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"Perseguitato come Mozart"

Notizia del 19 agosto 2009 - 12:00

Giovanni Allevi si prepara a un concerto all'Arena di Verona con 90 maestri provenienti da tutto il mondo. E torna sugli attacchi di Uto Ughi: "Inevitabile, succede a tutti i più grandi"


di Emanuele Benvenuti

Dopo l'attacco frontale di Uto Ughi della scorsa Vigilia di Natale - lo definì un'offesa a lui come musicista - era sparito dalla ribalta mediatica. Al riparo dei fan e del suo pianoforte, Giovanni Allevi si è dedicato solo alla musica, suonata e immaginata tra i suoi riccioli neri. Ora però il pianista ascolano torna prepotentemente sulla scena, per una serie di concerti per piano solo (Catania, Napoli, Pisa, Grosseto e Bari), ma soprattutto per un'esibizione all'Arena di Verona, dove suonerà il primo settembre con un'orchestra grandiosa e internazionale.

Giovanni Allevi "back to life": sei tornato a farti vivo dopo mesi di silenzio
Sono stati mesi di silenzio italiano, durante i quali ho fatto una tournée in Giappone e sono stato in Spagna, Corea e Norvegia. Quindi sono quasi al limite di un esaurimento nervoso, simpaticamente parlando.

Un ritorno in grande stile, soprattutto perché ti aspettano concerti in luoghi magici ed emozionanti
Sono emozionanti al limite della mia capacità di resistenza emotiva, perché mi troverò di fronte a delle platee sterminate, che affronterò solo con la forza di un pianoforte.

Il primo settembre poi ti aspetta l'Arena di Verona
Io non potevo nemmeno immaginare che sarei arrivato su quel palco da protagonista. Quando mi è stato chiesto, ho avuto un tuffo al cuore e sono diventato la persona più felice del mondo. Ma da visionario ho voluto anche realizzare il mio concerto più incredibile, portando sul palco dell'Arena musicisti provenienti dalle più importanti orchestre del mondo.

Addirittura 90 maestri
Una bella esagerazione, vero? Il mio staff da mesi intesse relazioni diplomatiche con tutto il mondo, addirittura con la Corona d'Inghilterra. L'atmosfera che si respira è entusiasmante: ci saranno 10 voli intercontinentali per portare qui i musicisti. Se mi permetti di essere un po' megalomane - come qualunque artista dovrebbe essere -, io interpreto questo concerto come un segnale forte che l'Italia dà al mondo intero dal suo palco internazionale per antonomasia: la musica classica contemporanea ha ancora qualcosa da dire e lo fa con entusiasmo e con il sorriso.

Non è che hai scelto di farti spalleggiare da 90 maestri per evitare brutte sorprese da parte di Uto Ughi?
(ride, ndr) E che sorpresa mi potrebbe mai fare? Potrebbe venire a trovarmi e a vedere il concerto... E comunque mi so difendere da solo.

A freddo, cosa pensi di quel che disse, alla Vigilia di Natale, il grande violinista?
Intanto devo ringraziare il pubblico che ha rafforzato l'affetto nei miei confronti. Se i critici auspicavano un calo di popolarità, proprio non c'è stato. Con senno del poi, però, mi rendo conto che quelle critiche sono state molto importanti. Ma non per l'adagio per cui le critiche fanno bene. Ma perché, paradossalmente, hanno rappresentato una conferma dell'importanza di ciò che sto facendo. Se il cambiamento apportato dalla mia musica non fosse stato così profondo, non avrebbe scatenato delle critiche così violente e certi personaggi non si sarebbero scomodati. Ciò mi fa pensare che non potesse essere che così. E mi consola pensare che le stesse identiche parole usate dal maestro Ughi e i suoi colleghi sono state rivolte analogamente a Mozart, Puccini, Bernstein, Satie e Debussy.

Modelli piuttosto alti...
Qualunque grande compositore che abbia creato un cambiamento importante all'interno della storia della musica ha sempre sollevato le ire di una casta conservatrice. Pare che la storia si stia ripetendo...

Viene quasi da dirti di stare attento a Salieri...
I mezzi oggi sono differenti, va soprattutto l'ingiuria mediatica. Per ora però sono vivo e contento.

L'episodio di Ughi ti ha ispirato qualche composizione?
In realtà no, ma soprattutto perché sono stato "avvolto" dall'affetto dei miei fan. Loro erano indignati, ma essendo un popolo delicato e gentile, il massimo che ho potuto leggere è stata la lettera di una bambina, che si augurava che la Befana portasse del carbone a Uto Ughi.

Nell'intervista alla Stampa, Ughi disse che sei "privo del tutto di umiltà". In un pezzo per Il Messaggero, però, hai descritto il tuo declino: da divo a senza tetto
Ma io sono sempre stato umile, i miei fan lo sanno: ho sempre baciato la terra dove camminano. Può sembrare che manchi di umiltà perché sono molto convinto ed entusiasta di quello che faccio. Ma io l'ho sempre detto che sono un simpatico megalomane. E poi l'intervista di Ughi non mi pare un grande esempio di umiltà...

Quando suoni in pubblico sembra che tu non riesca a smettere
E' perché c'è un debito di riconoscenza verso i miei fan. Ogni individuo che viene a sentire i miei concerti considera la mia musica come la colonna sonora della propria esistenza, o almeno di momenti importanti e salienti. Poterla ascoltare dal vivo è un'emozione molto forte, e allora perché privarli di questa gioia? Loro fanno così tanto per me!

Per il concerto con i 90 professori hai cambiato gli arrangiamenti dei tuoi pezzi?
Con i Virtuosi Italiani rispetto alla registrazione di Evolution l'esecuzione è diventata poco a poco più rock, aggressiva e vitale. Proprio uno slancio vitale. Nel concerto all'Arena cercheremo di mantenere quello spirito, di dar vita a un'esecuzione che sommerga l'ascoltatore.

La "strega capricciosa" è tornata a farti visita? A quando un nuovo album?
Altroché se è tornata! Ma più che un album c'è da aspettarsi un libro di spartiti. Questo è ciò che conta per me fondamentalmente, la pubblicazione della mia musica come succedeva nell'Ottocento. Il lavoro è già concluso nella mia testa: appena riesco a trovare un po' di tempo lo trasformerò in partiture.
 

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