prossimo lavoro, un album di inediti in uscita nel 2006.

Il tuo ultimo singolo si intitola "Siamo stanchi", stanchi di cosa?
Siamo stanchi di far finta che tutto sia straordinario. Se guardi la televisione, ascolti la radio, leggi i giornali tutto è straordinario: straordinarie offerte, uno straordinario nuovo disco, uno straordinario sceneggiato. È tutto esagerato ed esagerando tutto si appiattisce anche tutto, non ci sono più punti di eccellenza né di scarsità, ma tutto finisce per essere mediocre. E io sono stanco di questa mediocrità, come penso lo siano in tanti, "siamo stanchi dei saltimbanchi, dei pugni ai fianchi"...

Un esempio?
In televisione si vedono tanti comici, 30, 40, 50 ogni settimana, ma quanti ti fanno veramente ridere? Tre o quattro. Poi tre o quattro ti fanno sorridere mentre gli altri non ti fanno provare assolutamente nulla. Però tu ti sentiresti un po' stupido a non sentire nulla mentre ti fanno vedere che altri ridono, e allora inizi anche tu a sorridere e poi a ridere di cose che in realtà non sono divertenti. Si è perso completamente il senso critico. E questo capita in ogni ambito, nell'informazione come nella televisione.

E in televisione non salveresti proprio nessuno?
Certo, esistono programmi che fanno eccezione come "8 e mezzo" con Giuliano Ferrara e la Armeni, o "Ballarò" e anche altri, ma poi in tv regna una mediocrità devastante. Sono molto preoccupato. Ovvio che se penso ai personaggi della televisione ci sono anche dei nomi eccezionali come Fiorello, ma se poi togli quei 15 giorni di programmazione eccellente, te ne rimangono altri 350 con degli spettacoli impossibili.

Quindi la tua è una provocazione?
È perché sono preoccupato, ripeto, perché non c'è nessuno che alza la voce, nessuno che dice "questo mi fa schifo" quando c'è in giro tanta gente che non sa fare nulla, tipo i personaggi ch escono dai reality che sono davvero niente. La mia è musica preventiva contro la mediocrità, contro la stupidità dilagante. E l'idea che ci sia qualcosa che non va, nella politica come nell'informazione, a destra come a sinistra è un pensiero generalizzato, non una posizione politica.

La tua è musica impegnata. È anche per questo che hai scelto di donare parte del ricavato delle vendite del disco del tuo ritorno ("Shel", ndr.) all'associazione Hanuman?
Con quel disco non avrò venduto più di 4mila, 5mila copie. Nessuno si è arricchito con quel cd. Il sociale non è quello. Certo, c'è il Live 8 per l'Africa, e va bene. Ma il vero sociale è guardare chi ti sta camminando accanto per strada, quando vengono varate queste leggi speciali contro il terrorismo che in realtà non si potrà mai fermare se non cambiando la politica estera, quella dei Paesi del G8, non certo impedendo a questa gente di entrare nel nostro Paese. Bisogna ascoltare la voce del popolo e dopo i 39mila morti fra i civili iracheni del conflitto in Iraq è necessario forse rivalutare tutta la questione. Certo, Saddam Hussein era un dittatore, ma non è per questo che gli Usa sono andati in Iraq. E allora perché nessuno parla di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, che è da anni agli arresti domiciliari in Birmania? Dobbiamo renderci conto di quello che succede, non possiamo stare a quello che ci raccontano, bisogna stimolare la gente a pensare autonomamente.

Tu sei stato un'icona degli anni '60, ma com'erano davvero quegli anni?
Oh sì, se ne continua a parlare, ma è troppo facile dire che erano fantastici...

Ma erano davvero così mitici? Rispetto a oggi erano anni migliori?
Allora si poteva ancora sperare, sognare di cambiare il mondo. Oggi non mi sembra che ci sia questo sogno nella gente. Noi eravamo le generazioni venute dopo la seconda guerra mondiale. Abbiamo visto il Vietnam e la Corea americane e contro queste guerre è nato tutto quel grande movimento pacifista. Poi però ora siamo di nuovo in guerra.

