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Facciamo le pulci al Festival
Quant'è costato il baraccone?

Notizia del 1 marzo 2010 - 12:00

«Ce ne saremmo dovuti tornare tutti a casa», dice Ruggeri. Invece, siamo arrivati in fondo. Con milioni di euro sparsi qua e là

«Dopo aver sentito, la prima sera, Luca Laurenti interpretare in quel modo Crazy little thing called love dei Queen, noi cantanti avremmo dovuto mandare tutti a cagare e tornarcene a casa. È stato un insulto». Così, dalle pagine di Vanity Fair, Enrico Ruggeri commenta l'avvio del Festival di Sanremo, che però è proseguito imperterrito mietendo, complice l'assenza di alternative, successi su successi.

Ma se l'orgoglio per i dati d'ascolto ha pervaso i piani alti della Rai, un po' di sconforto (o d'irritazione) potrebbe assalire i finanziatori (noi) della tv di Stato. Perché i cachet per il Festival sono davvero impressionanti. Come rivela il settimanale, il comune rivierasco da solo si è intascato la bellezza di 9 milioni per l'esclusiva della kermesse, cui si aggiunge il giro d'affari da circa 11 milioni per gli esercenti della cittadina.

Non è andata peggio agli ospiti: Bonolis, per accompagnare Laurenti a dare tanta prova di sé, ha preso 120.000 euro (come se avesse condotto l'intera serata, secondo il "listino" del 2009); Jennifer Lopez, che pure se li è "sudati", ne ha intascati 480mila; Dita Von Teese si sarebbe accontentata di 50.000 per lo spogliarello allo champagne; Bob Sinclair non è andato oltre i 40mila. E per fortuna che la Rai ha detto no a Claudio Baglioni quando ha chiesto 200.000 euro per intervenire e a Christian De Sica, che avrebbe partecipato gratis ma avrebbe preteso -sempre secondo Vanity - l'acquisto di un film del figlio per 300mila euro (con la garanzia di un passaggio in prima serata nel periodo di garanzia!), così è riuscita a pagare i 48mila euro per Michelle Rodriguez (ignoto il costo di apparecchiature ed effetti per creare l'imbarazzante Avatar della Clerici) e i 250mila euro per le scenografie di Daniel Ezralow.

Lavorando anche per il Moulin Rouge, il coreografo Gaetano Castelli ha portato all'Ariston le ballerine scosciate per soli 70mila euro, diecimila in più di quanto è costata l'evanescente Mary J. Blige. Ma il maestro del "conflitto di artisti" è stato ancora una volta Lucio Presta, che in un colpo solo ha piazzato Clerici, Bonolis, Laurenti, Cuccarini e Costanzo. Soldi sperperati? Mai come quelli per la moneta d'oro da 60 euro regalata ai 600 giurati Ipsos (sì, fanno proprio 36.000 euro) o per il milione di fogli A4 usati per stampare la rassegna stampa nei giorni del Festival.

In soccorso dei pagatori del canone sono venuti gli sponsor, che per spot , telepromozioni e mini-passaggi hanno versato da 60mila euro a un milione. Molto meno di quanto valgono ora in un anno di comparsate e serate Pupo ed Emanuele Filiberto: secondo il loro manager possono raggranellare oltre 2,5 milioni in 12 mesi. Bel risultato, come quello che ha avuto sul mercato delle droghe l'affaire Morgan: a Sanremo mezzo grammo di coca costava 80 euro invece dei soliti 50!