di Giorgia Camandona
Un anno fa debuttava a X-Factor cantando "Remedios", oggi ha alle spalle 600mila copie vendute dei suoi cd (già due, uno di cover e uno di inediti, "Gaetana) e un tour trionfale (firmato Livenation) che ha toccato tutte le più importanti città italiane. Stasera il gran finale con un super concerto all'Alcatraz di Milano. Giusy Ferreri si è trasformata da anatroccolo a cigno nel giro di pochi mesi e i suoi numeri non sono certo quelli di una esordiente. Serena, sorridente e con i piedi ben piantati per terra, Giusy non ha voluto lasciare il posto di cassiera al supermercato Esselunga: «E se le cose andavano male?». I suoi responsabili le hanno concesso l'aspettativa fino a giugno ma adesso è ora di lasciarsi il passato alle spalle e di volare all'estero per vedere se le riesce il miracolo di diventare una star internazionale. Ecco che cosa ci ha raccontato.
La tua prima tournèe sta per concludersi: ultima data questa sera, il 7 aprile all’Alcatraz di Milano. Qual è stata l’emozione più grande?
La scorsa settimana a Firenze mi sono esibita al Sashall e mi sono resa conto che era lo stesso palco dove ero andata a vedere Nick Cave qualche anno fa. Infatti l’ho detto anche al pubblico: grazie a voi sono qui, io ero venuta come voi a vedere il mio idolo. Ed è una cosa molto grande. La stessa cosa al Fuori Orario di Reggio Emilia, dove ho sentito che tra le band che hanno suonato e suoneranno lì c’erano nomi tipo Marlene Kuntz, Afterhours, Vinicio Capossela. Ho voluto trasferire anche in quel caso l’emozione al mio pubblico perché è grazie al loro interesse nei miei confronti che mi hanno regalato questa grande fortuna di stare sul palco dove si sono esibiti gli artisti che io ho sempre amato.
L’altra sera Fiorello al suo debutto ha detto: «Chiudo prima perché non è serata». Ti capita mai di avere una serata storta prima di salire sul palco?
Mi succede ogni tanto di non avere il morale adatto. Però poi quando vedo tantissima gente che mi acclama mi passa tutto. Sono loro che mi caricano di energia e subito io ricambio con l’energia giusta. Oppure spesso e volentieri mi succede il contrario e dico: porca miseria è già finito! Anche se ci sono 19 canzoni nel repertorio mi sembra che tutto finisca troppo in fretta.
Ecco, a proposito di gran finale: sai che quando un concerto si conclude al pubblico dispiace sempre molto. Tu che cosa regali ai tuoi fan al momento dell’addio?
Noi usciamo con “Peace of my heart” di Janis Joplin, che è l’ultima canzone. Quando ci richiamano ripartiamo con “Il party”, poi “Happy house” dei Siouxsie and the Banshees, “La bambola” e infine introduco “Non ti scordar mai di me” in versione spagnola e prima di chiudere presento la mia band.
Tante cose
Alla fine ci riproponiamo con quattro pezzi. L’album lo canto lungo la serata, solo “Il party” è in finale e “Non ti scordar mai di me” è quasi l’unico bis della serata, anche se in lingua diversa.
Se il brano in spagnolo dovesse andare bene, quello tra Spagna e Sud America è un mercato gigantesco: non hai mai paura del successo?
Diciamo che ero molto più spaventata all’inizio. Anche perché avevo paura che il successo potesse riguardare una sola canzone e speravo soltanto di poter andare avanti per potermi far conoscere meglio e un po’ di più magari cantando degli inediti. Come poi è successo con “Gaetana”. Sicuramente lavorare anche all’estero comporta che ci siano maggiori impegni e questo significa maggiore stress, però se questa promozione che farò tra metà aprile e maggio in Spagna, Francia e Grecia, è fatta – come è fatta – con ritmi umani, va bene tutto. Spero che ci siano risultati buoni.
E anche dei momenti di pausa…
Esatto! L’anno scorso ci sono stati dei ritmi un po’ disumani però oggi mi rendo conto che ho ancora il cuore in gola, un treno in corsa che sempre per miracolo riesco a prendere. E però speriamo vada tutto bene… Nel caso le cose andassero male va già bene così. È già tutto andato oltre le aspettative che avevo per il mondo della musica.
