«Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto». Questo s'è sempre detto e a questo credevamo. Prima che
Loredana Lecciso instillasse in noi qualche sano dubbio. Perché "
cattiva ragazza", la Lecciso, lo è stata, non c'è dubbio: non è da tutte, del resto, disfarsi di un marito (
Al Bano) in diretta televisiva, soprattutto se il consorte ripudiato ha vissuto sotto gli occhi di tutta Italia la tragedia di una figlia, Ylenia, scomparsa in circostanze misteriose, e di un matrimonio (con
Romina Power) passato dai trallallero trallallà sanremesi alle
battaglie giudiziarie.
Ma Loredana, niente, neanche una piega: è passata sul "cadavere" di Al Bano coi tacchi a spillo, indifferente agli insulti dei fan di lui e alla disapprovazione generale. «Non è che io non abbia avuto momenti difficili nella vita - ci dice Loredana -:
ci sono tanti modi per soffrire. Del resto ho avuto diverse amiche che non solo hanno perso un figlio, ma si sono ritrovate anche senza lavoro e senza una famiglia numerosa alle spalle».
Come a dire: piantiamola con il piagnisteo nazionale sul povero Al Bano, che non è l'unico, in questo Paese, ad aver versato lacrime. Duretta, la ragazza, determinata e soprattutto consapevole di esser stata parte di un
circo mediatico «che
faceva gioco pure a me», ammette, lasciando intendere di averci marciato alla grande. Eravamo convinti che avesse una missione, la Lecciso:
diventare famosa per grazia ricevuta.Senza saper far nulla, per giunta, e pure con l'orgoglio e la sfrontatezza di ammetterlo
apertis verbis, a differenza di tutte le altre (e gli altri), che stan lì a coprirsi con la foglia di fico, inventandosi chissà quali pruriti artistici.
E guai a distoglierla dal suo proposito. Come un
caterpillar, la "Lori" sembrava partire alla conquista della notorietà a qualunque prezzo, nella miglior tradizione del «se ne parli pure male, purché se ne parli». Eravamo convinti che avesse il crisma di quella che a lunghe falcate arriva alla meta, la stessa di tutte le aspiranti-qualcosa, che a ogni intervista cinguettano in falsetto: «Mi piacerebbe condurre un programma tutto mio».
E non hanno ancora capito che se non sei una
Toffanin quasi-in Berlusconi, la voce da gallinella strozzata non basta. Ti attacchi. O l'hanno capito - eccome se ci sono arrivate! - e prendono la scorciatoia.
Vallettopoli docet, insomma. Invece - sorpresa - la cattivella che doveva arrivare dappertutto e che collezionava un anno fa «
dalle quattro alle cinque ospitate a settimana», proprio sul più bello ha deciso di dire «
basta». E da un anno a questa parte nessuno ha più visto l'accavallo assassino e scosciatissimo sul piccolo schermo.
«Sedevo a una tavola alla quale
abbiamo banchettato tutti, io, i media e il pubblico. Però a un certo punto - ci spiega la Lecciso - ho capito che
si voleva far pagare il conto solo a me e allora ho deciso di prendermi una lunga pausa, anche per far vedere che
non campo solo di televisione: se voglio, ne faccio a meno». Consapevole di essere considerata «
stupida,
superficiale e arrivista», Loredana attribuisce la sua cattiva fama un po' ai giornali e un po' alla «
pigrizia mentale degli Italiani», tuttavia, sui suoi talenti c'è ancora nebbia fitta.
«Le mie aspirazioni sono sempre le stesse - dice - sarà diverso, d'ora in avanti, solo il modo di conseguirle». Già, le stesse: ma quali? Ballare, cantare (la Lecciso ha inciso un singolo,
Si vive una volta sola, nel dicembre dell'anno scorso), presentare o far politica (magari in
Forza Italia), come si vocifera: cos'è che vuol fare veramente questa focosa 34enne? «No,
la politica no, dice, anche se è vero che se mi fossi presentata alle ultime elezioni... Beh, del resto anche gli altri nomi erano ben poco rappresentativi». E dunque? «Vorrei fare l'
autore televisivo - risponde in modo sorprendente -:
mi piace tantissimo scrivere» (glielo diciamo che può mettersi in coda, visto che ci sono legioni di aspiranti scrittori, in Italia?).
E anche leggere le piace, a quanto pare, visto che durante quest'anno di autosospensione dal video (e giura, Loredana, di non aver subito
alcun ostracismo da parte della Rai, nonostante la recente ondata moralizzatrice, e anzi di essere «in ottimi rapporti con il direttore di Rai 1,
Del Noce»: santa donna, dev'essere l'unica in tutta Saxa Rubra a sopportarlo), la Lecciso ha letto molto.
«
Amo la letteratura sudamericana, García Márquez, Coelho, che trovo meraviglioso: ogni volta è come partire per un viaggio; e poi
divoro testi di psicologia, è una cosa che mi rilassa, mi apre orizzonti, mi aiuta a capire me stessa e gli altri». Ma i
progetti, stringi stringi, ci sono? Rimane sul vago, Loredana, ma assicura che «qualcosa di interessante è
allo studio». Dietro le quinte? «No, anche in video», risponde. E il cuore? «
In attesa di un grande amore», dice lei, che nel frattempo si promuove come
ex compagna e come madre con un bel 9 e mezzo, visti i «
rapporti civili e sereni con Al Bano. Fossimo stati così prima!». Insomma, per una qualche strana ragione, la Lecciso rende meglio in assenza che in presenza. Ed è un peccato, perché, avvenenza a parte, non è affatto una donna banale, anzi. Troppa tendenza a strafare, forse?
Lorenza Provenzano