LIBRI

«Quella monaca della Loren»
La Giacobini racconta Sofia

Notizia del 13 maggio 2010 - 12:00

L'ex direttore di "Diva e Donna" firma un romanzo sulla grande attrice di Pozzuoli. Una donna che ha affrontato enormi difficoltà con determinazione stoica, ha riscosso enormi successi ma ha amato un solo uomo, forse due (e nessuno di loro era Marcello)

di Emanuele Benvenuti

Da molto tempo Silvana Giacobini voleva scrivere un libro su Sophia Loren e le sue "verità nascoste". Ma i troppi impegni e Diva e Donna non glielo avevano ancora consentito. Ora che ha lasciato la direzione del settimanale, il progetto è andato in porto ed è nato il romanzo Sophia Loren, una vita da romanzo (Baldini Castoldi Dalai editore).

Come mai un libro sulla Loren proprio ora?
È un progetto che avevo da tempo, perché il personaggio di Sophia - amandola come milioni di persone e conoscendola da molti anni, anche se non frequentandola - l'avevo già "studiato" molto. Solo nel 2010 però mi sono buttata sulla stesura.

Come mai ha scelto la formula del romanzo?
Io nasco come scrittrice di romanzi e finisco sempre per scrivere noir, thriller e gialli: per me è come se la realtà nascondesse in una serie di matrioske verità, ragioni e spinte, che fanno scaturire determinati atteggiamenti nei confronti dell'esistenza. E la storia di Sophia mi ha colpito particolarmente perché, pur credendo di conoscerla bene, leggendo le fonti più disparate mi sono imbattuta in una serie di sconvolgenti retroscena della sua esistenza. Volevo scrivere un romanzo, ma soprattutto ho trovato un romanzo, la vita di Sophia: non potevo scriverlo in altra maniera.

Il libro è molto ricco: come si è documentata?
Le nostre conversazioni sono riportate in corsivo. Ho rispettato l'andamento della sua espressione linguistica, perché lei è napoletana nell'anima e americana nell'esperienza e parla in maniera diretta, chiara, schietta. Quanto alla bibliografia, ci sono tantissime fonti. L'unica cosa da evitare è immergersi in quelle internettiane: lì ci sono bianco e nero, sì e no e non si capisce più qual è la verità.

Grandi amori e "amorazzi": quali gli uni, quali gli altri?
Rimane un grande amore e una grandissima fedeltà all'amore per il marito Carlo Ponti: un marito faticosamente conquistato contro la legge italiana, il perbenismo italiano, ma anche lo spirito puritano degli americani. Per l'amore Sophia ha dovuto combattere un ostracismo sociale pesantissimo. Di lei, invece, si sono innamorati sex symbol e attori famosissimi, come Richard Burton e Peter Sellers, che la voleva sposare. Uomini celebri hanno perso la testa per lei e la sua bellezza fuori della norma.

Ma lei è rimasta fedele a Ponti
Solo Cary Grant potrebbe essere stato l'unico uomo che lei ha amato oltre a Carlo.

E Marcello?
Io ho fatto delle indagini, ho sentito dei testimoni e tutto porta a credere che non siano stati amanti.

Le tre cose che hanno reso Sophia un vero mito?
Se lei non avesse avuto, oltre a bellezza e talento, quella dote straordinaria del senso del sacrificio "monastico" in nome della carriera, che lei voleva fortemente, e della famiglia, non sarebbe diventata il fenomeno Sophia Loren. Poi ha avuto l'incontro fortunato con Carlo Ponti, una figura senza eguali oggi, e la pazienza nel sopportare le difficoltà con la "d" maiuscola - basta pensare a quando è finita in carcere - che ha avuto.

C'è qualcosa che vi lega?
Assolutamente sì. Ho provato per lei un senso di sorellanza per l'attaccamento al lavoro e alla famiglia, il senso di sacrificio e l'autodisciplina.

Il cambio di direzione sottovoce a Diva e Donna: che è successo?
Improvvisamente il direttore aveva i baffi, vero? (ride, ndr) Si è trattato di un semplicissimo iter contrattuale: era finito il contratto ed, essendo previsto un periodo di non concorrenza, era opportuno per me terminare alla normale scadenza. Ma siamo rimasti in ottimi rapporti.

Ha il desiderio di tornare a dirigere?
Ho già avuto bellissime esperienze con Chi e Diva. In realtà, a me piace creare, dopo mi passa un po' l'adrenalina.

Dai grandi personaggi della cronaca rosa al gossip su tronisti, amici e gieffini...
Mi spiace stupire o deludere, ma io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno: anche i gieffini hanno le loro qualità. Non parliamo degli "amici", che partono dal nulla e vincono Sanremo. Mi spiace solo quando il gossip inventa le cose per il secondo fine della disinformazione: un metodo vecchio come il cucco ma che mi fa tanta rabbia perché era e resta feroce.

A quando un nuovo romanzo del suo alter-ego "visionario" Chiara Bonelli?
Come Sophia Loren, la mia dote "visionaria" (quella di parlare con spiriti e fantasmi, ndr) tendo a minimizzarla (ma proprio a questo punto dell'intervista esplode un fragoroso e simbolico tuono, ndr). Ma, dopo Chiudi gli occhi e Conosco il tuo segreto, mi piacerebbe completare la trilogia. Nella mia mente c'è già l'idea.

Per le riviste non c'è più spazio, dunque?
Chi vivrà vedrà...
 

Leggi anche

75 anni e non sentirliSophia Loren si scopre (e fa bene)

La Loren svelataDue scatti un po osè. Meglio coprirsi?

Sophia e le altre per Fellini"Nine", film omaggio al maestro