MUSICA

Gira un film su Doherty Muore per overdose. È giallo

Notizia del 29 gennaio 2010 - 14:50

La 27enne Robin Whitehead, nipote di Teddy Goldsmith fondatore della rivista The Ecologist, trovata morta per overdose. Aveva appena terminato un documentario sul cantante, che l'ha incontrata il giorno prima della morte. Ed è sospettato

di Libero News

Chi tocca Pete Doherty muore: l'uomo simbolo degli eccessi (auto)distruttivi e incarnazione vivente del motto droga e rock 'n' roll (il sesso, se c'è, è marginale) ha fatto un'altra vittima. O almeno è quello che sospettano le autorità inglesi, che si apprestano a interrogarre il cantante nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della 27enne Robin Whitehead.

La ragazza, nipote di Teddy Goldsmith, fondatore della rivista The Ecologist, e pronipote del miliardario finanziere Sir James Goldsmith, è stata trovata senza vita domenica in una casa di Hackney, zona orientale di Londra, presa in affito da Pete Wolfe, amico di lunga data di Doherty. La causa del decesso sarebbe un'overdose da stupefacenti, sebbene il padrone di casa neghi che Robin avesse problemi di droga.

Il guaio, per Pete, è però che la giovane vittima da tempo frequentava il cantante maledetto - aveva appena terminato di girare un documentario sui Libertines, ex band di Doherty - ma soprattutto dalle informazioni riportate dal tabloid The Sun risulta che il rocker abbia fatto visita alla casa di Hackney sia il giorno prima della morte, lasciandoci un "carico" di droghe, sia il giorno dopo. È quindi ritenuto probabile che l'indagine, al momento condotta su una morte «non sospetta», si tramuti prossimamente in qualcosa di più serio, soprattutto per Pete, già incriminato poco prima di Natale per possesso di eroina.

Torna quindi alla ribalta il pericoloso ruolo da «pifferaio magico» che a Doherty attribuisce da anni la madre di Mark Blanco. La signora Sheila accusa il cantante di essere stato il responsabile della morte di suo figlio, precipitato (secondo la donna gettato) da un balcone di una casa londinese nel 2006, e afferma che tra la morte di Mark e quella di Robin il «comun denominatore» è proprio Pete. Che è stato portato ad esempio in Parlamento da un deputato britannico proprio ieri come dimostrazione dell'eccessiva leggerezza delle pene inflitte alle celebrità.
 

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