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Malato terminale? No, grazie

Notizia del 10 novembre 2010 - 09:15

In rete lo spot a favore dell'eutanasia, gią censurato in Australia e rilanciato dall'associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale. Per la tv italiana, la palla passa al Garante che deciderą se dare il via libera

di Libero News

Che venga trasmesso o no dalle televisioni italiane, sicuramente susciterà polemiche: si tratta dello spotpro-eutanasia che la tv australiana ha già censurato e per il quale l'Associazione Luca Coscioni e il Partito Radicale hanno promosso una raccolta fondi per arrivare anche alle tv nazionali, dopo aver peraltro già pubblicato sui propri siti internet i 34 secondi del video incriminato.

Telelombardia, Antenna3 e Milanow si sono dichiarate disponibili a trasmetterlo, ma la messa in onda è subordinata al parere dell'Authority per le telecomunicazioni che dovrà esprimersi in merito. Nello spot l'attore (la voce italiana è quella di Toni Garrani) parla ripreso in primo piano, seduto su un letto d'ospedale, mentre alle sue spalle una donna, presumibilmente la moglie, dopo avergli portato il pasto si siede in un angolo per ascoltarlo mentre dice: «La vita è questione di scelte... certamente non ho scelto di essere un malato terminale e certamente non ho scelto che la mia famiglia debba vivere questo inferno insieme a me. Ho fatto la
mia scelta, ho solo bisogno che il governo mi ascolti».

Lo spot si conclude ricordando che, secondo il rapporto Eurispes 2010, il 67% degli italiani è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia: «Il nostro governo no». L'iniziativa, presentata oggi a Milano da Marco Cappato per i radicali,
dal direttore di Telelombardia, Fabio Ravezzani e da Mina Welby, moglie di Piergiorgio, prevede un impegno diretto dell'associazione Luca Coscioni: per ogni euro raccolto, l'associazione inestirà altrettanto per poter far arrivare il messaggio al più vasto pubblico possibile.