LIBRI

Il testamento di Swayze

Notizia del 30 settembre 2009 - 15:30

Nel libro scritto prima di morire, Patrick ripercorre la propria vita (il matrimonio, il successo di Dirty Dancing e Ghost, le scene d’amore con Demi Moore) e il calvario della malattia. Dalla scoperta del cancro al desiderio di combattere fino alla fine

di Libero News

Sono passate due settimane dalla morte per cancro di Patrick Swayze, uno degli attori più amati di Hollywood ma la commozione per la sua scomparsa non è ancora svanita. Chi lo aveva amato e trovato irresistibile in Dirty Dancing, commovente in Ghost, selvaggio e irraggiungibile in Point Break. E anche per chi lo ha conosciuto tardi, quando era tornato nuovamente e tristemente al centro dei riflettori per la sua ultima -e forse più commovente di tutte- interpretazione: quella di un uomo che combatte con le proprie forze contro un male incurabile. Ammirandone il coraggio con cui ha voluto caparbiamente continuare a vivere una vita il più normale possibile, nonostante la condanna a morte e i mille interrogativi che lo torturavano.

E che ora, grazie alla autobiografia scritta insieme alla moglie pochi mesi prima di morire, The time of my life, vengono resi di dominio pubblico. La scioccante rivelazione del tumore al pancreas, uno dei più terribili, per di più al quarto stadio, vale dire inoperabile. La depressione che lo ha colto prima, le mille domande ("Perché proprio a me? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Non sono pronto per andarmene, ho ancora tante cose da fare, tanto tempo da passare con la mia Lisa) e poi la forza, il desiderio di combattere che è subentrato e ha sostituito la disperazione. Scrive Swayze. «Mi sono rivolto ai dottori dicendo: mostratemi dov’è il nemico e lo combatterò. È stata una battaglia che mi ha profondamente cambiato e aperto gli occhi»

Ma la biografia, oltre che resoconto del proprio calvario, è anche l’occasione per ricordare e ripercorrere la propria vita e carriera. Gli esordi come ballerino a Houston, in Texas, sua città natale. L’incontro e il matrimonio, giovanissimo con colei che sarà compagna fedele di tutta la vita, Lisa Niemi. Il dispiacere per non aver avuto figli, dopo un primo aborto, la decisione di non volersi affidare a uteri in affitto ("Volevo con tutte le mia forze un figlio, ma volevo che accadesse insieme a questa meravigliosa donna che amavo, e non con qualcun altra") e le soddisfazioni di una carriera lunga e bellissima.

Il successo improvviso di Dirty Dancing, che l'ha improvvisamente reso famoso e popolare, il rapporto con la partner Jennifer Grey ("Avevamo già lavorato insieme nel film Red Dawn ma non c’era stato grande feeling, poi al provino, quando improvvisammo dei passi di danza insieme, tutti rimasero senza parole di fronte alla incredibile alchimia dei nostri corpi") e la conferma di essere ormai entrato nell’empireo dei grandi di Hollywood grazie a Ghost.

Rigurado la famosa scena d'amore con la creta scrive: «Le migliori scene d’amore non richiedono quel che io chiamo "humpage" (hump significa ingroppare…) La gente non vuole vedere ossa che si saltano addosso, ma giochi di sguardi, la passione che si trasmette con gli occhi. Questo vuol dire “sexy”».

E aggiunge: «Di tutte le scene girate probabilmente ho sempre avuto meno confidenza con quelle d’amore. Ma per fortuna Demi fu molto appassionata e ci impegnammo per catturare un momento che fosse in grado di rendere tutto quel che accadeva dopo nella storia più emozionante»

«La scena più difficile fu quella in cui Sam vede dall’alto il proprio corpo pieno di sangue tra le braccia di Molly e capisce di essere morto. In quel momento, mentre la giravamo, io immaginai di vedere mio padre, scomparso tre anni prima, ed ebbi una crisi di panico».

Anche il suo ultimo pensiero è rivolto al grande amore della sua vita: «C’è una sola cosa di cui mi rammarico, ed è di non aver avuto figli, perché credo che Lisa sarebbe stata una madre meravigliosa».

 

La storia

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