Alle conferenza stampa Jocelyn Eve Stoker si presenta riccia e rossa, abbandonando il look da collegiale in gita scolastica che sfoggiava durante la promozione del secondo album. "A 14 anni - racconta in conferenza – ero diversa, oggi a 19 sono rossa, a 25 potrei essere con i capelli blu e a trenta ancora diversa, ma il look non conta io sono una cantante".
Irrequieta e piena di energia la ragazza del soul descrive la sua ultima fatica Introducing Joss Stone che vanta collaborazioni importanti con artisti come Lauryn Hill e Common: "Questo posso considerarlo il mio primo album, perché mi rappresenta in tutto sia per la musica che nei testi. Canto i brani che amo veramente. Nel 2003 con The Soul sessions avevo 14 anni e nessuno dava retta a una bambina che voleva per il suo disco grandi musicisti o la presenza di archi".
E sul tema aggiunge: "Il mio secondo album è stato un lavoro affrettato e giuro che non farò mai più un disco mediocre". Decisa e appassionata la piccola-grande Joss racconta la sua passione e amore nei confronti di Aretha Franklin per la quale ha una vera ammirazione e alla domanda per quale motivo da piccola non abbia amato le Spice girls risponde: "A 8 anni volevo essere come una delle Spice, ma a 10 anni vidi in televisione uno spot su un cofanetto di cd di Aretha Franklin e dissi Wow! Corsi in camera mia per prendere una penna e segnarmi quel nome. Credo che ogni bambino anche a 5 anni dovrebbe ascoltare quella musica".
Sul palco dell'Ariston la 19enne inglese ha cantato due brani: il suo ultimo singolo Tell me 'bout it e naturalmente Respect di Aretha Franklin: "Una cover di Aretha ma nessuno può migliorare la sua interpretazione ed eguagliarla"
Gianbattista Pinna