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«I veri mostri? Chi fa tv»

Notizia del 30 marzo 2009 - 09:00

Per Sabrina Ferilli «I mostri siamo noi. E le donne sono peggio degli uomini perché la loro bassezza tocca l’essere. Ma ancora più mostruosa è la televisione che è fatta oggi dove, soprattutto in Rai, nessuno si prende la responsabilità di ciò che fa»


di Sara Gambèro

Una moglie cinica e menefreghista, una mamma che per un po' di visibilità mediatica passa davanti agli affetti, una cameriera cui basta pulire le camere dei ricchi e provarsi le loro cose per sentirsi arrivata: sono queste i tre personaggi mostruosi che porta sullo schermo Sabrina Ferilli nei I mostri oggi. E a parte l’ultima che è una poveraccia, le prime due sono la dimostrazione che le donne, oggi, sono peggio degli uomini. «Mentre i maschi sono mostri nei loro ruoli sociali, la "mostritudine" femminile tocca più l’essere». Anche se la cosa peggiore, per lei, è l’uso che viene fatto della televisione. «Soprattutto quella pubblica, dove nessuno si prende la responsabilità dello schifo che fa».

Chi sono i mostri, oggi ?
Siamo noi italiani, è la nostra Italia.

A giudicare da alcuni episodi sembra quasi che i mostri siano ormai diventati la normalità
Sì, perché si è alterata tutta una serie di regole, di buon senso e di limiti che ognuno dovrebbe avere. Si prenda uno degli episodi che interpreto, Cuore di mamma, dove è rappresentato questo nostro bisogno di vivere, gioire e patire attraverso le telecamere che prima non succedeva, anzi era il contrario: chi soffriva lo faceva lontano dai media. Oggi se non stai davanti a una telecamera è come se soffrissi di meno. E questa la trovo una cosa terribile.

Quale episodio trovi più mostruoso?
La testa a posto, ovvero quello in cui Buccirosso è un padre di famiglia che sembra vivere per la propria figlia, che lui e la moglie coccolano e cercano in continuazione. Salvo poi scoprire che è proprio la ragazza a mantenere tutta la famiglia, e in modo tutt'altro che moralmente accettabile. Ma che i genitori accettano ben volentieri, anzi spingono, pur di vivere decorosamente. E poi l’episodio della paraplegica, Unico grande amore. Questo sciacallare, sopravvivere alle spalle delle disgrazie altrui è la cosa che trovo più mostruosa.

C'è qualcos’ altro che trovi inaccettabile nella vita di tutti i giorni?
L’opportunismo, più di ogni altra cosa.

Ci sono differenze tra i mostri di ieri e i mostri di oggi?
No, alla fine le mostruosità sono sempre le stesse. Certo, costumi e abitudini sono cambiate e di conseguenza anche alcune sfumature di mostritudine.

Nel complesso gli italiani non sono peggiorati né migliorati?
Diciamo che il progresso, che pure ha migliorato la vita, ha anche denigrato l’uomo. Ha tolto e dato in egual misura.

E le donne sono capaci di mostruosità come gli uomini?
Certo, è solo un fatto di diversa occupazione e posizione sociale. Le donne, oggi, continuano ad avere ruoli diversi, per molti aspetti minori, rispetto agli uomini e certe loro mostruosità si notano di meno. Anche se per me, a ben vedere, sono ancora più gravi.

In che senso?
Forse perché alcune mostruosità maschili fanno parte di determinate professioni, di un certo modo di vivere, non sono direttamente proporzionali a loro stessi, mentre la mostruosità delle donne, quando c'è, tocca "l’essere" e le rende ancora più pericolose.

Tu sei mai stata vittima di mostruosità?
Io sono stata molto fortunata nella vita e questo mi ha in qualche modo preservata. Poi verso le mostruosità provo anche un senso di pietà, oltre che indignazione. Cerco di comprenderla, arginarla, fare in modo che diminuisca. E comunque non mi sono mai elevata a giudice altrui.

E tu lo sei, un po' mostruosa?
Ho sempre cercato di esserlo il meno possibile, perché credo in un profilo di correttezza, di rispetto di una certa etica. Poi certo avrò anche io le mie bassezze, quelle fanno parte dell’essere umano. Ma ci sono mostruosità e mostruosità...

Quale dei tuoi personaggi ti è piaciuto di più?
Quello della cameriera, la moglie di Neri Marcorè. Forse perché è il meno mostruoso, il più struggente. Loro più che mostri, fanno quasi tenerezza

Hai sentito il peso della responsabilità nel fare il seguito di un capolavoro come I mostri?
No, nessuno deve mai vivere questo tipo di ansia. Le responsabilità dobbiamo averle solo con noi stessi, con la serietà con la quale facciamo il nostro lavoro. Chiaro che ogni storia si ispira in qualche modo a film già fatti, ad attori del passato, ma non è che chi viene dopo deve sentirsi per questo un peso addosso. Le responsabilità dovrebbero averle di più quelli che fanno televisione oggi.

Perché, trovi ci sia del mostruoso nella tv?
Non è tanto la televisione in sé, ma l'uso che ne viene fatto. È ciò che ci si permette di fare in tv che è orrendo Ormai è diventata terra di nessuno, e questo è sconvolgente e barbaro. E non fa nemmeno audience, ma solo idioti, soprattutto chi la fa e non si assume la responsabilità di non proporre nulla di buono. L'abbassamento dello share che c'è stato è la dimostrazione di quanto la gente stia prendendo le distanze.

Cosa intendi quando parli di "non assumersi le responsabilità"?
Perché c’è questo modo ormai totalmente privo di attenzione e responsabilità nel fare le cose che è vergognoso. In particolare per quanto riguarda la tv di Stato, che soffre maggiormente di questo tipo di mentalità. Mentre nella privata il manager o la trasmissione che non va bene risponde in prima persona, in quella pubblica non c’è manco quello e tutti restano impuniti.

Ora a cosa stai lavorando?
Sto girando un film tv con il mio amico Claudio Bisio.