A giugno scade la tua aspettativa al supermercato dove lavoravi: che si fa?
Ormai già ho deciso, ho avuto modo di parlare con i miei ex colleghi di lavoro e dirigenti e lascerò il posto. Tra l’altro mi stanno seguendo nel tour nelle varie tappe, molto carini. Sanno benissimo che avrò il tour promozionale all’estero e altri impegni. Diciamo che la mia esigenza principale era avere conferma sulle vendite del primo album, “Gaetana”.
E più di così…
Eh sì. Anche loro quindi sanno che questa aspettativa finisce e tra l’altro mi stanno venendo molto incontro, mi faranno arrivare i fogli da firmare a casa in modo che io non debba fare i salti mortali per regolarizzare tutto e preoccuparmi di nulla. Firmerò, quindi, per concludere il rapporto di lavoro ma rimane l’affetto e la stima reciproca perché loro mi sostengono in ogni modo e mi telefonano spesso. Sono stati davvero gentili.
Sei una con i piedi molto per terra. C’è uno sfizio che ti sei tolta da quando hai avuto successo?
Per esmpio questo inverno per la prima volta nella mia vita ho fatto una vacanza a Capodanno. Dopo il periodo “disumano” come ti dicevo prima di promozione dell’album, nelle feste di fine anno ho fatto questa settimana in Messico con il mio fidanzato. Siccome lavoravo al supermercato da dieci anni, sotto le feste c’erano i turni e non ero mai riuscita a fare un po’ di vacanza. Ecco, questa è una cosa che ho fatto di diverso da quello che potevo permettermi prima. Il resto è rimasto tutto uguale e nella normalità.
Anche il fidanzato?
Eh sì, sì! Ci tengo in modo particolare a lui.
Non è dura coltivare un rapporto a distanza, con tutti gli impegni che hai?
Sicuramente per la persona che mi sta accanto non è molto semplice gestire tutto. Sono tantissimi gli impegni che ho e sono cambiati anche gli equilibri personali, di coppia. Questo comporta che, nonostante ci siano grandi soddisfazioni e ricompense, il tipo di vita che faccio porta anche grandi sbalzi d’umore. Per cui non è facile, speriamo che vada tutto bene, la stima e i sentimenti ci sono e anzi, aumentano sempre di più. I momenti difficili portano più valore al rapporto, lo intensificano.
Hai avuto la fortuna di cantare due brani scritti per te da Linda Perry, un vero mito. Però non l’hai mai incontrata: pensi di vederla di persona prima o poi?
Eh, mi piacerebbe davvero molto! Anche perché è arrivata a sorpresa questa collaborazione, grazie al team di lavoro di Tiziano Ferro e di Roberto Mancinelli. Non ho avuto modo di conoscerla di persona e mi piacerebbe davvero tanto. Avevo scritto sul mio MySpace che il mio sogno sarebbe stato quello di lavorare con Linda Perry, ma quando sono uscita da X-Factor non pensavo davvero di riuscirci. Adesso però non demordo e la vorrei incontrare per tentare di lavorare ancora con lei, più a stretto contatto. Mi piacerebbe fare un duetto con lei perché la sua è una voce così amata e apprezzata in tutto il mondo! Sarebbe bello riuscire a riportarla in Italia non solo come autrice ma come cantante perché ha una voce meravigliosa ed è giusto che canti.
Eh sì, la devi stanare!
Se ci riuscissi sarebbe davvero meraviglioso.
Beh, allora scrivi altre cose sul tuo MySpace visto che tutti i tuoi sogni messi lì si sono realizzati
Eh davvero! Tra l’altro dall’anno scorso, sommersa da impegni, ho un po’ abbandonato. La Sony mi aiuta a gestirlo perché io da sola non ce la faccio, scrivono talmente in tanti! Ma io vado sempre a leggere però. Magari quando termineremo tutta la fase promozionale e inizierà un periodo da dedicare alla creatività, riuscirò a trovare il tempo di andare a curiosare su MySpace per trovare nuovi talenti, come facevo una volta. Ragazzi emergenti, novità musicali, gente che si propone… Sono sempre stata curiosa.