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Giovanni Allevi? Di sicuro allora non condividerete l'
Uto Ughi pensiero. Il grande violinista nel corso di un'intervista rilasciata a
La Stampa, ha infatti distrutto l'opera del giovane pianista marchigiano: «È un furbo collage di nessun valore.
In passato non sarebbe entrato in conservatorio». L'esibizione natalizia promosso dal Senato della Repubblica che ha visto Allevi protagonista? Ci va giù ancora più duro: «Quel concerto mi ha offeso come musicista».
«Le composizioni di Allevi sono
musicalmente risibili – continua - Se cita dei grandi pianisti del passato lo fa per rimarcare che, a differenza di loro, lui è anche un compositore. Lui è un nano in confronto a Horowitz e a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina». La sua musica «non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova.
Nel suo campo ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui».
Come si spiega quindi il suo successo di Allevi? «È frutto di un'esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un
forte investimento di marketing. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti». Mentre Allevi «si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse: è privo del tutto di umiltà.
Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze»