Di quelle (e quelli) che per un
quarto d'ora di fama farebbero qualsiasi cosa - dai baci lesbo alle
scazzottate, da
assurde operazioni chirurgiche a record raccapriccianti - riempie regolarmente gli studi delle
sue trasmissioni. Ma con quelle che per lavorare nello spettacolo
si concedono al potente di turno
Barbara D'Urso - indirettamente - non è morbidissima.
La
conduttrice partenopea è orgogliosa di essere dov'è per meriti esclusivamente suoi: di chi sussurra che avrebbe avuto
amanti illustri e influenti dice che «forse non si arrende al fatto che dopo 33 anni sono ancora qui a
condurre trasmissioni». E in più afferma di non aver alcun motivo di vergogna: « Ogni mattina mi sveglio, mi guardo allo specchio e so qual è stato
il mio passato».
Nel suo presente, invece, ci sono
successi a ripetizione che spesso fanno sì che sia paragonata a
Mara Venier (prossimamente sua rivale pomeridiana con la
Vita in diretta): «Io erede di Mara? La trovo una cosa carina, conosco molto bene Mara Venier e la ammiro tanto». Ammirazione che non potrebbe mai sconfinare in qualcosa di più: sebbene sostenga di
non aver alcuna «paura» dei transessuali, Barbarella ammette di avere un "blocco" verso le donne. Le è infatti capitato di ricevere lettere di
fan lesbiche, ma di fronte a delle avance «mi sarei sentita in
imbarazzo».
Nessuna difficoltà, invece, a schierarsi sul tema caldo delle ultime settimane, la
pillola Ru486: «Non condanno mai a priori chi fa uso di una cosa. Rispetto le donne che scelgono di abortire, anche se
io sono contraria».