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Nostra Signora del varietà

Notizia del 28 aprile 2009 - 09:00

Pamela Prati su questo palco c'è nata. E, per amore, ha detto ancora una volta sì a Pingitore, malgrado gli altri impegni. Il flop? Provateci voi ad andare contro la Clerici e il terremoto

di Barbara Del Pio

Lei al Bagaglino c'è nata e cresciuta. Su questo palcoscenico è diventata la stella che è (parole sue, ndr). E guai a toccarle Ninni Pingitore, i balletti sexy, le battute e le paillettes. Pamela Prati difende con le unghie e con i denti il suo varietà. Non aveva voglia di parlare del fattaccio, ma con noi lo ha fatto. Un consiglio: non ditele che in qualche caso a Bellissima si è andati un po' oltre perché diventa una tigre. Il fatto è che "contro bambini e animali non c'è storia, tesoro".

Stavo cercando di fare due conti. Quante edizioni hai fatto?
Tante. Il Bagaglino è stata la mia accademia. Mi ha consacrato come una stella per gli italiani con il 45% di share. Abbiamo vinto due Telegatti come trasmissione dell'anno. Poi Mediaset mi ha voluta e io ho fatto fare 16 milioni di spettatori a Scherzi a Parte, come Sanremo. Il Bagaglino è un diamante di rara e inestimabile bellezza che solo gli intenditori possono apprezzare. Rimarrà sempre la mia forza. Pingitore quest'anno ha chiesto a me e a Valeria (Marini, ndr) di tornare e noi abbiamo detto subito di sì, anche se avevamo altri impegni (Pamela sta girando la sit-com Piloti che andrà in onda a maggio su RaiDue, ndr). Abbiamo accettato perché era un gioco tutto al femminile, un divertimento, una cosa diversa dal solito. Essendo Ninni un cultore della bellezza, ha messo la donna al centro.

Detto tutto questo, cosa si è inceppato quest'anno?
Prima di tutto che ci hanno messo contro un programma fortissimo e nuovo. Lo sai benissimo, quando ci sono i bambini e gli animali si vince. Succede anche al cinema. Poi il Paese non sta vivendo un gran momento col terremoto. Anche il calendario non ci ha favorito: il Sabato Santo e le Feste. E poi noi non dovevamo andare di sabato sera ma il giovedì. È un programma che resiste da ventuno anni, qualcosa vorrà pur dire. E poi altri li chiudono dopo la prima puntata. Mi devi credere: per strada nove persone su dieci mi fermavano per farmi i complimenti, cantavano la sigla, mi dicevano che era bello un programma tutto al femminile. Le bambine mi scrivono, mi vedono come una fatina, conoscono le mie battute, i miei vestiti. L'atmosfera in teatro è meravigliosa. Per me questo è l'importante.

Com'è andata con le altre sette donne? Ti hanno chiesto consigli?
Più che altro mi hanno fatto tanti complimenti, mi guardavano come per cercare di carpire qualcosa. Tutte in un modo molto positivo. Sempre con grande rispetto.

Molti lettori del Magazine hanno definito i vostri balletti e le vostre mise un po' troppo audaci. Comunque inappropriati per il sabato sera di Canale 5. Troppo bigotta come osservazione?
È un varietà. Torna indietro negli anni, anche le Kessler quando mostrarono l'ombelico fecero scalpore. Per non parlare di quello della Carrà. Siamo nel 2009! Nelle pubblicità ci fanno vedere molto di peggio rispetto a un paio di belle gambe con le paillettes e i lustrini. Io parlo per me, non mi è sembrato di essere così tanto più succinta di quando vado in spiaggia. I miei abiti erano molto eleganti.

Però eravate in otto
Ma io non posso stare a guardare tutte e otto. Non mi è sembrato così indecente. È un varietà, si devono far vedere le gambe se balli. Non abbiamo mica fatto Lo Zecchino d'Oro. Certo, un bambino non lo puoi mandare in bikini in tv. Anche a Ballando con le stelle c'erano gli abiti trasparenti e le scollature ma non mi pare sia venuto giù il mondo.

Forse perché, allora, dall'altra parte non c'erano i bambini della Clerici?
Signori, viviamo in un Paese bigotto in cui se vedono un paio di gambe dicono "oddio". Ben vengano. Dimmi tu, come donna, ti è sembrato così scandaloso? Sinceramente.

Sinceramente. Il tuo discorso regge per chi il varietà lo sa fare, che piaccia o no il genere. Voi eravate in otto, con esperienze e professionalità diverse. Forse il mix non ha funzionato. Alcuni balletti non erano esattamente da programma per famiglie del sabato
Non voglio parlare di quello che non ho visto perché stavo lavorando. Ma a me non è sembrato così. Evidentemente il momento era sbagliato. Non posso piacere a tutti perché sarebbe noioso. Ma ho letto tanti apprezzamenti sulla mia presenza. Non ho saputo dire no a Pingitore anche se volevo dedicarmi alla mia prima passione che è il cinema e mettere un po' da parte le paillettes. Ma lo stimo troppo e penso che sia l'ultimo degli autori di varietà che c'è rimasto in Italia. Mi ricordo quando c'è stata la Guerra del Golfo, eravamo in Rai e portammo il sorriso a tutti quanti. Per non parlare della Prima Repubblica quando li avevamo tutti in prima fila. Non è andata, è la vita. Si gira pagina e si va avanti, tesoro.

Quindi sarebbe bastato spostare Bellissima al giovedì per farlo funzionare?
Pingitore ci ha provato in tutti i modi ma non è stato possibile. Io però non vedo questo disastro.

I numeri sono impietosi
Erano 4 puntate e ne abbiamo fatte 3. Altri programmi, ripeto, chiudono dopo la prima. Altri sopravvivono da anni così. Anche Striscia ultimamente non sta andando benissimo. Li leggo anche io i numeri dell'Auditel. Te lo dico da donna a donna: era un programma per giocare. Soprattutto con Valeria, perché siamo due forze della natura. Ma non si può vincere una guerra senza armi. Non è facile andare contro il terremoto. È come avere contro una partita della Nazionale. In questo momento stanno andando altre cose. Il Bagaglino è per intenditori.

Quindi non è escluso che lo voglia qualcun altro?
Vero. Io ne sono convinta.

Pamela ha un programma nel cassetto, da anni, ce lo ha anticipato: Gli uomini preferiscono le bionde. E pare che a questo punto lei e la Marini vogliano farlo sul serio. Ne riparleremo presto, me lo ha promesso.

Ci teneva a dirmi un'altra cosa e lo ha fatto con molto garbo. Oltre a quanto fa già per i bambini dell'ospedale Gemelli di Roma, Pamela devolverà gran parte del suo compenso agli anziani dell'Istituto Santa Caterina delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore de L'Aquila, distrutto dal terremoto. Anzi, andrà molto presto personalmente a portare il suo contributo.