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«Ho detto basta alla tv»

Notizia del 12 ottobre 2006 - 09:00

Per un paio d'anni, la sovraesposizione mediatica di Loredana Lecciso ci ha ammorbati tutti: non se ne poteva più. Poi, d'un tratto, è sparita dalla circolazione. Vittima di se stessa, di un'epurazione o di che altro? La risposta in questa intervista


«Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto». Questo s'è sempre detto e a questo credevamo. Prima che Loredana Lecciso instillasse in noi qualche sano dubbio. Perché "cattiva ragazza", la Lecciso, lo è stata, non c'è dubbio: non è da tutte, del resto, disfarsi di un marito (Al Bano) in diretta televisiva, soprattutto se il consorte ripudiato ha vissuto sotto gli occhi di tutta Italia la tragedia di una figlia, Ylenia, scomparsa in circostanze misteriose, e di un matrimonio (con Romina Power) passato dai trallallero trallallà sanremesi alle battaglie giudiziarie.

Ma Loredana, niente, neanche una piega: è passata sul "cadavere" di Al Bano coi tacchi a spillo, indifferente agli insulti dei fan di lui e alla disapprovazione generale. «Non è che io non abbia avuto momenti difficili nella vita - ci dice Loredana -: ci sono tanti modi per soffrire. Del resto ho avuto diverse amiche che non solo hanno perso un figlio, ma si sono ritrovate anche senza lavoro e senza una famiglia numerosa alle spalle».

Come a dire: piantiamola con il piagnisteo nazionale sul povero Al Bano, che non è l'unico, in questo Paese, ad aver versato lacrime. Duretta, la ragazza, determinata e soprattutto consapevole di esser stata parte di un circo mediatico «che faceva gioco pure a me», ammette, lasciando intendere di averci marciato alla grande. Eravamo convinti che avesse una missione, la Lecciso: diventare famosa per grazia ricevuta.Senza saper far nulla, per giunta, e pure con l'orgoglio e la sfrontatezza di ammetterlo apertis verbis, a differenza di tutte le altre (e gli altri), che stan lì a coprirsi con la foglia di fico, inventandosi chissà quali pruriti artistici.

E guai a distoglierla dal suo proposito. Come un caterpillar, la "Lori" sembrava partire alla conquista della notorietà a qualunque prezzo, nella miglior tradizione del «se ne parli pure male, purché se ne parli». Eravamo convinti che avesse il crisma di quella che a lunghe falcate arriva alla meta, la stessa di tutte le aspiranti-qualcosa, che a ogni intervista cinguettano in falsetto: «Mi piacerebbe condurre un programma tutto mio».

E non hanno ancora capito che se non sei una Toffanin quasi-in Berlusconi, la voce da gallinella strozzata non basta. Ti attacchi. O l'hanno capito - eccome se ci sono arrivate! - e prendono la scorciatoia. Vallettopoli docet, insomma. Invece - sorpresa - la cattivella che doveva arrivare dappertutto e che collezionava un anno fa «dalle quattro alle cinque ospitate a settimana», proprio sul più bello ha deciso di dire «basta». E da un anno a questa parte nessuno ha più visto l'accavallo assassino e scosciatissimo sul piccolo schermo.

«Sedevo a una tavola alla quale abbiamo banchettato tutti, io, i media e il pubblico. Però a un certo punto - ci spiega la Lecciso - ho capito che si voleva far pagare il conto solo a me e allora ho deciso di prendermi una lunga pausa, anche per far vedere che non campo solo di televisione: se voglio, ne faccio a meno». Consapevole di essere considerata «stupida, superficiale e arrivista», Loredana attribuisce la sua cattiva fama un po' ai giornali e un po' alla «pigrizia mentale degli Italiani», tuttavia, sui suoi talenti c'è ancora nebbia fitta.

«Le mie aspirazioni sono sempre le stesse - dice - sarà diverso, d'ora in avanti, solo il modo di conseguirle». Già, le stesse: ma quali? Ballare, cantare (la Lecciso ha inciso un singolo, Si vive una volta sola, nel dicembre dell'anno scorso), presentare o far politica (magari in Forza Italia), come si vocifera: cos'è che vuol fare veramente questa focosa 34enne? «No, la politica no, dice, anche se è vero che se mi fossi presentata alle ultime elezioni... Beh, del resto anche gli altri nomi erano ben poco rappresentativi». E dunque? «Vorrei fare l'autore televisivo - risponde in modo sorprendente -: mi piace tantissimo scrivere» (glielo diciamo che può mettersi in coda, visto che ci sono legioni di aspiranti scrittori, in Italia?).

E anche leggere le piace, a quanto pare, visto che durante quest'anno di autosospensione dal video (e giura, Loredana, di non aver subito alcun ostracismo da parte della Rai, nonostante la recente ondata moralizzatrice, e anzi di essere «in ottimi rapporti con il direttore di Rai 1, Del Noce»: santa donna, dev'essere l'unica in tutta Saxa Rubra a sopportarlo), la Lecciso ha letto molto.

«Amo la letteratura sudamericana, García Márquez, Coelho, che trovo meraviglioso: ogni volta è come partire per un viaggio; e poi divoro testi di psicologia, è una cosa che mi rilassa, mi apre orizzonti, mi aiuta a capire me stessa e gli altri». Ma i progetti, stringi stringi, ci sono? Rimane sul vago, Loredana, ma assicura che «qualcosa di interessante è allo studio». Dietro le quinte? «No, anche in video», risponde. E il cuore? «In attesa di un grande amore», dice lei, che nel frattempo si promuove come ex compagna e come madre con un bel 9 e mezzo, visti i «rapporti civili e sereni con Al Bano. Fossimo stati così prima!». Insomma, per una qualche strana ragione, la Lecciso rende meglio in assenza che in presenza. Ed è un peccato, perché, avvenenza a parte, non è affatto una donna banale, anzi. Troppa tendenza a strafare, forse?

Lorenza Provenzano