di Libero news
Già durante le puntate del talent show si era fatta notare (a chi masticava il programma, basti ricordare gli scherzi ai danni della collega più timida e introversa Silvia) ma, d’altronde, lei stessa ammette: «Il mio peggio difetto è l’impulsività: mi infiammo subito ma poi mi calmo».
Ora però, da una intervista pubblicata su Vanity Fair, l’immagine che ne esce della cantante leccese non è delle migliori. Abbottonatissima: «Non parlo di politica», «Non parlo di vita privata», «Non racconto aneddoti del mio passato», se poi si prova almeno (perché qualcosa, il giornalista, dovrà pur scrivere) a interrogarla di attualità è il disastro totale.
«Chi ha scritto Gomorra? E cos’è?», «La legge 194? Sarebbe?». Non sa chi è il proprietario di Sky, e passi, di cosa parla Il Divo di Sorrentino, e vabbeh, ma manco sapere chi sia "Papi" e chi stia al Quirinale, pare un po' troppo per una 23enne cresciuta all’alba del nuovo millennio.
Lei si giustifica così. «Vivo in un mondo tutto mio, fatto di canzoni, e poi sono stata molto impegnata in questi mesi» e va detto che l'intervista di Vanity era un po' un'interrogazione a sorpresa.
D’altronde gli unici interessi di Ale sembrano davvero essere ristretti al suo nido famigliare: con i soldi guadagnati grazie alla vittoria di Amici ha comprato un’auto nuova a mamma e spera di regalare uno yacht a papà. E la sua più grande paura è che possa capitar loro qualcosa, visto che con la notorietà raggiunta è spesso vittima di telefonate anonime e “strane minacce”. «Sono molto esposta e ho paura che, per invidia o altro, possa accedere qualcosa di brutto a me, o alla mia famiglia. Con quello che si sente in giro o in tv, bisogna fare attenzione. Ricevo spesso telefonate strane. Attenzioni simili a quelle riservate fino a qualche tempo fa a Michelle Hunziker. Quando dicono che ’sto sempre in mezzo’, al centro della scena, un po’ è vero, ma è il mio momento: che cosa dovrei fare?»
Certo è che se davvero i partecipanti ai reality tipo Grande Fratello o Amici sono rappresentativi della generazione di oggi, c’è da fermarsi e riflettere un pochino. E suggerire magari a Maria di inserire, dentro la sua scuola, anche una cattedra in cultura generale. Così, tanto per provare…