

Lo scontro tra i due due giornalisti si fa più acceso quando si passa al tema delle leggi ad personam. Grazie a queste, sostiene Travaglio, Berlusconi l’ha fatta franca per ben cinque volte. Vespa non è dello stesso parere: "Il Cavaliere non ha mai avuto condanne definitive, né, contrariamente alle voci correnti, è stato assolto grazie alle discusse 'leggi ad personam'. Quando è stato assolto per prescrizione, infatti, l'assoluzione è intervenuta prima della legge Cirielli. In altri casi è stato assolto per non aver commesso il fatto, o perché il fatto non sussiste".
Parlando di Schifani il conduttore di Porta a Porta scrive che "occorre un bel coraggio per crocifiggere il presidente del Senato per aver avuto un rapporto con una persona condannata per mafia 14 anni dopo". Nella sua risposta sull'Unità Travaglio ribatte: "Non ho mai «crocifisso il presidente del Senato per aver avuto un rapporto con una persona condannata per mafia 14 anni dopo»: ho semplicemente fatto sapere agli italiani - così bene "informati" dal dottor Vespa - che il presidente del Senato era socio di due persone che oggi stanno in carcere per mafia, una delle quali, il boss Nino Mandalà, aveva nelle mani la giunta comunale di Villabate di cui Schifani, a metà degli anni 90, era il consulente urbanistico". (Libero News)
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