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Vespa vs Travaglio - Il conduttore di Porta a Porta e il polemista di Annozero ai ferri corti. Un continuo botta e risposta sulle pagine deill'Unità. Oggetto della disputa: i processi di Berlusconi e il presidente del Senato in odor di mafia. In pratica è disaccordo su tutto

Vespa vs Travaglio

Notizia del 13 ottobre 2008 - 15:00

Il conduttore di Porta a Porta e il polemista di Annozero ai ferri corti. Un continuo botta e risposta sulle pagine deill'Unità. Oggetto della disputa: i processi di Berlusconi e il presidente del Senato in odor di mafia. In pratica è disaccordo su tutto

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Che Bruno Vespa e Marco Travaglio fossero su sponde opposte è cosa nota, ma ora la battaglia riprende con toni ancora più accesi in un botta e risposta a suon di lettere aperte sull'Unità. Oggetto del contendere: i processi contro Berlusconi. Il disaccordo tra i due giornalisti è totale, nemmeno sui numeri riescono  a trovare un terreno comune. Per Vespa sono 22 i processi contro Berlusconi dopo il suo ingresso in politica, per Travaglio sono 17. L'attacco di vespa:"Marco Travaglio mi scarica addosso la consueta serie di insulti che fanno godere chi dell'antiberlusconismo ha fatto una ragione di vita, ma che costituiscono per il Cavaliere una polizza formidabile per fargli superare il record di durata di Giolitti e Mussolini". La risposta di Travaglio non si fa attendere: "Nel salutare il 'dottor Fede', in arte Vespa, mi complimento con lui per essere riuscito a sponsorizzare il suo nuovo libro anche sull'unico giornale che ancora non gli aveva dedicato le consuete raffiche di anticipazioni e recensioni encomiastiche".

Lo scontro tra i due due giornalisti si fa più acceso quando si passa al tema delle leggi ad personam. Grazie a queste, sostiene Travaglio, Berlusconi l’ha fatta franca per ben cinque volte. Vespa non è dello stesso parere: "Il Cavaliere non ha mai avuto condanne definitive, né, contrariamente alle voci correnti, è stato assolto grazie alle discusse 'leggi ad personam'. Quando è stato assolto per prescrizione, infatti, l'assoluzione è intervenuta prima della legge Cirielli. In altri casi è stato assolto per non aver commesso il fatto, o perché il fatto non sussiste".

Parlando di Schifani il conduttore di Porta a Porta  scrive che "occorre un bel coraggio per crocifiggere il presidente del Senato per aver avuto un rapporto con una persona condannata per mafia 14 anni dopo". Nella sua risposta sull'Unità Travaglio ribatte: "Non ho mai «crocifisso il presidente del Senato per aver avuto un rapporto con una persona condannata per mafia 14 anni dopo»: ho semplicemente fatto sapere agli italiani - così bene "informati" dal dottor Vespa - che il presidente del Senato era socio di due persone che oggi stanno in carcere per mafia, una delle quali, il boss Nino Mandalà, aveva nelle mani la giunta comunale di Villabate di cui Schifani, a metà degli anni 90, era il consulente urbanistico". (Libero News)

 

 
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