All'inizio tra Sherylin e Paul fu
vera passione, ma non solo: per lei, due figli e un divorzio alle spalle, anche la certezza di aver ritrovato l'amore. Un idillio il loro che culminò nelle nozze nel 1996, e da cui nacque una figlia, che presto però si trasformò in un
incubo. «Era eccitante avere un compagno che mi desiderava tanto», ha raccontato Sherylin al tabloid
News of the World, «La passione era grande». Ma era qualcosa di più che quello: «Quando arrivava a casa, sapevo che la prima cosa che aveva in mente era fare sesso con me. Anche se non volevo mi sottomettevo al suo volere. Era meglio fare sesso che essere picchiata».
Una relazione la loro durata, nonostante tutto, 12 anni su cui la donna ha scritto un libro, da qualche giorno nelle librerie inglesi dal significativo titolo Stronger: my life surviving Gazza, in cui racconta non solo i momenti più bui ma anche di come sia stato difficile per lei uscirne. Uno sfogo e allo stesso tempo un inno alla speranza per le altre donne: oggi Sherylin fa parte di un'organizzazione - la Refuge - che protegge le donne dalla violenza domestica. «Se qualche amica mi raccontasse una storia simile, io le direi "il tuo compagno ti sta violentando". Riesco a riconoscerlo solo ora».
Dopo il divorzio, nel 1998, i due vissero insieme altri cinque anni. «Molte donne desiderano fare sesso dieci volte al giorno con il loro uomo. Ma non era il mio caso. Non posso dire che è sempre stato un inferno. La nostra vita sessuale è stata buona, ma c'è stato anche il rovescio della medaglia. Ho provato a dire no e spesso con la mente ho detto no».
Sherylin ricorda che nel 1991 durante l'ultima partita con il Tottenham Gazza fu ricoverato dopo aver subito una lesione dei legamenti crociati del ginocchio destro: la prima richiesta che le fece dopo l'operazione fu di fare sesso. Glielo chiedeva sempre e se s'infuriava di fronte a un no. Ma non gli bastava: nonostante avessero anche dieci rapporti al giorno lui frequentava anche le prostitute.
«Una volta, dopo essere stata con una prostituta mi chiamò piangendo perché temeva di essere finito in una trappola organizzata dalla stampa» racconta ancora Sherylin. «"Stavo solo parlando - mi disse - non ho fatto nulla di male. Nulla". Poi mi confessò di avere passato del tempo con un'altra prostituta a Newcastle. Mi disse che avevano solo visto un film assieme. Non penso che una cosa del genere non possa capitare, ma considerando il suo appetito sessuale mi sembra davvero impossibile».
Tra loro le cose continuarono finché Gascoigne (autore lui stesso di un autobiografia nel 1995) non iniziò a bere e drogarsi: si faceva davanti ai tre figli o guidava ubriaco con loro in auto. Nell'ultimo anno si sono visti due volte e in entrambe si presentato ubriaco. Sheryl è certa che prima o poi riceverà una telefonata tragica: «So che mi chiamerà la polizia e mi dirà che l'hanno trovato morto. Non si ucciderà, certo, sarà una morte accidentale. Sta vivendo tempo preso in prestito».
«Non sono uno stupratore» ha commentato Gascoigne, interpellato dal Daily Star, precisando che ha già consultato i suoi legali per fare causa alla donna per diffamazione. La loro storia non è un comunque caso isolato: nelle cronache sono finite anche le confessioni dell'ex moglie di Marlon Brando, Tarita Terpia, che sempre in un libro (Marlon, my love and my torment) accusò l'attore di aver fatto delle avances alla figlia Cheyenne (poi morta suicida) e la confessione shock di Mackanzie Phillips, che raccontò di aver aver avuto rapporti sessuali col padre ( il leader dei Mamas and Papas) per dieci anni.