MUSICA

Tiziano Ferro: "Sì, sono gay"
Il coming out e la parola fine

Notizia del 6 ottobre 2010 - 08:30

«Voglio innamorarmi di un uomo». Il cantante lo dice a Vanity Fair. In libreria sta per uscire la sua autobiografia. Dopo anni di dubbi, di analisi, di solitudine e di bulimia: ecco il vero Tiziano

di Libero News

Le "indiscrezioni" non hanno più motivo di venir fuori. La parola fine l'ha messa lui. Che poi, in realtà, è un'inizio. Perché Tiziano alla fine il peso se lo è tolto: prima in privato e poi in pubblico.

«Un paio di anni fa» racconta Ferro a Vanity Fair «ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità. Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio».

 

«Che cosa succederà dopo?», chiede Tiziano Ferro. Si risponde da solo: «Niente sarà più come prima». L'intervista non è che l'anticipazione dell'autobiografia (Trent’anni e una chiacchierata con papà) che sarà in libreria tra un paio di settimane e che contiene i diari scritti dal 1995 al 2010. Una sorta di regalo a chi gli vuole bene.

L'indiscrezione che il cantante stesse affidando a un'autobiografia la confessione risale a giugno. Proprio pochi mesi prima Alessandro Cecchi Paone aveva lanciato l'invito: «Fatevi avanti, se siete gay ditelo una volta per tutte». E subito erano spuntati il nome di Ferro, da anni su di lui circolavano rumors, Renato Zero, che invece sulla sua presunta omosessualità ha sempre giocato e Cristiano Malgioglio.


"Dopo tanti anni all'ombra di tentativi, rinunce, attese strazianti, sforzi e privazioni, sarei stato disposto a smettere di cantare. Ero pronto a buttare al vento i sacrifici, non contavano più le lacrime di speranza, e nemmeno quelle di gioia. Persino le soddisfazioni e i sogni erano passati in secondo piano. Nella mia testa era così: «Se sono omosessuale non posso stare al mondo» (dal Corriere della Sera)


"La liberazione più grande è stata poter parlare con le persone che mi sono più vicine, con mio padre, la mia famiglia, gli amici, il resto è venuto naturale" (da Repubblica)