Le piace avere il controllo di tutto, dentro e fuori dal campo. E nemmeno sullo stile lascia nulla al caso: Venus Williams, che com'è noto ama
disegnare lei stessa i completini sempre più fashion che indossa durante le gare, ha stupito il pubblico del Roland Garros osando come mai prima d'ora.
Presentatasi in campo con un
corsetto nero, impreziosito da profili rossi, e un
gonnellino in pizzonero, ha lasciato tutti a bocca aperta al primo gesto di sforzo agonistico, quando nella corsa ha lasciato intravedere un paio di
hot pants color carne,
con un effetto vedo non vedo molto sexy.
Lei sostiene si tratti di scelte di stile ma anche sportivamente vincenti - «
Sono comode e trendy» dice delle sue tutine -, anche se al pubblico rimane qualche perplessità sulla funzionalità dei merletti in un gioco come il tennis, ma la Williams fa spallucce ed è ormai chiaro che stupire è per lei una preoccupazione prioritaria, almeno quanto vincere. Del resto la numero due del seeding risponde con i fatti a chi dovesse accusarla di eccessiva
civetteria.
Niente di nuovo sotto il sole, comunque: già
Lea Pericoli, nei lontani anni Settanta, si faceva disegnare abitini e coulotte di pizzo dallo stilista ingelse Ted Tinling. «
Lea’s kick is chic» si diceva della campionessa italiana, che amava calamitare gli sguardi con pigiama di pizzo, piume di struzzo, gonnellini di visone e sottanina di diamanti.
E ora che il tennis abbonda di ragazze copertina, tanto belle quanto temibili sotto rete, le partite si vincono soffrendo fino all'ultimo set, ma anche impressionando l'avversaria e il pubblico con
mise sempre più aggressive. Con gli anni, il gonnellino s'è accorciato sempre più, la lingerie è più maliziosa che mai, i corpetti più succinti. Acconciature, trucco e gioielli fanno il resto, nonostante le corse pazze e il sudore. Ma soprattutto è il dopo gara, sono le foto posate, quelle paparazzate e le
sfilate ad aggiungere altra salsa piccante al menu. E anche in questo la non bellissima Williams vuole vincere. Anzi, stravincere.