Che la privacy in rete fosse in pericolo non è una novità: ogni nostro movimento, ogni nostra azione sono "registrate" in particolari file conservati sui server ai quali ci connettiamo. I nostri gusti, i nostri comportamenti, quanto tempo rimanamo su un sito, se preferiamo musica, foto o film, tutto è accuratamente registrato. Invisibile ai più, ben visibile a chi se ne intende. Sembra uno scherzo, ma non lo è affatto: per avere un'idea basta collegarsi a notrace.it. Con pochi clic il sito è in grado di rivelare da dove ci stiamo collegando, con quale pc e quale sistema operativo e molto altro ancora.
Proprio per questo si stanno moltiplicando in rete le iniziative a tutela dell'anonimato dei navigatori e delle loro attività online. L'ultima, in ordine di tempo, è quella della Electronic Frontier Foundation (che si batte da sempre per i diritti degli utenti della rete Internet), che ha sviluppato un software molto utile chiamato Tor. Il programma è in grado di ridirezionare le nostre connessioni attraverso una rete distribuita di server, in modo da rendere anonima la nostra navigazione. Grazie agli "onion router" ("indirizzatori a cipolla") la connessione dell'utente viaggia infatti in maniera casuale, rendendo di fatto impossibile il lavoro di software dedicati all'analisi del traffico. Il programma Tor è disponibile sia per piattaforma Windows che per Linux e per funzionare al meglio deve essere utilizzato in abbinamento a un proxy anonimizzante chiamato Privoxy.
Rimanere anonimi in rete però non vuol dire soltanto navigare, ma anche spedire mail e condividere file in maniera riservata. L'invio di una email senza mittente è garantita dall'esistenza di appositi server studiati ad hoc e chiamati "anonymous remailer". Basta collegarsi a riot.eu.org/anon per capire come funzionano e provarne uno: la loro affidabilità è comprovata. Chi vuole può anche "criptare" il contenuto della comunicazione tramite il "vecchio" ma sempre imbattuto Pgp.
Il file sharing anonimo, infine, è l'ultima frontiera della riservatezza sul web, tornato di moda dopo l'approvazione della nuova legge in materia. Due sono i programmi che garantiscono l'anonimato degli utenti: Mute e Freenet. Entrambi perfettamente funzionanti soffrono però di una carenza di "materiale" disponibile visto il numero limitato di utenti che li utilizzano.
Alessandro Gennari