Nomina sunt consequentia rerum, dicevano i latini. E' vero? Una piccola indagine su nomi e cognomi dei politici, compiuta in rete sul blog Parlo Io! e sul sito Cognomi italiani sembra confermarlo.
A cominciare dall'ex ministro della Giustizia, sulla bocca di tutti perché indagato, insieme con lo stato maggiore campano dell'Udeur e soprattutto con la moglie Sandra Lonardo, agli arresti domiciliari per tentata concussione. Il cognome Mastella allude al recipiente usato per lavare i panni: non c'è dubbio che Clemente dovrà essere indulgente proprio come gli suggerisce il nome di battesimo con la consorte che l'ha trascinato giù dallo scranno ministeriale e accingersi, ora, a lavare i panni sporchi in famiglia.
Così come non c'è dubbio che Mortadella sia a tutti gli effetti, nonostante l'origine bolognese, un Romano, un uomo di Roma, appunto, nonché un prode che - «fermo come un semaforo», al suo solito - non tema nessuna crisi, nessuno scandalo, nessun possibile ribaltone.
E il suo diretto rivale politico? Silvio è uno «che ama i boschi» (e infatti dota le sue numerose ville - soprattutto quella di Arcore e quella celeberrima in Sardegna - di parchi vasti e pieni di ogni varietà di piante) ed è anche un berlusch, un tipo strabico, un po' storto, secondo l'origine dialettale milanese del cognome Berlusconi. Il che forse potrà spiegare le sciagurate alleanze politiche sempre pronte ad abbandonare la barca.
Leader nato, Walter è, dall'etimologia tedesca, un «comandante dell'esercito», che seduce i suoi con eleganza, forza e ardimento, da buon Veltroni, cognome che ha origine dal veltro, elegantissimo e velocissimo cane da caccia simile al levriero, specializzato nella caccia agli orsi e ai cinghiali.
Il leader di An, Gianfranco Fini, è invece un «uomo libero» (e per un po' - si è scoperto successivamente - lo è stato anche sentimentalmente, vista la recente separazione dalla moglie, conclusasi con una nuova tardiva parternità), mentre Massimo D'Alema è il «grandissimo, sommo», il che sicuramente gratifica e spiega la sua scarsa modestia. Il suo cognome è più frequente nella versione D'Alena, matronimico descritto come un nome di origine greca o slava, usato come variante di Magdalena o Maddalena.
E Totò Cuffaro? Salvatore è «colui che salva» (i boss col telefono sotto controllo? Ai posteri la sentenza!). Il suo cognome deriva dal mestiere di produttore o venditore di coffe (panieri di vimini), mentre nel ragusano il cùffaro è il nome locale del grecale (vento freddo proveniente da nordest), termine a sua volta derivante - udite udite! - dall'arabo kuffar (gli infedeli, i traditori, quelli di cui non puoi fidarti). Conoscete altri esempi di coincidenza tra nome e personalità? A voi la parola. (Libero News)