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di Libero News
Non c’è pace per Jennifer Capriati. L’ex bambina americana prodigio del tennis, da sempre al centro della cronaca non solo per i suoi meriti sportivi ma anche per i suoi problemi personali, è stata ricoverara in ospedale per una probabile overdose.
La notizia è stata diffusa dal sito americano Tmz. La telefonata sarebbe partita dal Riviera Beach in California: "Mandate subito una ambulanza. Sta male..." La Capriati, ex ragazza prodigio del tennis mondiale (14 titoli e una medaglia d'oro alle Olimpiadi nel 1992), classe 1976, ha vissuto una carriere intensa e decisamente "movimentata". E con la droga Jennifer Capriati ha avuto più di un problema.
Nel 1993, un anno dopo aver vinto al medaglia olimpionica, fu arrestata per taccheggio, sei mesi più tardi accusata di detenzione di marijuana in un motel della Florida.
Poi, la rinascita. Nel 1996 tornò sui campi, nel 2001 ottenne 2 successi nello Slam, Australian Open e Roland Garros, oltre al torneo di Charleston, conquistando per la prima volta anche il vertice della classifica mondiale. Nel 2002 rivinse l'Australian Open, mentre l'ultimo titolo della sua carriera lo conquistò l'anno successivo a New Haven. A partire dal 2004, però, a causa di numerosi infortuni e problemi personali, Jennifer rimase lontana dal campo. Da allora, è cominciato un periodo di depressione, segnato - come ha fatto intendere la stessa Capriati - da svariati tentativi di suicidio.
Ora, notizia della probabile overdose. E anche se il padre di Jennifer ha immediatamente fatto sapere che sta bene e si sta già riprendendo, torano alla mente tuti i problemi personali dell'ex campionessa. Evidentemente non del tutto superati. E torna anche alla mente la recente ammissione di un altro famosissimo tennista André Agassi, che non più tardi di unno fa, nel 2009, confessava l'uso di droga e il rapporto conflittuale proprio con lo sport che lo aveva reso famoso.
Agassi, oggi 39enne, raccontò nella sua autobiografia di aver fatto uso di metanfetamina nel 1997 quando la sua carriera era in crisi così come il matrimonio con Brooke Shields. Convinto da un suo assistente, di nome Slim, lo statunitense ha descritto la sua esperienza lisergica come «la più vitale della sua vita»: un'euforia presto svanita, però, non appena riusltò positivo ad un controllo antidoping. «Il mio nome, la mia carriera, tutto era a rischio. Tutto quello che avevo ottenuto, per il quale avevo lavorato duramento». Agassi scrisse una lettera all'Atp. «Ho raccontato quello che era accaduto, ma ho mentito sul fatto di aver assunto quella droga volontariamente. Ho giurato che si era trattato di un incidente. Mi sentivo ricoperto di vergogna. Ho promesso a me stesso che quella sarebbe stata l'ultima volta».
Ma non solo il mondo tennis è coinvolto da questi scandali. Un campione tuttora sulla cresta dell'onda (letteralmente parlando) come Michael Phelps si è beccato tre mesi di squalifica, a febbraio 2009, per la diffusione di alcune foto in cui fumava marijuana. Mentre Tiger Woods, tra sesso e droga, non sa da che parte cominciare. E poi si dice mens sana in corpore sano...
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