MUSICA

Jacko, forse, meritava di più

Notizia del 7 luglio 2009 - 23:00

L'ultimo saluto è filato via tra una predica e qualche "hurrà" di troppo alla famiglia. Ma il genio di casa Jackson, in effetti, era lui. E lui non c'è più


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Reverendi, qualche risata, amici e conoscenti, giovani rivelazioni sfornate dalla tv, tanti bambini, pianti e quel tanto di retorica che non guasta mai. Forse il mondo si aspettava qualcosa di diverso. Forse lui meritava qualcosa di diverso. Il miliardo di telespettatori che, per giorni, ha immaginato come sarebbe stato l'ultimo saluto a Jacko ha assistito a uno show che di memorabile ha avuto solo i numeri. L'unica vera protagonista della commemorazione in visione planetaria allo Staples Center di Los Angeles è stata la famiglia Jackson. Al gran completo: papà Joe, mamma Katherine, fratelli e sorelle e i tre figli di Michael.

La stessa famiglia che, a detta di tutti, lo aveva lasciato solo negli ultimi anni, quelli più difficili delle accuse, delle pillole, delle operazioni, delle battaglie legali. Per l'occasione erano tutti in prima fila, vestiti di nero, con guanto luccicante e occhiali scuri, cappelli a falda larga e rosa gialla all'occhiello. Un'immagine un po' stonata rispetto alle ultime dell'album della vita di Jacko. Toccante il ricordo dell'amica Brooke Shields e il pianto della primogenita Paris ("Era il padre migliore del mondo", è riuscita a dire prima di scoppiare il lacrime).

La commemorazione è filata liscia, tra un predicozzo e un "God bless you" urlato al microfono. Chissà se era questo il commiato che Michael avrebbe voluto. La bara (bronzo placcato oro 14 carati e interni in velluto blu) era coperta da una cascata di rise rosse, intorno numerose corone di parenti e amici più cari. Ci si aspettava qualcosa di più, forse. Ma il vero genio della famiglia Jackson era lui. E lui, in effetti, non c'è piu. (Libero News)