

Nata 26 anni fa a Tunisi da una famiglia marocchina, ha lasciato il suo Paese da poco per arrivare in Italia. «Sono cresciuta in un ambiente asfittico, mio padre e mio fratello, il maggiore di tutti i sei figli, non mi permettevano di uscire di casa. Potevo solo fermarmi a parlare con le mie cugine e quando uscivo lo facevo indossando il velo».
È stato per combattere le discriminazioni e dare un segnale alle altre donne tunisine che ha deciso di posare senza veli per Alberto Magliozzi. «Conoscevo tramite mio marito le foto di Magliozzi, lo abbiamo cercato e gli ho spiegato i motivi della mia protesta. So che queste fotografie non saranno prese bene dai miei familiari, né dai miei connazionali. Ma per molte donne rappresenteranno uno squarcio in un mondo di omertà. Sono religiosa, non rinnego la mia fede musulmana, prego ogni giorno. La sottomissione delle ragazze però non c’entra nulla con la dottrina di Maometto. Non faccio male a nessuno con i miei scatti, chiedo solo uguaglianza di diritti e possibilità di parola. Se ci fosse, tante cose anche nella mia terra andrebbero meglio».
Tutto è iniziato nel 2002, quando uscendo a fare delle compere Hanane Zenali conosce Mario, il suo futuro marito (un italiano di 54 anni). Lei aveva appena compiuto 20 anni ed è stato amore al primo sguardo: «Indossavo il velo e lui ha visto solo i miei occhi. Ci siamo guardati e, quando sono uscita dal negozio, lui mi ha fermata e mi ha chiesto il numero del cellulare. Non ne avevo e ho dovuto dargli quello di mia sorella». Lui si converte, diventa musulmano ma alla famiglia non basta e li ostacola in ogni modo. Loro non cedono, si sposano e si trasferiscono a Nettuno, vicino a Roma. «Qui sto imparando che significa essere una donna. E la mia battaglia per i diritti delle donne è appena iniziata». (Libero News)
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