E' probabilmente la prostituta più conosciuta della Spagna. Si chiama
Marien, anzi no, Montse, ma Marien è il suo nome d'arte. Il suo lavoro è speciale e molto diverso da quello delle
altre colleghe che esercitano il mestiere più antico del mondo. Quello di Marien è particolare, molto di nicchia. Si è sopecializzata nei disabili: persone con sindrome di Down, tetraplegici, grandi ustionati o affetti da obesità. Con la sua intervista al quotidiano
El Mundo, Marien ha di colpo sollevato il coperchio su un tema delicato e difficile: la sessualità dei disabili.
Da dieci anni Marien
vive e lavora a Barcellona e
offre sesso a pagamento ai portatori di handicap. Per trascorrere un week end in sua compagnia ci vogliono oltre duemila euro mentre una prestazione
costa 200 euro. Con il suo lavoro Marien ha aperto gli occhi su un mondo diverso: «Ho scoperto che queste persone non sono così fragili come si può credere. Hanno bisogno di aiuto in alcuni momenti, ma hanno una capacità non comune di superare le avversità».
E se oggi definisce
il suo lavoro un "servizio sociale", se in molti casi sono proprio le famiglie delle persone disabili a contattarla, Marien non nasconde che all'inizio il suo
fu un calcolo, la scelta, dice, «di lavorare in un settore che le altre disprezzavano». Con il tempo
la sua attività è diventata
un business: «Posso vivere comodamente, ho potuto comprare due appartamenti, far studiare mio figlio». Nel suo blog Marien
racconta le sue esperienze: «Dare piacere a chi soffre è un servizio sociale.
Ho clienti fissi da anni. Siamo diventati amici. Non c'è né pudore né pietà,
il sesso è uno scambio, loro ne hanno bisogno, io glielo do....».
Inutile dire che la vita di Marien è cambiata dopo la sua intervista. Il suo blog è stato subissato da accessi e la sua casella di posta elettronica si è intasata per le molte mail: entusiasmo e ringraziamenti ma anche insulti e minacce. Marien è diventata ora
un'icona del sesso per disabili ed è un susseguirsi di ricghieste di
interviste tv. Per il momento Marien è riuscita a resistere alla tentazione dei compensi. Chissà per quanto tempo le lusinghe rimarranno inutili. Si vedrà. Ma intanto il dibattito sta infiammando le associazioni per disabili. Eppure, in Svizzera e in Svezia il lavoro delle
assitenti sessuali è riconosciuto da anni ed è pagato dallo stato. (
Libero News)