Questa verità è stata
sussurrata di bocca in bocca fin dal 15 luglio 2009, data della morte di
Michael Jackson. Giorno dopo giorno, e man mano che emergevano nuovi particolari, quel sussurro è diventato un grido amplificato dalla voce dei fan del Re del pop. Adesso è un'affermazione:
Jacko è stato ucciso. Ad affermarlo è il suo certificato di morte , secondo quanto rivela il domenicale britannico "
News of the World", che pubblica in esclusiva il documento datato 31 agosto. Per il coroner Christopher Rogers fu un "omicidio" causato da una "
forte intossicazione da Propofol" provocata da "un'iniezione endovenosa fatta da un'altra persona".
Nella prima versione del certificato, datata 7 luglio, il vice coroner Cheryl MacWillie non indicò la causa della morte, ma il 31 agosto il documento fu rivisto dal medico legale Christopher Rogers, che scrisse chiaramente "omicidio". E così il medico di Jackson
Conrad Murray - il maggior sospettato fin dall'inizio -
rischia l'incriminazione per omicidio preterintenzionale. Le accuse formali arriveranno una volta terminate le indagini della polizia di Los Angeles, ma intanto il dottore ha ingaggiato l'avvocato Michael Flanagan, che salvò un'infermiera dall'accusa di aver causato erroneamente la morte di un paziente proprio con l'antidolorifico Propofol.