Da Raffaella Carrà - era uno dei famosi Carramba boy-, al tour di Gery Halliwell, Paola e Chiara e Holly Valance. Passando per
Carabinieri,
Il bello delle donne,
Tre metri sopra il cielo (versione musical a teatro) e ora un ruolo gay in
Alice, fiaba naif del regista esordiente Oreste Crisostomi, in uscita il 25 giugno.
Massimiliano Varrese è senza dubbio quel che si definirebbe un artista a 360°. Canta, balla, recita. E, tra un cosa e l'altra, è anche un esperto di discipline orientali e tecniche di autoguarigione. Può bastare?
Dopo Favino, Scamarcio, Preziosi, Argentero, un altro sex symbol che interpreta un ruolo gay. Nessuna difficoltà?In realtà non è nemmeno la prima volta, l'avevo già fatto ne
Il bello delle donne. Nessun imbarazzo, perché è un personaggio divertente, autoironico. Sono Sandro, un omosessuale molto vitale ma che nasconde dietro la sua energia del malessere, perché è innamorato di un uomo sposato. Aiuta la protagonista Alice a uscire fuori dal suo guscio, perché lei è il classico brutto anatroccolo
Sei anche musicista: il brano dei titoli di coda è tuo, vero?
Sì, quello dei titoli di coda. Lo avevo scritto con due autori della Warner con cui collaboro da molti anni. Oreste, il regista, lo ha ascoltato e ha deciso di inserirlo
Un anno dopo aver girato il film (esce in ritardo, è del 2008) , ironia della sorte, hai preso parte al videoclip di Povia, Luca era gay..
Sì, è stato come entrare in un burrasca che forse era meglio evitare...
In che senso?
Perché mi sono ritrovato a ricevere parecchie critiche. La gente purtroppo associa le idee degli altri a chi ne è solo interprete. Siccome avevo girato il suo video automaticamente dovevo sposare il suo pensiero.
Almeno la canzone ti piaceva?
Sì, son sincero.
Nasci come ballerino, poi sei diventato attore. Tutto merito di un gelato, come per Accorsi, o sbaglio?
Sì, nel 1997 ho interpretato il mio primo spot per una nota marca di gelati e mi ha portato fortuna. Arrivavo da tutt’altra strada, lavoravo come ballerino e cantante, mi stavo occupando di alcuni progetti discografici. Poi è successo che ho accompagnato un amico in una agenzia importante di attori e come nel copione di un film, sono stato preso io. Ho cominciato a fare i primi provini e a lavorare moltissimo.
Poi c’è stata l’esperienza dei Carramba boys. Che ricordi hai di quel periodo?
Forse uno dei più belli del mio passato. Essere scoperto da Raffaella, avere la possibilità di cantare, ballare, stare al suo fianco durante la trasmissione, è stato incredibile. Mi ha insegnato la vera professionalità. Poi è stato uno dei primi programmi maschili che ha cambiato la televisione.
L'aneddoto più divertente?
Quando, dopo solo due settimane di trasmissione uscivamo dagli studi e c'erano 3000 ragazzine ad aspettarci. Per un ragazzo di vent'anni è una esperienza pazzesca...
Poi sei diventato amico di Tommassini che ti ha lanciato come ballerino internazionale
Vero. Mi ricordo che ero in una palestra e stavo insegnando. Luca è entrato, mi ha notato e chiamato a lavorare con lui, per il tour europeo di Paola e Chiara. Da lì sono arrivati Stasera pago io, con Fiorello, e il tour di Geri Halliwell
Com’è stato lavorare con l’ex Spice?
Magnifico. Lì davvero hai modo di entrare nel mondo delle grandi star: ti trovi sul palco davanti a migliaia di persone, dividendolo con artisti di fama mondiale. Sono esperienze che danno una formazione pazzesca. Lavorare con Geri poi è stato divertentissimo.
Siete diventati amici?
C’è stato un periodo in cui stando sempre a contatto, tra prove e spettacoli, eravamo diventati non dico proprio intimi, perché Luca ci aveva insegnato a rispettare sempre le distanze, però..
Però?
Diciamo che sono stata a un soffio dal fare parte di una band al maschile capitanata da lei. Poi il progetto è tramontato ma ho davvero rischiato di far parte della boy band di Geri Halliwell!
In seguito hai cominciato a lavorare come attore, raggiungendo la grande popolarità con Tre metri sopra il cielo. Temevi il confronto con Scamarcio?
Arriviamo da due percorsi molto differenti. Però all’inizio mi dava parecchio fastidio, più che altro perché era la stampa a fomentare questo duello assurdo. Io non avevo paura, se avessi temuto questo confronto non avrei accettato. Una trasposizione teatrale, un musical, è talmente diverso da un film. Nel teatro si canta, si balla, si recita, si fa tutto. Io ho cercato di dare il mio. E alla fine ho pure vinto il premio Vittorio Gassman.
Mi pare di capire che il musical sia la tua dimensione più congeniale?
Sul palcoscenico hai la possibilità di cantare, recitare, ballare: unisci tutte le discipline. Quando mi chiedono nelle interviste: cosa preferisci fare? Io davvero non so scegliere. Dciamo che un attore che sa anche cantare e ballare è il massimo.
Hai fatto un piccolo cameo nell’ultimo film di Avati, Il figlio più piccolo. Com'è stato essere diretto da Pupi?
Meraviglioso, ho lavorato solo tre giorni con lui e credo sia il sogno di ogni artista essere diretto da un regista così. Calmo, in grado di rilassarti, metterti a tuo agio, guidarti nel modo giusto. Un attore con lui si sente protetto. E poi sui suoi set respiri la vera arte, l’artigianato del nostro cinema.
Hai scritto anche una canzone per Cassandra di Amici. Come è nata la collaborazione?
In tutti questi anni, portando avanti la mia carriera di attore, non ho mai smesso di occuparmi di musica, di scrivere canzoni, sia per me che per altri. Normalmente lo faccio con due autori molto importanti della Warner, che scrivono per grandi artisti e per i ragazzi di Amici. Avevo scritto questo brano, Cassandra l’ha sentito e se ne è innamorata.
Cosa ne pensi dei reality musicali?
Indubbiamente se fossero esistiti quando ero più piccolo li avrei fatti al volo. Ma mi rendo conto che da una parte danno e dall’altra tolgono. Nel senso che hanno contribuito a creare progetti musicali nuovi, però rischiano anche di dare false illusioni. Questi ragazzi si ritrovano scaraventati nella popolarità improvvisa e spesso, dopo poco tempo, vengono buttati via. Diventa deleterio per loro, per chi non ha il carattere per reggere questa fama immediata.
Un regista da cui ti spiacerebbe essere diretto oggi?
Gabriele Salvatores. Lo trovo molto sensibile a livello spirituale ed energetico. E Ferzan Ozpetek
Un artista con cui ti piacerebbe duettare?
Mi piace molto Marco Mengoni, che ho anche premiato ai Wind Music Awards
Hai qualche altro progetto in corso?
Sto lavorando al mio ultimo disco, Pace. E poi ho un progetto molto importante per la tv, una fiction.
Le foto della gallery sono di Laura Cusano