È fatta:
il dermatologo Arnie Klein vuota il sacco e lo fa in un'intervista condotta da Harvey Levin
per
Tmz Live. Il migliore amico del re del pop racconta tutto in un incontro di ben 90 minuti durante i quali il medico ha offerto un quadro impressionante delle sregolatezze della vita
del cantante di Thriller, dalla sua dipendenza dal propofol ai
diversi interventi effettuati sul viso. In questa confessione c'è spazio per tutto. Anche per le perversioni sessuali di Jackson, come quella di urinare in faccia o il tremendo nomignolo che ha marcato profondamente la prima infanzia di Michael,
traumatizzandolo per tutta la vita.
Innazitutto Klein conferma ciò che tutti noi supponevamo:
Michael Jackson era dipendente da farmaci, in particolare dal Propofol, un potente anestetico che viene utilizzato generalmente per sedare i pazienti in vista di un intervemto chirurgico.
Il dermatologo nega di aver mai somministrato il prodotto a
Jacko ma ammette che il cantante glielo aveva richiesto quattro anni fa: aveva problemi di insonnia. Gli diede il
Demerol, invece,
per rendere più sopportabili
i dolori postoperatori causati dagli interventi di chirugia estetica (almeno 20 al naso).
Durante la lunga intervista a
Mtz Live il medico ha anche detto che il suo paziente gli aveva chiesto di occuparsi dei suoi figli, nel caso fosse morto.
Jacko aveva infatti manifestato il desiderio di proteggere i figli ancora piccoli dagli effetti nefasti del mondo dello showbiz. Attualmente la custodia di
Prince Michael di 12 anni, Paris di 11 e Prince Michael II di 7 è stata affidata alla madre di Jackson (Katherine, 79 anni). Stando alle insinuazioni del dermatologo, LaToya avrebbe sottratto dopo la sua morte un'ingente quantità di denaro in contanti che Jacko era solito avere in casa.