E pensi che oggi non siamo più capaci di far nascere un nuovo movimento per la pace?
Non so, forse sì. Ma certo è che eravamo il 73% degli italiani a non volere la guerra, però il Governo ha deciso per il sì, cioè ha ignorato l'opinione di quel 73% e ha condiviso l'idea del restante 27%. E non prendiamoci in giro: Saddam non c'entrava nulla con Osama Bin Laden, l'unico motivo era il petrolio necessario all'America e ai suoi alleati per controllare la potenza mondiale numero uno che è la Cina, l'unico grande rischio per l'Occidente. Un mercato che è una salvezza, come la Russia, ma anche un pericolo se non si rafforza questo predominio petrolifero. Quanto a Saddam, ora che è in carcere non interessa più a nessuno di lui.. E Osama Bin Laden non lo hanno ancora preso.

Tu sei nato a Londra, cosa pensi degli attentati del 7 luglio?
I londinesi sono stati straordinari, e non lo dico solo perché sono di Londra. La polizia è stata straordinaria, loro hanno sempre detto "quando" lo faranno non "se" lo faranno. C'è da dire che, a prescindere dall'Iraq, se capitasse il contrario, cioè se arrivassero nel nostro Paese 100mila militari a portarci la democrazia secondo le loro idee, forse anch'io mi arrabbierei e tenterei di combattere questa cosa. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la musica.

Allora torniamo alla musica: come vedi il panorama musicale italiano di oggi?
Ah lo vedo molto bene, è vivo e vegeto. Certo, non si vendono molti dischi e questo per la musica, per i produttori e i musicisti è un problema. E poi io non sono d'accordo con questa cosa della musica gratis. Volevo persino introdurre un biglietto a pagamento per l'ingresso al Festival di Recanati (di cui Shapiro è direttore artistico, ndr.), ma poi ho deciso di non farlo perché quest'anno le famiglie italiane non hanno soldi da spendere. Verrà richiesta solo una piccola offerta volontaria per beneficenza. Ecco, anche in questo modo la musica genera denaro.

Quindi tu sei contro la musica gratuita tout court?
Perché, il cinema è gratuito? Il teatro è gratuito? I giornali sono gratuiti? La tv fa ascoltare musica gratuita ma perché guadagna milioni di miliardi del vecchio conio. E infatti la maggior parte dei grandi artisti non vuole più andare in televisione. Certo, c'è il Live 8, ma questa è gente che non c'entra nulla con la solidarietà. E poi questo concerto non è servito a nulla: c'è stata Londra e tre giorni dopo il G8 non ha fatto niente per eliminare il debito dei Paesi del Terzo Mondo. Finché non ci sarà una politica estera più equa non serviranno a nulla queste cose.

Ma come pensi si possa aiutare la musica, la crisi discografica di cui tutti parlano?
Non ne ho la minima idea. Ma di certo quando si fanno i concerti gratuiti col nome dei gelati non la si sta aiutando. Ci vanno solo artisti che alla fine aiutano loro stessi, non la musica.

C'è un cantante o un gruppo italiano che ti piace particolarmente in questo momento?
Mi è piaciuto molto l'ultimo lavoro di Tiziano Ferro, che ha fatto un disco davvero molto bello come pochi se ne fanno qui in Italia. Poi mi piacciono i Velvet, i Subsonica, i Negramaro... Insomma ci sono delle belle cose, bisogna solo fare in modo che non manchi il denaro per portare avanti questi progetti.

Alice Voltolina



La tua musica su i-Music, lo store musicale di Libero
 

 
FOTOGALLERY
Michael Bublè

Le rivelazioni molto imbarazzanti di una sua ex fidanzata

Rivolta ad American Idol

Concorrente disastroso se ne va dal provino solo in manette

Apple, è iPad mania

Il nuovo tecnocoso della Mela, presentato da Steve Jobs

Musica e droga

Klaus Davi denuncia: campagne inutili

SONDAGGIO

Morgan escluso da Sanremo: giusto cosi'?

  • Sì, sarebbe stato un insulto alla decenza
  • Il solito perbenismo di facciata
  • Ha detto di essere stato frainteso. Quindi no
  • "Allora ci vuole l'antidoping per tutti"
  • Si è scavato la fossa da solo
  • No, ha avuto coraggio a dirlo (se lo ha detto)

Inserisci la tua email per ricevere le news del Magazine

GLI ARTICOLI PIÙ